sinistra italiana

“Ci rivolgiamo prima al Pd poi a chi sta a sinistra del Pd in modo particolare a Civati e Possibile, a Sinistra italiana e anche a chi si è riunito nelle scorse settimane al Teatro Brancaccio. Rovesciamo la piramide, partiamo dall’agenda e vediamo chi ci sta, ma il nostro obiettivo non è un cartello elettorale per arrivare alle politiche e poi si sfascia tutto perché sarebbe poco credibile. L’obiettivo è una nuova, grande forza, e la scelta della direzione di oggi è che noi ci mettiamo al servizio di questo percorso per costrui una grande forza”. Così Roberto Speranza a margine della direzione nazionale di Articolo1-Mdp. “I tempi devono essere i più brevi possibili: prima serve un’agenda comune poi una specie di cabina di regia di chi vuole avviare questo percorso. Penso a un luogo vero in cui chi crede a questo progetto possa incontrarsi e condividere l’agenda. Parallelamente sui territori si deve fare lo stesso lavoro”, conclude.

“Sinistra Italiana ha, in ogni occasione, rilanciato la necessità di un confronto che, sulla base di una verifica programmatica e di un metodo democratico e partecipato, consenta alla sinistra in Italia di articolare in modo plurale convincente una coalizione di forze capace di fare in Italia quello che in molti Paesi europei è già successo. E’ uno dei passaggi del documento finale della direzione nazionale di Sinistra Italiana, approvato in modo unanime”. Così in una nota Sinistra Italiana. “L’assemblea del teatro Brancaccio promossa dall’appello di Montanari e Falcone e alla cui riuscita abbiamo contribuito in maniera importante rappresenta per noi un successo. – prosegue il documento di SI – Il cuore politico dell’appello che ha convocato la giornata del 18 giugno indicava nella necessità di costruire ‘Una sola lista alla sinistra del Pd. Una lista che accolga tutti i partiti attuali, ma sia molto più ampia della loro somma. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile’ il proprio obbiettivo principale. Quel risultato non è ancora acquisito. E la manifestazione di Piazza SS. Apostoli del 1 luglio pone da questo punto di vista opportunità e problemi. Se da un lato infatti emergono crescenti elementi di convergenza rispetto alla possibilità di definire una piattaforma condivisa permangono ampi tratti di ambiguità sul profilo complessivo della proposta politica – si legge nel comunicato – E anche se, di fronte alla nostra iniziativa, le risposte, in particolare dall’area che si è riunita a SS. Apostoli continuano a farsi attendere noi crediamo che Sinistra Italiana – insiste il documento della direzione – debba continuare a svolgere la funzione di chi lavora all’obiettivo di una lista unica alla sinistra del PD, radicalmente alternativa alle sue politiche e costruita con l’obbiettivo di dare vita ad un quarto polo pienamente competitivo nello spazio politico elettorale. Per fare questo però – conclude la direzione di SI – è necessario intensificare la nostra iniziativa e la nostra offensiva unitaria evitando di restare in attesa che qualcosa accada e anzi rilanciando il protagonismo di Sinistra Italiana. Occorre innanzitutto mettere in campo un lavoro per definire una piattaforma programmatica, capace di vivere in ogni occasione possibile anche nella dimensione parlamentare, che al di la dei titoli ci consenta di contribuire con più efficacia alla prospettiva di una efficace unitaria proposta politica”. 

“L’unita’ e’ un valore e un obiettivo perche’ ce la chiedono ma a me chiedono unita’ con la chiarezza: l’unita’ non puo’ sacrificare la credibilita’. Non ci puo’ essere un’alleanza con chi difende il jobs act e la buona scuola”. Cosi’ il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni al teatro Brancaccio. Per Fratoianni serve un patto ma a partire dai contenuti: lavoro, fisco, scuola, beni comuni. “La bella e partecipata assemblea di oggi- aggiunge- dice che la sinistra c’e’ e vuole il cambiamento delle politiche di questi ultimi anni. Politiche che hanno aumentato poverta’ e marginalita’, precarieta’ e disperazione”.

