Tajani

“Tajani e’ il candidato premier di Forza Italia, non della coalizione di centrodestra. Io sono la candidata premier di Fratelli d’Italia e non partecipo per fare testimonianza ma per vincere. Speriamo di consegnare all’Italia per la prima volta un presidente del Consiglio donna”. Cosi’ la leader di Fdi, Giorgia Meloni, risponde a chi le chiede dell’annuncio di Silvio Berlusconi che vorrebbe l’attuale presidente del Parlamento europeo a Palazzo Chigi.

“La missione europea in Libia deve partire. Abbiamo avuto un problema di sicurezza. Abbiamo dovuto rinviare la missione dei parlamentari europei per questioni di sicurezza. Ma continuiamo a vigilare perche’ si rispettino i diritti umani. E’ uno strumento fondamentale per ridurre il fenomeno migratorio. L’Africa e’ un problema che l’Europa deve affrontare con investimenti importanti”. Cosi’ il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, questa mattina a Radio 1 Rai in concomitanza del voto oggi sulla missione in Niger in programma oggi alla Camera. “Il problema migratorio e’ un problema di tutta l’Europa- dice Tjani- Serve piu’ solidarieta’. Il parlamento europeo e’ stato molto chiaro”.

Secondo il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il referendum in Catalogna si deve fare oppure no, come sostiene il governo spagnolo? “Ha ragione il governo spagnolo, perche’ questo referendum e’ contro la Costituzione spagnola e anche contro le norme catalane. Questo referendum non ha nulla a che vedere con quello che si fa in Lombardia e in Veneto: quello e’ per l’autonomia, questo per la secessione. Io mi auguro che si arrivi ad una soluzione politica, che Madrid e Barcellona ricomincino a parlare tra loro”, ha affermato Tajani ai microfoni del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. “Il referendum da un punto di vista legale e’ illegittimo, non e’ permesso dalla Costituzione, ma questo lo dicono anche gli stessi giuristi catalani”, ha aggiunto Tajani a Rai Radio1.

L’osservatorio sulle attivita’ delle Istituzioni Europee VoteWatch, ha rilasciato questa mattina la classifica stilata quest’anno sui 5 parlamentari europei piu’ influenti del 2017. Nella classifica di quest’anno, nelle prime 5 posizioni dei ruoli e dei soggetti chiave del Parlamento di Strasburgo, si trovano ben tre italiani. Gualtieri (Presidente della Commissione Affari Economici e Sherpa per i negoziati Brexit), Pittella (Presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici) e Tajani (appena eletto Presidente del Parlamento europeo). Questa la classifica e le motivazioni pubblicate da VoteWatch: “Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (PPE), esercita la maggiore influenza in virtu’ del suo ruolo chiave come capo dell’istituzione. Il secondo e il terzo deputato maggiormente influenti sono i Presidenti dei due maggiori gruppi politici, il tedesco Manfred Weber (Presidente EEP) e l’italiano Gianni Pittella (Presidente S&D). Weber e Pittella sono anche membri delle piu’ grandi delegazioni nazionali all’interno dei loro gruppi e i loro partiti sono attualmente al governo in Germania e in Italia. Il quarto MEP piu’ influente, il belga Guy Verhofstadt, e’ il presidente del gruppo liberale (ALDE) e il rappresentante del Parlamento europeo per i negoziati Brexit. L’italiano Roberto Gualtieri (S&D – PD) e’ il numero cinque, grazie al suo ruolo di presidente della Commissione affari economici e monetari, nonche’ all’elevato numero di relazioni e rapporti stilati sulla politica economica.”

