Stefano Parisi

“Aderisco, dopo due anni di lavoro politico indipendente, al progetto politico di Stefano Parisi che non si risolve in un nuovo piccolo partito”. Ad annunciare la scelta di far parte del progetto Energie per l’Italia e’ il Presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi che auspica di essere l’apripista anche per l’intera Ap, la nuova Alternativa Popolare di Angelino Alfano, perche’ sia parte di questo percorso politico. “La crisi del governo che ha riunito dall’inizio della legislatura partiti aderenti al PSE e al PPE, avviatasi con la rottura del patto per le riforme in occasione della elezione del Presidente della Repubblica, si e’ ora definitivamente prodotta – spiega – con la regressione a sinistra del Pd. Si ripropone quindi ancor piu’ la necessita’ di un’area liberalpopolare fortemente identitaria nei principi e nei programmi, impegnata a rappresentare soprattutto i bisogni e le aspirazioni del ceto medio italiano”. Per Sacconi “La speranza di una coalizione di centrodestra con vocazione maggioritaria si realizza nella ineludibile condivisione dei nodi fondamentali della futura azione di governo. In particolare l’adesione all’euro, in un rinnovato contesto istituzionale europeo, e’ imprescindibile per gli straordinari costi economici e sociali che conseguirebbero all’abbandono della moneta unica”. Secondo sacconi “Energie per l’Italia puo’ concorrere a rinnovare l’offerta politica alternativa a tutte le sinistre, da quella di Renzi al movimento di Grillo, consolidandone il baricentro attraverso la aggregazione dal basso di tutte le aree di ispirazione liberale e popolare. Confido che la stessa Alternativa Popolare vorra’ essere parte di questo percorso”.

Comincia a Milano dalla sua prima sede ufficiale la “corsa” alle prossime elezioni politiche di Energie Per l’Italia di Stefano Parisi, con 120 circoli e una piattaforma web. La presentazione della struttura e dell’organizzazione del movimento politico è avvenuta ieri, con l’inaugurazione dei locali di viale Scarampo. “E’ presto per noi per partecipare alle amministrative, siamo appena nati, ma in 5 mesi abbiamo fatto un lavoro straordinario e oggi nessun partito e’ in grado di sviluppare il volume di attivita’ che abbiamo sviluppato noi. L’entusiasmo aiuta molto e vogliamo certo essere presenti alle prossime politiche, che siano a ottobre o nel 2018”. Con al centro le “idee per riaccendere il Paese”, sono “tre le gambe” indicate da Parisi per la corsa di Energie Per l’Italia: “territorio, web e comunita’”, quindi i circoli, il sito internet e le associazioni. “Stiamo ricostruendo una rappresentanza politica per chi l’ha persa, dobbiamo ricostruire un rapporto e gli strumenti per farlo sono la presenza fisica sul territorio unita alla capacita in rete di informare tutto movimento con trasparenza”, perche’ “il web deve essere un luogo della politica di qualita’, non per urlare e far parlare la pancia ma per dire quello che si ha nel cervello e fare emergere l’esperienza delle persone”. Una “chiave molto importante per la costruzione di un nuovo soggetto politico” e’ anche per Parisi il campo dell’associazionismo, ovvero “i luoghi sani dove le persone si impegnano e fanno politica, che vanno intercettati” perche’ “l’associazionismo non e’ solo di centrosinistra”. Un esempio “i Comitati cittadini che si occupano della sicurezza nei quartieri. Penso debbano essere messi in rete, cosi’ come chi si occupa di servizi sociali o del decoro”. “Forte” gia’ in alcune regioni come “Lombardia, Veneto, Piemonte, Sicilia, Abruzzo”, mentre “i partiti sono bloccati dalla incapacita’ democratica di rigenerarsi”, ha detto Parisi “noi vogliamo costruire un soggetto nuovo capace nel tempo di rigenerarsi”. Per questo, ad esempio, in Energie Per l’Italia si daranno “dei premi, dei bond, ai circoli che promuovono iniziative, perche’ la logica della premialita’ sostituisca la logica delle tessere”. Niente “recinti per i giovani” e “noi non avremo capilista bloccati. Su 100 collegi dell’Italicum, noi avremo solo 10 capilista: in nove casi su dieci, tocchera’ a chi prende voti, saranno scelti dai territori e non calati dall’alto”. Ancora “no all’uomo al comando. Nei partiti come Forza Italia non prevale la logica del confronto ma l’idea che da persone dall’alto arrivi la linea: questo va cambiato, bisogna costruire una discussione politica”. Per Parisi “il tema non e’ partecipare alla fase finale di una esperienza politica nata nel ’94 ma ricostruire un soggetto politico nuovo, perche’ siamo in una nuova epoca in cui non si puo’ rispondere con le categorie del ’94. Non servono piu’ i partiti come li conosciamo ma movimenti aperti che partano dai bisogni”. Quanto ai programmi, di fronte a “politiche che non hanno funzionato” per la ripresa del Paese, “il problema e’ cambiare completamente passo”, ha ribadito quindi Parisi: “finche’ non aggrediamo la spesa pubblica e la burocrazia inefficiente, la ripresa non ci sara’ mai. E’ il debito italiano quell che ci toglie la liberta’, non l’Europa. Ci sono politiche di austerita’ sbagliate, come quelle di Monti, e quelle giuste come il taglio della spesa pubblica, della burocrazia e delle tasse”.

