Rai Storia

La strage di Portella della Ginestra rappresenta uno snodo importante nella storia della Sicilia e dell’Italia del Dopoguerra. È la prima manifestazione della strategia della tensione della Repubblica. Rai Cultura ricorda la ricorda con lo speciale “1 Maggio 1947: la strage di Portella della Ginestra nel vissuto dei protagonisti” di “Diario Civile”, in onda oggi alle 19.00 su Rai Storia, con un’introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
Il documentario si propone di far riemergere le memorie che hanno conservato il ricordo della strage nella stessa comunità, protagonista del tragico evento, in modo da restituirle al presente. In un periodo in cui si discute molto, e talvolta impropriamente, di “uso pubblico della storia”, sottolinea l’ufficio stampa Rai, questo documentario su un “luogo della memoria,” come Portella della Ginestra permette di mostrare con maggior forza la capacità della storia di farsi discorso pubblico scientifico, intervenendo a salvaguardare e valorizzare le diverse storie di vita legate a quel terribile evento.

Dal discorso che ha segnato l’affermazione del diritto di uguaglianza fra bianchi e neri in America, l’ “I have a dream” di Martin Luther King a Washington nel 1963, a quello del presidente Lyndon Johnson per l’approvazione al Congresso del Civil Rights Act nel 1965, che dichiarò illegali le disparità di registrazione delle elezioni e la segregazione razziale nelle strutture pubbliche. Così la lunga marcia per i diritti civili raccontata da Aldo Cazzullo in “Grandi Discorsi della Storia”, in onda martedì 18 aprile alle 22.40 su Rai Storia. Il percorso comprende anche le parole pronunciate da Angela Merkel nell’estate del 2015 per l’accoglienza dei profughi in Germania e in Europa, e quelle del re norvegese Aroldo V sui diritti degli omosessuali e degli immigrati, fino al discorso di insediamento alla presidenza del Sudafrica di Nelson Mandela, l’uomo che trascorse 27 anni in carcere per avere combattuto il regime dell’Apartheid. Oltre all’analisi retorica e linguistica di Flavia Trupia e la consulenza storica di Agostino Giovagnoli, il programma propone i contributi dello storico della radio e della tv Giorgio Simonelli e dei giornalisti Ritanna Armeni, Veronica De Romanis, Furio Colombo e Sergio Romano.

Un ritratto di Walter Chiari partendo dalle sue prime apparizioni in tv alla fine degli anni Cinquanta, con il notissimo personaggio Sarchiapone a fianco di Carlo Campanini, sua spalla fedelissima, passando per ‘Studio Uno’, diretto da Antonello Falqui. E’ il documentario firmato da Giovanni Paolo Fontana ‘Walter Chiarissimo’, in onda sabato 11 marzo alle 19.00 su Rai Storia, che racconta anche le fortunate edizioni di ‘Canzonissima’ con Mina e Paolo Panelli, che vedono Walter Chiari protagonista. Intelligente e ironico interprete del boom economico italiano, negli anni Settanta Chiari viene coinvolto in vicende giudiziarie e il rientro in scena è difficile, come racconta l’appassionata biografia narrata in ‘Storia di un altro italiano’ con la regia di Tatti Sanguineti.

La storia sconosciuta dell’invenzione del primo pc. L’ascesa e la caduta di alcuni progettisti dell’Olivetti che, all’insaputa della loro azienda, tra guerra fredda, spionaggio industriale e geniali intuizioni tecnologiche, provocarono con la loro invenzione la piu’ grande rivoluzione del XX secolo. Lo racconta ‘Quando Olivetti invento’ il pc’, di Alessandro Bernard e Paolo Ceretto, in onda lunedi’ alle 19.00 su Rai Storia, nell’anniversario della morte di Adriano Olivetti. E’ il 1965 quando, durante la piu’ importante fiera tecnologica mondiale dell’epoca, a New York, l’azienda Italiana Olivetti espone i nuovi modelli di calcolatrici meccaniche mentre relega in un angolo seminascosto un nuovo prodotto tanto avveniristico quanto sottovalutato: si chiama ‘Programma 101′ ed e’ il primo personal computer della storia. Sara’ un successo clamoroso. Lo stand e’ preso d’assalto. Curiosi e addetti ai lavori formano file interminabili e obbligano gli organizzatori a disporre un apposito servizio d’ordine per regolare le entrate. New York Times, Wall Street Journal, Business Week, New York Herald Tribune titolano a piena pagina ‘The first desk top computer of the world’. Il 10 giugno 1967 la Hewlett Packard versa 900.000 dollari all’Olivetti per aver copiato il brevetto di ‘Programma 101’ con il suo modello HP 9100. Il film racconta la storia dell’invenzione che ha rivoluzionato il futuro gettando le basi del nostro presente, attraverso i protagonisti diretti e il parere di esperti internazionali.

I successi e i segreti del Festival di Sanremo. A raccontarli, nella settimana del 67/o Festival della Canzone italiana, e’ ”Sanremo fronteretro”, produzione curata da Enrico Salvatori, che Rai Cultura propone da lunedi’ 6 a sabato 11 gennaio alle 12.00 su Rai Storia. Ogni puntata, realizzata con le Teche Rai e arricchita da dati statistici e notizie sul Festival, fa rivivere le edizioni, attraverso esibizioni canore, servizi, inchieste Rai e materiali inediti. Si comincia con uno sguardo al 1951, quando Sanremo e’ solo una gara musicale radiofonica al Casino’.

