Raggi

“Forme di investimento, non eccessivamente rischiose, più o meno remunerative”. Così Salvatore Romeo, in un’intervista esclusiva ad Agorà, su RaiTre, definisce le polizze vita nelle quali il sindaco di Roma Virginia Raggi è indicata come beneficiaria. Romeo smentisce l’ipotesi che le polizze fossero una forma di finanziamento politico, apparsa su alcuni mezzi di informazione. “Non c’è neanche nessun indizio su questa cosa”. L’intervista integrale all’ex capo della segreteria del sindaco di Roma, andrà in onda nella puntata di oggi i Agorà, in diretta dalle 8 alle 10 su RaiTre.

“Cosa nasconde il giro di polizze che legano Romeo, la Raggi e altri esponenti dei 5 Stelle al Campidoglio? Da dove provengono i soldi per acquistarle? A cosa servivano? Grillo e Di Maio ci spieghino cosa accade e cosa è accaduto. È un intreccio perverso e pericoloso”. Lo dichiara David Ermini, parlamentare del Pd. “Il M5s – aggiunge – trasuda fango e tossine da ogni poro: la moralità, sbandierata per nascondere guerre di potere e interessi enormi, era solo un paravento”. Ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Terra Nostra Walter Rizzetto: “Al netto della solidarieta’ umana che si deve ad una ragazza che per otto ore e’ stata sotto interrogatorio, mi chiedo dove sono i puri che al minimo cenno fanno tintinnare le manette”. Continua Rizzetto: “Grillo dove e’ scomparso? Scopriremo che e’ in Malindi? Allora, sapete dove sono queste persone? Sono esattamente laddove saranno quando in Italia ci sara’ un problema grave durante il loro Governo: chiusi nelle proprie stanzette per paura di fare brutta figura. Piu’ o meno come all’asilo o al massimo alle scuole elementari”. E conlcude: “La sindaca Raggi indica una conferenza stampa e dia la possibilita’ a cittadini e media di poter conoscere a fondo questa drammatica vicenda che, come spesso, accade, grava sulla pelle dei cittadini”.

“La polizza? Non ne sapevo nulla, queste polizze possono essere fatte senza informare il beneficiario, non devono essere controfirmate”. Cosi’ il sindaco di Roma Virginia Raggi ha risposto, a chi le chiedeva della polizza a “sua insaputa”, uscendo di casa il giorno dopo l’interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio, che la vede indagata per falso e abuso. “Mi sento ancora nel Movimento e non penso affatto alle dimissioni”, ha aggiunto.

Il tribunale civile di Roma ha respinto i ricorsi presentati dall’avvocato Venerando Monello sulla legittimita’ del contratto tra il sindaco di Roma Virginia Raggi e la Casaleggio associati e sulla possibile ineleggibilita’ che ne sarebbe derivata. La tesi sulla possibile ineleggibilità era sostenuta anche dal Pd, ma i giudici non si sono espressi, definendo inammissibile il ricorso. “Non esiste alcun contratto tra Virginia Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse”, scrive su Facebook Davide Casaleggio. “Il contratto che per mesi in tanti hanno citato e pubblicato non e’ stato nemmeno letto – prosegue Casaleggio – nel documento vengono nominati Beppe Grillo e lo scomparso Gianroberto Casaleggio, nel loro ruolo di garanti del Movimento 5 Stelle”.”Le cause di ineleggibilita’ – ha spiegato il legale della Raggi all’Agi – vengono normate per legge, non e’ questo il caso”.

I candidati grillini sono soltanto figurine, utili a catturare il consenso o a sfruttare sul territorio la rabbia e la furia iconoclasta degli elettori, incazzati neri contro la politica tradizionale. La struttura di vertice muove i fili. La vicenda del sindaco di Roma, Virginia Raggi, ne e’ l’ennesima dimostrazione. Chi si oppone a questo schema viene sconfessato ed espulso perche’ il movimento-setta non puo’ accettare il dissenso e la liberta’ di pensiero del singolo. L’unica legge e’ l’ortodossia del pensiero unico. Cio’ che e’ piu’ intollerabile del M5S – fra le tante cose – e’ il suo doppiopesismo: giustizialismo nei confronti degli avversari politici, garantismo nei confronti dei propri adepti.

