solidarietà

“Solidarieta’ e vicinanza a Salvini per il volgare e deprecabile attacco ricevuto via social. La politica non si fa con le minacce ne’ alludendo a drammatici episodi della storia italiana. Soprattutto dopo queste minacce bisogna andare avanti a testa alta”. Cosi’ dichiara Lara Comi, eurodeputato di Forza Italia e vice presidente del gruppo del PPE.

Dagli indipendentisti sardi arriva la solidarieta’ a quelli catalani dopo la dichiarazione di indipendenza da parte del presidente della Catalogna, subito sospesa per aprire il dialogo con Madrid. Rossomori, Liberu, Sardos, Sardegna Possibile, Sardigna Natzione, Sardigna Libera, Progres, Gentes, Comunidades, Fiu e Irs ritengono che il popolo catalano abbia diritto all’autodeterminazione. “Esprimiamo incondizionata solidarieta’ al popolo catalano e condanniamo ogni violenza e ogni repressione – scrivono in un documento -. Facciamo appello all’Unione Europea e a ognuno dei suoi componenti, Italia compresa, perche’ raccolga l’appello lanciato dal governo catalano per una mediazione politica. Come sardi, guardiamo alle vicende della Catalogna con ammirazione e rispetto – aggiungono – di piu’: ci sentiamo coinvolti nella loro lotta, perche’ sappiamo che, prima o poi, sara’ anche la nostra”. Per Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione Indipendentzia, “il problema e’ politico e politicamente va risolto, in maniera democratica e pacifica ma senza fermare il processo verso l’indipendenza che il popolo catalano ha iniziato con una decisione democratica”. Secondo il presidente del Partito dei Sardi, Paolo Maninchedda, “i fatti catalani dimostrano che non si vince con le parole del disprezzo e della separazione funzionali all’affermazione di un’egemonia. Dividere i Sardi in liberi e servi non giova a nessuno – scrive sul suo blog -. O si sta insieme, e non solo tra indipendentisti, ma con coalizioni molto ampie, o perde la Sardegna”. Critico il fondatore di “Sardegna in marcia”, Federico Ibba, secondo il quale “la Sardegna e i sardi non vogliono separarsi dall’Italia: per l’unita’ di essa hanno combattuto e sono morti contribuendo a generare il senso di patria che ancora oggi sentiamo orgogliosamente. La Sardegna vera e’ quella che gira il mondo aggredendo i mercati internazionali e vendendo i nostri prodotti che mantengono particolarita’ ed unicita’ proprio grazie al nostro essere isola Centro del Mediterraneo”.

La Cgil di Pistoia e Toscana esprimono “solidarieta’ a Don Biancalani che, come tante altre persone, e’ impegnato da anni in attivita’ sociali per tutti e senza distinzioni”. Il sacerdote di Pistoia che ha accompagnato dei migranti in piscina “e’ fatto oggetto in questi giorni di attacchi di inaudita violenza da parte di forze impegnate a seminare odio e a minare le basi della convivenza civile e solidale, anche in una citta’ storicamente estranea a simili manifestazioni di intolleranza. Nessuno – dice la Cgil in una nota – puo’ oggi pensare di essere estraneo al tema delle migrazioni, e non e’ certo con la chiusura e alimentando l’intolleranza che vi possiamo far fronte, bensi’ con grande responsabilita’ e lungimiranza politica ed istituzionale”.

“Siamo testimoni di una crisi di solidarietà e volontà politica dovuta ad una narrazione politica negativa sulla migrazione, sfortunatamente dominante in molti Paesi”. Leïla Bodeux, responsabile ufficio migrazione e asilo di Caritas Europa, è molto critica nei confronti del Piano d’azione della Commissione europea per il Mediterraneo centrale di cui si discute oggi al vertice informale di Tallinn. “La priorità è solo respingere i migranti attraverso i rimpatri – osserva in un’intervista al Sir -, rafforzare i controlli alle frontiere meridionali della Libia per impedire loro di arrivare in Europa, senza tener conto delle drammatiche situazioni da cui fuggono e del rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani”. “Concentrarsi solo sulla sicurezza – afferma – è controproducente perché alimenta le reti dei trafficanti, costringe le persone ad intraprendere rotte più pericolose e non diminuisce l’immigrazione irregolare, anzi il contrario”. Caritas Europa critica anche la criminalizzazione delle Ong e si augura che “alle Ong non venga proibito di sbarcare in Italia”, chiedendo che il Codice di condotta sia stilato insieme alla società civile. Il Codice, che sarà scritto dall’Italia insieme alla Commissione europea e a Frontex, secondo Caritas Europa “dovrebbe essere rivolto a tutti gli attori coinvolti nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, non solo alle Ong. L’obiettivo dovrebbe essere di migliorare il coordinamento e salvare vite umane anziché demonizzare e criminalizzare le Ong. La società civile dovrebbe essere consultata nella stesura”. “Ci dispiace vedere il dibattito politico negativo e pericoloso che coinvolge le Ong in Italia e in altri Paesi – dice Bodeux -. Le Ong dovrebbero essere lodate per il lavoro che fanno e le vite che salvano, anziché essere accusate di collusione con i trafficanti”. Sulla Libia la responsabile di Caritas Europa avverte: la situazione politica “è molto caotica e frammentata”: “Rafforzare la cooperazione con la Libia senza monitorare attentamente le loro attività rischia di portare a violazioni dei diritti umani. I responsabili politici dell’Ue dovrebbero smettere di provare ad esternalizzare le politiche di asilo e migrazione in Libia”.