Tre documenti per non dimenticare cosa è stata la Shoah, la più grande tragedia del XX secolo, saranno proposti da “La Grande storia” – con gli interventi di Paolo Mieli – in onda lunedì 30 gennaio, alle 23.10, suRai3. L’inizio è affidato alle immagini della liberazione di Auschwitz, girate dai cineoperatori dell’Armata Rossa, che testimoniano il male assoluto. Si parlerà poi di scienza, o sarebbe meglio dire pseudoscienza, rappresentata dallo spietato medico di Auschwitz Joseph Mengele, i suoi folli esperimenti, la sua ‘ossessione’ per i gemelli. Infine, il primo piano sulla pervasiva propaganda nazista, raccontata attraverso la figura di Julius Streicher, propugnatore delle tesi antisemite, attraverso la sua rivista “Der Sturmer”.

Due storie di impegno civile, che raccontano come la mafia si possa combattere non solo nelle aule giudiziarie e con le indagini, ma anche con il lavoro quotidiano di denuncia e civilizzazione. E’ quanto hanno fatto Peppino Impastato e Giuseppe Fava, giornalisti e uomini di cultura uccisi dalla mafia, ai quali “Diario Civile”, il programma di Rai Cultura con il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, dedica la puntata in onda domani alle 22.10 su Rai Storia. Peppino Impastato sfidò il capomafia di Cinisi, Gaetano Badalamenti, con le sue trasmissioni di Radio Aut, sfruttando l’onda creativa delle radio libere degli anni ’70 e dando sfogo a monologhi satirici e grotteschi. Pippo Fava è stato invece un uomo di cultura poliedrico che si è cimentato nella letteratura, nel teatro, nel giornalismo, raccontando una parte di Sicilia nascosta, la provincia di Catania, e il suo mondo fatto di collusioni tra mafia e imprenditoria. Entrambi hanno proposto punti di vista nuovi e originali sulla Sicilia, hanno scavato nelle contraddizioni della gente senza piegare la testa di fronte alle minacce mafiose, pagando l’impegno con la vita.

Il “meccanismo” elettorale degli Stati Uniti spiegato attraverso le parole dei protagonisti. A raccontarlo è Aldo Cazzullo nell’appuntamento con la serie “Grandi Discorsi della storia”, che Rai Cultura propone martedì 17 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. La puntata è dedicata ai discorsi dei presidenti americani, dall’“Acceptance Speech” di Donald Trump del 21 luglio 2016, in cui il candidato della Casa Bianca accetta la nomination repubblicana usando parole e toni mai usate prima, all’“endorsement” per il candidato repubblicano Goldwater nel 1964 di Ronald Reagan, che lo ha lanciato sulla scena politica dopo la sua carriera da attore del cinema. E, ancora, Da’“I still belive in a Place called Hope” di Bill Clinton, il giovane democratico pronto a rilanciare l’America con la sua elezione nel 1992, alle parole di speranza “Change has come to America” di Barack Obama, il primo presidente nero eletto negli Usa; fino alla nobile concessione dello sconfitto John Mc Cain nel 2008, che ha riconosciuto l’elezione dell’avversario Obama come “un’elezione storica”. L’analisi retorica e linguistica è di Flavia Trupia, con i contributi dei giornalisti Vittorio Zucconi, Federico Rampini, dell’ex sottosegretario e viceministro agli Esteri Marta Dassù, del docente di giornalismo televisivo Giorgio Simonelli. Grandi Discorsi della Storia è un programma condotto da Aldo Cazzullo, scritto da Erika Brenna, Aldo Cazzullo, Luciano Palmerino, regia di Tommaso Vecchio e Jovika Nonkovic.

E’ stata una donna dai mille mestieri: pianista, giornalista, attrice ma soprattutto animatrice di feste mondane; ha vissuto l’intero arco della sua vita tra Londra, Parigi, New York e Montecarlo. E’ Elsa Maxwell, la penna più “avvelenata” del giornalismo di costume statunitense: un personaggio raccontato dal professor Francesco Perfetti a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura condotto da Michela Ponzani in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Elsa Maxwell ha saputo raccogliere le confidenze degli uomini e delle donne più famosi e potenti del suo tempo: Roosevelt, Churchill, Enrico VIII, Cole Porter, Charlie Chaplin e Maria Callas, e per questo si è meritata l’appellativo di “pettegola d’America”. Una personalità poliedrica che ha attraversato due guerre mondiali, gli anni ruggenti, il divismo hollywoodiano e la dolce vita, sempre con un occhio disincantato e arguto.

Il 19 dicembre 1996 Marcello Mastroianni muore a Parigi all’età di 72 anni. Rai Cultura ricorda l’attore lunedì 19 dicembre nel programma “Il giorno e la Storia”, in onda 8.30 e in replica alle ore 11.30, 13.30, 20.10 e alle 23.30 su Rai Storia. Mastroianni inizia a recitare alla fine degli anni Quaranta nella compagnia Luchino Visconti. Interprete eclettico, si cimenta con successo nella commedia musicale, ma la sua popolarità è dovuta soprattutto alle interpretazioni nei film di Vittorio De Sica, spesso in coppia con l’attrice Sophia Loren. Mastroianni è il protagonista preferito da Federico Fellini, per il quale interpreta La Dolce Vita, 8 e mezzo e Ginger e Fred. Tra gli altri suoi lavori, Le ragazze di piazza di Spagna; Cronache di poveri amanti; I soliti ignoti; Il bell’Antonio; Una giornata particolare; Sostiene Pereira.