Serracchiani

“Dei radicali ho condiviso e sostenuto più di una battaglia, sapendo di avere con me il sentire di tantissimi cittadini, certo non solo del Pd. Per questo spero e chiedo che si trovi soluzione a un’impasse che la gente non riesce a capire”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. Per Serracchiani “questa è un’occasione storica per far scoccare la scintilla tra la carica rivoluzionaria, liberale e libertaria, che è nel Dna dei radicali, con il percorso sulla strada dei diritti compiuto dal Pd al governo del Paese. E in più abbiamo il collante di una comune e ragionevole fiducia nel destino europeo dell’Italia, mentre tutti gli altri predicano e praticano sfascismo, scetticismo e sciovinismo”. “Per i partiti che pure sono alle radici del Pd – ricorda Serracchiani – in passato non è stato semplice dialogare con i radicali e pochi singoli hanno tenuto aperto un canale prezioso di comunicazione tra i partiti di tradizione popolare e gli eredi dell’azionismo. Ora è venuto il momento che l’esperienza culturale, politica e di governo incarnata da personalità come Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, smetta di essere un contributo occasionale o individuale e – ha concluso la presidente – trovi la sua piena agibilità politica nell’ambito del centrosinistra”.

Non condivido nulla di quello che ha detto quando ha giustificato la sua uscita dal Pd, credo che debba molto al Partito Democratico e credo anche che avrebbe dovuto rispettare di piu’, non tanto me o altri dirigenti, facciamo politica e a volte facciamo confronti anche aspri, ma i tanti militanti del Partito Democratico”. Lo afferma Debora Serracchiani, Presidente Friuli Venezia Giulia, da Luca Telese e Oscar Giannino ai microfoni di 24Mattino su Radio 24. Sono in particolare le parole con cui il Presidente Grasso avrebbe giustificato la sua uscita dal Pd ad aver infastidito Serracchiani: “Dire ‘Non c’e’ piu’ il partito democratico. Il partito democratico e’ un’altra cosa’, io avrei utilizzato parole diverse, ma siamo diversi”.

“Di fronte alla dilagante burocrazia che tende a scaricare sempre ad altri scelte importanti, il compito della politica deve essere quello di investire sulla prevenzione, affinche’ di fronte alle calamita’ naturali, non si debba continuare a contare le vittime”. Lo ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, partecipando ieri sera al dibattito “La gioia nel dolore, ricostruire l’anima e la pace dopo la tragedia di un terremoto”. L’iniziativa si e’ svolta a Farra di Soligo, nell’ambito dell’evento culturale e sociale “La torre della pace una campana a Santa Maria dei Broi a cento anni dalla Grande guerra nel quartier del Piave”, organizzato dalla parrocchia di Santo Stefano Protomartire e dalla Diocesi.

Quella in atto nel Pd “e’ una scissione di ceto politico e non di fase politica. Le facce che stanno dietro a questa incomprensibile situazione sono le stesse da trenta anni”. Lo ha detto a Radioanch’io su Radiouno il governatore del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani, secondo la quale “c’e’ sempre possibilita’ di una sintesi tra incompatibilita’ politiche, piu’ difficile tra quelle personali”. Su Renzi, ha detto Serracchiani: “il segretario porta sempre delle responsabilita’ e credo che Matteo sappia che qualche responsabilita’ sia sua e che bisogna tentare fino all’ultimo”.

Non accenna a stemperarsi la guerra tra Pd e M5S sulla presunta omissione, da parte della candidata grillina a sindaco, Virginia Raggi, di una sua consulenza. È una battaglia di veleni quella che si sta consumando a poche ore dal voto. Al centro delle polemiche resta il caso della consulenza di Virginia Raggi alla Asl di Civitavecchia. Lei, per tutta risposta, posta su Facebook “l’autocertificazione del 2015, nella quale specifica di aver svolto l’incarico, come legale fiduciario”. Ma lo scontro diventa incandescente quando il senatore Stefano Esposito, rilanciando una notizia di Repubblica, dice che sull’affare Asl la Procura ha aperto un fascicolo. “Nessuna indagine è stata aperta, nessun esposto è ancora giunto all’attenzione dei magistrati”, rettificano fonti della Procura romana. Raggi intanto spiega: “L’autocertificazione è del 2015 perché è nel 2015 che percepisco il relativo compenso. Per quanto riguarda invece l’incarico del 2012 non ero ancora consigliere e non era previsto alcun albo speciale. Con questa mia ultima delucidazione sull’ennesimo attacco montato ad arte dal Pd si chiude una delle campagne più sporche degli ultimi anni”. Ma il Pd parte in massa all’attacco: “Raggi è bugiarda e viola il silenzio elettorale”. Matteo Orfini e Debora Serracchiani puntano il dito contro la candidata M5s definendola “bugiarda” per la spiegazione fornita sulla consulenza.