“Quello che è accaduto ieri a Roma è la fotografia di una politica inconsistente, incapace di decidere, capace solo di rinviare. Una politica che subisce il ricatto dei violenti, senza dignità, senza rispetto per se stessa e per le istituzioni. Una politica debole davanti a ricatti violenti, arrogante di fronte ai deboli e ai bisogni delle persone”. Lo scrive su Facebook Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia. Il riferimento è alla mobilitazione dei tassisti che ha provocato blocchi e caos nella città e, in diversi casi, anche vandalismi e manifestazioni di violenza: “La violenza e lo scontro senza regole è assolutamente intollerabile”, ammonisce Parisi. “La sospensione del servizio pubblico senza preavviso e senza limiti di tempo, la violenza contro chi non condivide la protesta, atti violenti verso forze dell’ordine e inermi cittadini sono comportamenti fuori legge, che solo uno Stato debole e cedevole può tollerare. Una cosa, scrive il leader di Epi, è “protestare contro la concorrenza sleale di attività di trasporto pubblico svolte fuori dalle regole (Uber Pop)”; altra cosa è “l’ottuso e violento contrasto contro una norma che riguarda gli Ncc e che non ha nulla a che vedere con i principi della concorrenza”. Molti tassisti lo sanno: “Molte aziende e cooperative di taxi sanno che la concorrenza si batte con la qualità del servizio e con l’innovazione tecnologica, che nel trasporto urbano può dare vantaggi straordinari”. In ogni caso “gli interessi generali del Paese devono prevalere su tutto il resto. La qualità e l’efficienza del trasporto pubblico urbano sono una priorità per la competitività della nostra economia”. E “chi opera nel trasporto pubblico locale deve avere a cuore l’interesse generale. Una gestione della mobilità urbana fluida e efficiente è una opportunità di lavoro e di efficienza per tutti”. E “il fatto che il ministro dei Trasporti abbia ceduto al ricatto dei violenti e abbia trattato in presenza di una manifestazione violenta e non autorizzata – conclude Parisi – è un ennesimo precedente gravissimo che getta ulteriore drammatico discredito sulle nostre istituzioni”.

 

Stefano Parisi porta a Bruxelles “Energie per l’Italia” con una edizione del tour “Megawatt” dedicata all’Europa e alle Istituzioni comunitarie. Parisi terrà nel corso della mattinata del prossimo 24 gennaio una serie di incontri tematici con rappresentanti delle Istituzioni Ue. Si parlerà di tutto ciò che deve tornare al centro dell’agenda europea: politica industriale, mercato interno, ricerca e innovazione, sistema bancario e soprattutto crescita e occupazione. “L’Unione europea investe cifre considerevoli in programmi e iniziative per il lavoro, ma continua ad avere 25 milioni di disoccupati. Serve una profonda innovazione istituzionale per salvare il progetto europeo e avvicinarlo alle persone. L’Italia in questi anni ha avuto un ruolo debole. L’elezione di Antonio Tajani è una occasione da non perdere: con lui dobbiamo lavorare per l’Europa degli europei e non delle burocrazie. A Bruxelles iniziamo un percorso già molto promettente e positivo, portando ai popolari europei il contributo di tanti italiani della società civile, dell’impresa, della cultura che chiedono un cambiamento per rilanciare l’Europa”, afferma Parisi. Nel pomeriggio Parisi incontrerà il neopresidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. L’appuntamento pubblico con “Megawatt” è in agenda alle ore 17.00 all’Hotel Leopold. In serata la cena con l’Associazione Alumni Bocconi ed altre università italiane dedicata al ruolo manageriale nel pubblico e nel privato.

Stefano Parisi a Faenza (Ravenna), a margine di un incontro nell’ambito della presentazione del suo movimento politico ‘Energie per l’Italia’, parla con i giornalisti di legge elettorale. “Dobbiamo tornare ad avere rappresentanti radicati sul territorio: preferenze o collegi uninominali, l’importante e’ non avere piu’ candidati calati dall’alto”, ha detto l’ex candidato a sindaco di Milano. Per Parisi “l’area liberal-popolare deve trovare la propria identita’, perche’ e’ a partire da identita’ chiare che si puo’ creare una coalizione”.