“Sono stati fatti dei passi in avanti, come il codice di condotta per le Ong, ma questo non significa che si è risolto il problema dei flussi migratori e degli sbarchi”. Così Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, in un colloquio sul Messaggero. E’ necessario, spiega, “lavorare con più velocità per trovare un’intesa in Libia. La stabilizzazione del Paese è importante e ciò può avvenire solo se si trova un’intesa tra Tripoli, Bengasi e le tribù del sud. Questo l’Europa lo può fare solo se si parla con una voce sola. A questo punto sarebbe un errore se l’Italia dicesse una cosa e la Francia un’altra”. “Serve – aggiunge – un lavoro unitario e credo che la soluzione sia nel dare a Tripoli la guida politica del Paese e a Bengasi quella militare. Inoltre occorre lavorare con Niger e Ciad per fermare i flussi migratori di coloro che arrivano anche da altri paesi creando dei campi di accoglienza gestiti dall’Unhcr”. Secondo Tajani “occorrono sei miliardi. La stessa cifra che è stata usata per chiudere il corridoio balcanico va impegnata sul corridoio libico. Per la formazione, il consolidamento politico, la realizzazione di campi nel sud della Libia in Niger e Ciad, per la protezione militare dei campi servono stanziamenti rilevanti e nella gestione vanno coinvolte anche le Nazioni Unite. L’Europa ha dato alcune centinaia di milioni, ma ora serve molto di più e occorre mettere sul tavolo la cifra usata per la Turchia”.

“Gli attentatori di Barcellona erano degli imam di 17, 22 anni. Il coinvolgimento dei padri musulmani è importante”. Per contrastare il fondamentalismo islamico dobbiamo “avere un Islam europeo. Credo che si debba fare come in Giordania dove i discorsi degli imam vengono trascritti e passati alla polizia. Quando non si prega, la moschea si chiude: non deve diventare un luogo dove si fa politica” . Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa al Meeting di Rimini.

“Nel caso di Stx non e’ comunque una questione tra Italia e Francia, ma qualcosa di molto piu’ importante. Non e’ nazionalismo italiano, pongo la questione di quale sia la strategia vincente. La cantieristica francese avrebbe solo benefici da Fincantieri, tanto piu’ che la gestione coreana si e’ rivelata inadeguata. Cosi’ come preferisco che Telecom sia comprata da un operatore francese che non da uno extra-europeo. Le sfide mondiali si vincono solo insieme”. Lo dichiara Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, in un’intervista al Corriere della Sera. Per Tajani “e’ l’Europa che deve proteggere i suoi interessi. L’interesse nazionale non inserito nel contesto europeo ci rende marginali e questo vale per la Francia, per la Germania come per l’Italia”. Aggiunge il presidente del Parlamento europeo: “Nessun Paese europeo puo’ reggere con i grandi protagonisti della scena globale. Questo non significa che non debba essere valorizzato il made in Italy o il made in France, ma dobbiamo unire le nostre forze, non lasciare divise le nostre debolezze con iniziative singole”. Quindi, conclude Tajani, “la nazionalizzazione di Saint-Nazaire da parte del governo francese pone sicuramente un problema politico generale: non e’ questa la strada per dare all’Europa una politica industriale e una politica industriale per la difesa. Abbiamo bisogno di campioni europei e non di campioni nazionali”.

“Noi abbiamo bisogno di campioni europei per affrontare la sfida globale e confrontarci con la Russia, gli Stati Uniti, la Cina e l’India. Non abbiamo bisogno di campioni nazionali”. A dichiararlo in un’intervista al Gr1 il Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani parlando del caso Stx Fincantieri. “La globalizzazione – sottolinea – impone un cambiamento e la direzione giusta per una forte politica industriale europea è puntare su realtà europee”.