“E’ positivo e promettente il riconoscimento da parte di Campo Progressita dell’impraticabilita’ del rapporto con il Pd. Sono benvenuti tra quanti da anni sono impegnati alla costruzione di una proposta politica per la democrazia costituzionale, la dignita’ del lavoro, la giustizia sociale e la sostenibilita’ ambientale”. Cosi’ Stefano Fassina, deputato Sinistra Italiana, ospite questa mattina a Rainews24. “E’ evidente che un progetto politico unitario si definisce insieme. Insieme ai Comitati per il No alla revisione costituzionale, insieme alla Rete delle liste unitarie e di alternativa attive in centinaia di citta’, insieme a tante energie del volontariato e della societa’ civile. Invece, se ciascuno lancia il proprio appuntamento e invita gli altri non si va lontano. In ogni caso, per dare credibilita’ al percorso politico, e’ necessaria la partecipazione democratica piena, quindi primarie per il programma, la leadership nazionale e primarie per le candidature”, ha continuato Fassina. “Giuliano Pisapia deve essere protagonista del progetto da costruire, ma e’ complicato riconoscere sulla carta la leadership a chi e’ stato dalla parte del Si al referendum costituzionale e consenziente o evasivo su decisivi nodi di programma come il Jobs Act, la cosiddetta Buona scuola, le trivellazioni e, da ultimo, la reintroduzione dei voucher”, ha concluso il deputato di Sinistra Italiana.

Anche gli ultimi dati sulle presenze politiche nella tv del servizio pubblico forniti dall’Osservatorio di Pavia “confermano che nel mese appena trascorso il Partito Democratico, il governo e la sua maggioranza sono i padroni incontrastati dei tg del servizio pubblico radiotelevisivo”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, rilevando che per contro alle opposizioni vanno “briciole”, e nello specifico “SI continua ad essere oscurata”, anche se “un pochino meno…” rispetto al recente passato. Dai dati emerge che il Pd, Ap/Ncd, Mdp e il governo hanno avuto dal Tg1 un tempo gestito direttamente (tgd) pari al 63,8% del tempo totale, dal TG2 il 59,3%, dal tg3 il 58,5%. Con una forte compressione delle forze di opposizione, “e Sinistra Italiana continua ad essere relegata a spazi assolutamente risicati”: dal Tg1 all’0,9%, dal TG2 al 2,8%, dal tg3 al 2%. A cui va aggiunto lo spazio dei giornali radio della Rai che ha marzo ha dato 0,46% dello spazio nei propri notiziari. E’ questa “una situazione insostenibile per il rispetto del pluralismo politico nel servizio pubblico radiotv – conclude Fratoianni – Viale Mazzini batta un colpo, noi da parte nostra non faremo mancare nei prossimi giorni adeguate iniziative a tutela del pluralismo e a tutela del nostro partito”.

“Con la legge elettorale dobbiamo ridare ai cittadini la scelta dei parlamentari. Basta con i capilista bloccati, scelti in qualche stanza, lontano dalla partecipazione”. Lo ha detto il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlando oggi a Bari con i giornalisti in occasione del congresso regionale del partito. “Il secondo paletto che poniamo riguarda il principio della rappresentanza, ritenendo che serva – ha aggiunto Fratoianni – una legge di impianto proporzionale e non maggioritaria, magari in modo mascherato”. “Su questo terreno – ha sottolineato Fratoianni – noi siamo pronti alla discussione e vediamo come andra’ in Parlamento. Le scelte e i percorsi politici non sono mai costruiti sulla base delle leggi elettorali, ma servono – ha concluso – a dare senso alla rappresentanza politica nel Paese”.