Si terra’ martedi’ 13 dicembre a Roma il primo evento ‘Energie per l’Italia’. Dopo il primo incontro milanese, il movimento di Parisi arriva nella capitale con un evento aperto in cui saranno presentati i principi e gli obiettivi di Energie per l’Italia, oltre al suo modello organizzativo. Epi nasce per costruire una proposta di governo credibile e innovativa, liberale e popolare. Durante l’incontro saranno presentate le modalita’ di adesione: ‘Accendi la tua lampadina!’ e’ l’immagine scelta per l’apertura dei circoli Epi sul territorio. La struttura di Energie per l’Italia e’ orizzontale e diffusa: non prevede gerarchie ma una rete collaborativa fatta di “lampadine” accese in tutta Italia per indicare una alternativa di centrodestra positiva che riaggreghi il popolo dei moderati e consenta di uscire dalla crisi politica. L’appuntamento e’ per il 13 dicembre alle 19,00 al Parco dei Principi Grand Hotel & Spa, Via Frescobaldi, 5.

“No, perchè io sto dentro il centrodestra”. Stefano Parisi, intervistato dal quotidiano “il Dubbio” rifiuta seccamente l’etichetta di nuovo Corrado Passera del centrodestra, eclissatosi dalla scena politica dopo il fallimento del movimento politico da lui fondato e della campagna elettorale alle Comunali per palazzo Marino. “Non sono nè rammaricato, nè offeso con Silvio Berlusconi”, dice Parisi sulla scomunica ricevuta dall’ex Cav. Convinto che “Forza Italia ha un bivio davanti: farsi guidare da Salvini oppure stare con i liberali popolari che è il nostro mondo”. Un mondo che Parisi è convinto essere rappresentato da lui e al quale chiama anche “i leghisti moderati”. “Si devono – dice di loro- farsi sentire”. Perchè “la Lega che io conosco ha un’anima riformista ed è composta da gente di governo, da amministratori con lunga esperienza”. Infine, ha precisato Parisi, “non  ho mai detto che farò come Trump ma di guardare a Trump che vinto senza l’appoggio del partito repubblicano”, restando convinto che “i partiti non hanno futuro”.

“Trovare un mio erede? Io spero che ci sia, fino adesso non sono stato capace di fare una scelta. Avevo puntato molto su qualcuno che poi è passato dall’altra parte. Alcuni personaggi hanno deluso. Quindi oggi in Italia leader veri dentro la politica ce n’è solo uno ed è Matteo Renzi, fuori dalla politica forse ce n’è qualcuno ma dalla politica è stato buttato fuori”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervenendo a Rtl 102.5. Questa affermazione del Cavaliere dopo la sostanziale delegittimazione di Stefano Parisi, il manager incaricato di rinnovare Forza Italia e di riunificare il centrodestra e al quale e’ stato ordinato di non litigare con il litigioso Matteo Salvini

Stefano Parisi, nel corso di una visita in Israele, ha incontrato alcuni leader politici della maggioranza e dell’opposizione e membri del governo. Con loro ha discusso della situazione in Medioriente, dell’evoluzione politica interna israeliana e ha potuto illustrare il suo programma di rigenerazione del centrodestra italiano. Gli incontri sono avvenuti alla Knesset, il Parlamento Israeliano, nel giorno del suo insediamento dopo la pausa festiva. Tra i temi affrontati anche che il referendum e la situazione politica italiana, nonché la sua evoluzione a seguito dell’esito referendario del 4 dicembre.

“Credo che l’elettorato moderato oggi sta guardando al SI’ perche’ ha paura che dopo il NO ci sia il vuoto”. Cosi’ Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia, Stefano Parisi, parlando del referendum costituzionale dai microfoni di Mix24 su Radio 24. “Io penso che innanzitutto – ha spiegato – dobbiamo dimostrare che se vince il NO in Italia c’e’ comunque una continuita’ e c’e’ soprattutto una forza di governo che e’ il centro destra che si candida a governare con serieta’ e fa le riforme vere”. Secondo Parisi “Sempre i fronti del NO sono variegati. Non e’ certo un’alleanza politica strategica. Anche con Zagrebelsky credo che io sia una delle persone piu’ lontane al mondo da Zagrebelsky eppure siamo nel fronte del no” Quello di Parisi e’ un No alla riforma “Complessivo, perche’ mantiene una grande confusione nel rapporto tra regioni e stato. Azzera definitivamente qualsiasi forma di federalismo fiscale in Italia. Il che vuol dire che, se passa il SI’, le tasse a tutti i livelli, anche a livello locale le decidera’ il Presidente del Consiglio. Poi il nuovo Senato e’ una grande confusione. Guardi di cosa buona c’e’ l’abolizione del CNEL”.