Ritirata la candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024. Il sindaco Raggi salta persino l’ultimo incontro con il presidente del Coni Giovanni Malago’ che non nasconde disappunto e delusione. ‘Sarebbero le Olimpiadi del mattone e delle speculazioni – commenta la Raggi – Roma ha altre priorita’. Fioccano le polemiche. C’e’ chi parla di una occasione storica persa per la citta’ e per il Paese. ‘ E’ da irresponsabili dire di si alla candidatura: paghiamo ancora le Olimpiadi del 1960. Non ce la sentiamo di fare altri debiti – chiude la Raggi. ‘sono tutte falsita’ e bugie populistiche – replica Malago’. (immagine: corriereweb Roma)

“Ce ne andiamo perchè 35 minuti di attesa sono troppi”. Giovanni Malagò spiega all’Ansa l’inaspettato epilogo di quello che doveva essere l’incontro chiarificatore sulla posizione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, sulla candidatura italiana ai Giochi del 2024. “Abbiamo stravolto le nostre agende per essere puntuali – spiega il numero 1 dello sport italiano – e per più di mezz’ora abbiamo aspettato… e’ troppo”. Malagò, Pancalli e Diana Bianchedi terranno una conferenza stampa alle 16.30 al Foro Italico. È il giorno della verità per le Olimpiadi del 2024, con la sindaca di Roma Virginia Raggi che incontrerà il presidente del Coni Giovanni Malagò e successivamente annuncerà in una conferenza stampa quello che, salvo sorprese, sarà il suo No alla candidatura della capitale per i Giochi. Il Coni ha chiesto che l’incontro in Campidoglio sia trasmesso in streaming su richiesta dello stesso Malago’ ma la Raggi ha detto no ‘Rincresce che un incontro privato in Campidoglio voglia essere utilizzato per alimentare soltanto confusione nell’ opinione pubblica proprio a ridosso dell’incontro con la stampa”.

“Consigli al sindaco di Roma? Non ho nessuna autorita’ per darne alla collega Raggi”, dice Dario Nardella intervenendo ad Agora’, su Rai 3. Tuttavia poco dopo si lancia in una sorta di suggerimento rivolto al Campidoglio: un sindaco prima di tutto “risponde alla legge e ai cittadini. E’ vero – spiega – che ci sono le segreterie di partito e nel caso del Movimento 5 stelle i maxi direttori o i mini direttori”, pero’ quando indossi la fascia tricolore “rispondi alla legge, che sia una singola delibera o un’ordinanza, e hai cittadini che ti hanno votato. Questo legame diretto con gli elettori e i cittadini non deve mai venir meno”. Per questo, conclude Nardella, “mi auguro che il sindaco di Roma alla fine, dovendo scegliere, scelga di rispondere alla sua citta’ prima ancora che a quei gruppi ristretti che ovviamente la strattonano da un lato e da un altro, soprattutto se ci sono correnti e composizioni diverse. Speriamo che non cada in questo errore”.

Virginia Raggi riceve la terza critica della Chiesa in pochi giorni. Dopo gli ammonimenti al sindaco di Roma del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, sulla gestione politica e amministrativa della città e del segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, è stato l’Osservatore Romano ad accendere i riflettori sulla città. In un articolo dedicato al temporale che ha flagellato Roma, si parla di una Capitale “in stato di abbandono”. Il nuovo attacco è arrivato nel giorno in cui Virginia Raggi ha deciso di non partecipare “per motivi personali” al Festival di Azione Cattolica ‘A noi la parola’ dove avrebbe dovuto rispondere anche alle domande dei giovani.

Mons Nunzio Galatino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, si è più volte contraddistinto per la forza delle sue dichiarazioni, che spesso hanno provocato discussioni e polemiche. Sul Corriere della Sera si pronuncia sui fatti di Roma dopo l’elezione del sindaco Virginia Raggi, gli avvicendamenti di assessori e i fatti giudiziari che hanno riguardato l’assessore  Paola Muraro ‘penso che i cittadini – spiega Galatino – siano un po’ stanchi delle schermaglie politiche che a Roma significano solo restare bloccati in una situazione di stallo. La gente vuole vedere i suoi amministratori impegnati, al lavoro. Io non do patenti e non ho titoli per dare un giudizio su Raggi e l’amministrazione: certo, oggi a Roma non c’è una situazione di serenità che permette di lavorare per la gente. Occorrono risposte per i bisogni immediati. La Chiesa italiana avverte le urgenze della gente: c’è una poverta’ crescente’.