L’Italia dovrà ripensare alla sua politica sulla accoglienza per tutti e sui migranti, se non c’è un sostanziale contributo della Ue, se tutti chiudono le porte”. Così Lorenzo Fontana, europarlamentare e vicesegretario della Lega Nord, intervistato a Rainews24. Perche’ le navi delle Ong vengono in Sicilia e non a Malta, che lo scorso anno non ha avuto sbarchi, visto che anche per la legge del mare Malta sarebbe più vicina. L’altro giorno una nave è andata a Cagliari, perché sbarchi a Cagliari e non sulle coste spagnole. La vera solidarietà da parte di questa Ue sulla immigrazione io ancora non la ho vista. E l’Italia non è ascoltata”, aggiunge Fontana.

“Dalle minacce di morte sui social si e’ passati ad una busta contenente tre proiettili calibro 9 recapitata presso la redazione del suo giornale. Insieme ai proiettili anche una lettera con altre minacce di morte. Vittima di questi atti intimidatori e’ sempre il collega Manuel Poletti, direttore del settimanale ‘Setteserequi’. Ancora una volta l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna esprime solidarieta’ e vicinanza a Manuel e lo invita a continuare a fare il suo lavoro serenamente”. Lo scrive in una nota il presidente Antonio Farne’. “Nello stesso tempo – aggiunge – un chiaro invito e’ rivolto alle forze di polizia affinche’ non sottovalutino questi segnali inquietanti e continuino a vigilare sulla sicurezza del collega”.

Puo’ il Natale assumere, al di la’ del suo valore religioso, un alto significato politico e sociale? E’ il mio augurio. Ne abbiamo tanto bisogno: le lacerazioni sociali ed economiche hanno eroso quel senso di comunita’ e di appartenenza che in passato riconoscevamo. Ebbene, pur nel rispetto delle credenze religiose e della laicita’, sarebbe auspicabile ‘utilizzare’ il momento del Natale per riscoprire e valorizzare l’altruismo, la solidarieta’ e la partecipazione. Ne va della nostra umanita’. Buon Natale

Quasi tre italiani su quattro (74%) hanno partecipato ad iniziative di solidarieta’ per il terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto. Il dato emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata a 2 mesi dal sisma. Il 42% degli italiani è intervenuto con sms o su conto corrente, il 19% tramite associazioni e il 13% mangiando l’amatriciana nei luoghi che hanno aderito all’iniziativa di sostegno. Quest’ultima ha avuto all’estero una partecipazione massiccia, tanto che la Saizeriya Co. Ltd., una catena giapponese di cucina italiana, che dispone di circa 800 locali in tutto il mondo, ha consegnato ad Amatrice 900mila euro raccolti per la ricostruzione post-terremoto. “Tra coloro che hanno donato – segnala la Coldiretti – il 76% ritiene che acquistare prodotti alimentari del territorio colpito dal sisma possa aiutare la ripresa”.  A dimostrarlo è stata la grande partecipazione all’acquisto nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica delle ‘caciotte solidali’ preparate con il latte proveniente dalle stalle delle aree terremotate, da Amatrice a Norcia, che ha coinvolto “quasi 15mila cittadini – precisa la Coldiretti – ed e’ stata effettuata con successo anche a New York nel farmer market tra 47th e 2nd avenue in Dag Hammarskjold Plaza frequentato da diplomatici di tutto il mondo”.