“Oggi e’ una bella giornata per la ricostruzione culturale, politica e di classi dirigenti della sinistra. E’ un passaggio per il quale siamo stati impegnati sin da quando abbiamo lasciato il Pd un anno e mezzo fa. In bocca al lupo al movimento Democratici e Progressisti. Sinistra Italiana guarda con attenzione e interesse. Avviamo da lunedi sedi strutturate di confronto programmatico a partire dai tre grandi temi indicati da Roberto Speranza: lavoro, scuola, ambiente. Puntiamo a costruire le condizioni per gli stati generali della sinistra da fare prima della pausa estiva”. E’ quanto ha dichiarato Stefano Fassina a margine dell’iniziativa che si e’ tenuta alla Citta’ dell’Altra Economia a Testaccio.

“Nei prossimi giorni presenteremo il nuovo gruppo e ci metteremo al lavoro per costruire un agenda comune con cui incalzare il governo”. Lo ha annunciato Alfredo D’Attorre nel corso di una conferenza stampa alla Camera con Arturo Scotto in cui e’ stato ufficializzato l’addio di 17 parlamentari da Sinistra italiana. Per D’Attorre pero’ non e’ da escludere che “su alcuni punti si possa arrivare a trovare una condivisione che allarghi l’ambito di sostegno al governo”. Ecco i parlamentari che hanno deciso di lasciare Sinistra Italiana per aderire al nuovo progetto che nascerà con i fuoriusciti del Pd: Arturo Scotto, Ciccio Ferrara, Donatella Duranti, Arcangelo Sannicandro, Carlo Galli, Alfredo D’Attorre, Florian Kronblicher, Lara Ricciatti, Gianni Melilla, Vincenzo Folino, Giovanna Martelli, Franco Bordo, Claudio Fava, Marisa Nicchi, Michele Piras, Filiberto Zaratti, Stefano Quaranta.

Oggi ultima giornata a Rimini del congresso fondativo di Sinistra italiana che si concluderà con l’elezione del segretario nazionale. Salvo imprevisti, oggi la carica dovrebbe andare a Nicola Fratoianni. Dato per favorito, pisano, 44 anni, Fratoianni è stato assessore regionale nella giunta di Nichi Vendola, e coordinatore di Sel. Ieri il suo intervento al palacongressi. “Vogliamo parlare – ha detto – ai lavoratori che perdono ogni giorno un po’ di salario, ai precari, agli studenti che oggi non possono più permettersi di esserlo, alle donne, ai migranti trattati come un’umanità di scarto”. Ed ha continuato: “Prendiamo un impegno solenne: facciamo un partito per stare dalla parte di chi sta peggio, di chi subisce una diseguaglianza insopportabile. Dopo otto anni dall’esplosione della crisi hanno fatto o proposto ogni riforma possibile, nessuno ha messo in agenda la riforma radicale della finanza predatrice”. E riferendosi al travaglio all’interno del partito democratico: “Ci sarà forse una rottura nel Pd, un fatto importante, cui dobbiamo guardare e con cui dobbiamo interloquire”.

“Non so se un movimento popolare di riscossa della sinistra che vada da D’Alema a De Magistris e dopo la crisi del Pd oggi sulle labbra dei suoi stessi fondatori come Bersani, arriverebbe al 10% dei consensi o a quanto”. Lo afferma in una intervista a Repubblica Nichi Vendola, aggiungendo: “So però che mettendo insieme le esperienze, le pratiche, la cultura di chi ha resistito a sinistra si può diventare punto di riferimento e speranza per milioni di italiani”. Continua Vendola: “Il Pd di Renzi si è rotto, sta implodendo”, “siamo interessati a Consenso”, il movimento lanciato da Massimo D’Alema e “a quello che nel Pd avanza con le prese di posizione di Enrico Rossi e di Michele Emiliano. E a quello che è riuscito a costruire De Magistris a Napoli. A quanto si muove nei 5stelle”. Sinistra italiana si vuole “confrontare con tutti”, spiega Vendola, mantenendo però “un punto di vista autonomo”.