Lunedi 26 giugno il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, aprirà a Roma lo Women’s Forum sul ruolo delle donne per rivitalizzare un’Europa di pace e prosperità in occasione dei sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma. L’evento si terrà a Villa Medici e proseguirà martedì 27. Sarà un’occasione di dibattito sul ruolo chiave delle donne per rilanciare l’Unione europea. Tra i temi trattati, il loro ruolo nel mondo delle imprese e dell’economia, nell’accesso ai finanziamenti, nella sfida ai cambiamenti climatici, e per lo scambio culturale ed una società aperta e tollerante. L’unità nella diversità, il dialogo, l’apertura, la tutela dei diritti, la solidarietà, sono parte integrante dell’identità europea. Su questi valori, con al centro la dignità e la libertà della persona, è stata costruita la nostra Unione. I cittadini si aspettano un’Europa unita, capace di promuovere questi valori nel mondo e dare risposte su immigrazione, sicurezza, disoccupazione, cambiamenti climatici. Per rilanciare questa Europa è fondamentale il ruolo delle donne. A Roma ci saranno oltre 200 opinion leader della politica, dell’economia, della cultura, della scienza e dei media provenienti da tutta Europa e dai Paesi del Mediterraneo. Donne come le Presidenti della Repubblica di Malta e dell’Estonia, Marie-Louise Coleiro Preca e Kersti Kaljulaid, la presidente della Rai Monica Maggioni, ma anche personalità come il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il vicepresidente della Bei Ambroise Fayolle, l’Ad di Banca Intesa Carlo Messina e di Edison Marc Benayoun, il presidente Emea, di Alphabet e di Google, Carlo d’Asaro Biondo, e il presidente dell’Enea, Federico Testa.

“Qualche giorno fa l’eurobarometro, per la prima volta, dal 2008, ci ha detto che mezzo miliardo di persone che vivono nei nostri confini, hanno riacquistato fiducia nelle istituzioni europee, e ci chiedono di affrontare e risolvere i problemi legati al terrorismo, all’immigrazione illegale e alla disoccupazione. La gente chiede un’Europa piu’ forte, ma questi problemi noi non possiamo risolverli che insieme ad altri”. Lo ha detto il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, intervenendo al IV vertice dei presidenti dell’assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo. “Problemi che riguardano anche tutti gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Dobbiamo lavorare insieme, la diplomazia parlamentare puo’ fare molto”, ha aggiunto.Dobbiamo puntare sulla formazione professionale e sugli scambi universitari per creare posti di lavoro e promuovere una classe dirigente capace – ha sottolineato Tajani -. I programmi Erasmus + e Erasmus per giovani imprenditori vanno utilizzati in questo senso. Abbiamo bisogno di creare crescita sostenibile e occupazione, tema del vertice di oggi. E PMI e imprenditori sono al centro di questa ambizione. La politica industriale europea puo’ quindi giocare un ruolo determinante per promuovere lo sviluppo economico nell’intera area, creando e promuovendo partenariati e scambi commerciali. Gia’ adesso alcuni programmi Ue per promuovere crescita e innovazione sono aperti agli altri Paesi del Mediterraneo. Con il prossimo bilancio Ue dobbiamo essere ancora piu’ ambiziosi e aprire alla partecipazione ai fondi strutturali a quei Paesi che hanno la volonta’ di approfondire il loro rapporto con l’Ue”. “Il Parlamento sta per approvare un nuovo Fondo per lo sviluppo sostenibile in Africa in grado di mobilizzare decine di miliardi. Nel prossimo bilancio Ue dovremmo incrementare queste risorse. Gia’ oggi Ue e Stati membri spendono oltre 20 miliardi di euro l’anno in Africa. Ma vi e’ un problema di qualita’ e impatto di questa spesa – ha aggiunto -. Dobbiamo concentrarci su azioni che portino a un vero sviluppo della base industriale, che creino opportunita’ per i giovani, facilitino lo sviluppo di una nuova imprenditoria africana, di posti di lavoro. Servono trasferimenti di tecnologie, specie nell’uso efficiente e sostenibile delle risorse. Lavorare su formazione e mobilita’ legale, con quote per studenti, ricercatori e lavoratori mediterranei. Infrastrutture di qualita’. Una robusta diplomazia economica”.