Tajani

Per “cambiare l’Europa” cercando di affrontare i problemi, dalla disoccupazione al terrorismo e alla crisi migratoria, “non basta un asse franco-tedesco”, ma “serve che l’Italia e la Spagna assumano un ruolo determinante, insieme al Parlamento europeo, che e’ l’unico organo eletto direttamente dai cittadini, per dare risposte concrete e avvicinare la gente alle istituzioni”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani intervenuto a Voci del Mattino, su Radio1 Rai, dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali di Francia. Per Tajani “se piu’ del 30% ha votato Le Pen e piu’ del 25 si e’ astenuto, vuol dire che questa fetta consistente di societa’ lancia un messaggio chiaro: le cose cosi’ non vanno, occorre cambiare”.

“Serve il pilastro del risanamento dei conti pubblici ma serve un pilastro forte orientato alla crescita, serve una politica industriale moderna e competitiva”. Lo sottolinea il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani,in collegamento con Rai News. Una politica, sottolinea, che “non puo’ essere quella delle ciminiere inquinanti. Serve un’azione forte a sostegno delle piccole e medie imprese. Serve una strategia europea: se funziona l’economia reale arrivano piu’ soldi nelle casse dello Stato e cosi’ si riduce il debito pubblico e la pressione fiscale nei confronti dei cittadini”, conclude.

Il discorso del Papa ai leader dell’Ue “ha deluso tutti coloro che si aspettavano (o speravano) una ramanzina ai politici”, perche’ “Francesco ha fatto molto di piu’. Ha preferito far sentire alta la sua voce nel sottolineare l’importanza della identita’ europea: non siamo, non possiamo e non vogliamo soltanto essere ‘un insieme di regole da osservare, un prontuario di protocolli e di procedure da seguire'”. Lo scrive Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, in una nota per il Sir all’indomani dell’incontro in Vaticano in occasione del 60mo dei Trattati di Roma. “Mentre parlava mi tornavano alla mente, in rapidissima successione, le grandi conquiste della nostra civilta’ e i valori sui quali si fonda”, prosegue Tajani: “Liberta’ e centralita’ della persona sono conquiste che nel corso dei secoli il cristianesimo ha forgiato, difeso, tramandato. Per gli antichi greci la liberta’ era soltanto quella che garantiva l’indipendenza del territorio dove vivevano dalla minaccia delle invasioni. Roma, ma, soprattutto, il cristianesimo hanno trasformato quel modello di liberta’ nella liberta’ dell’uomo. E da qui la centralita’ della persona nella societa’. Tradotto in politica vuol dire: mettere sempre e comunque al centro i cittadini”. Riflettendo anche sulla visita del Papa a Milano, Tajani conclude: “Non e’ soltanto una questione di fede, il messaggio costruttivo di Francesco raggiunge anche coloro che appartengono ad altre religioni. Come dimostra l’incontro con la famiglia musulmana. E’ con il dialogo che si vince l’intolleranza e si combattono i fondamentalismi. Insomma, le giornate di venerdi’ e sabato ci dimostrano quanto il cristianesimo possa dare ancora all’Europa. Non e’ solo una questione di radici, e’ qualcosa che permea il nostro presente e che contribuira’ alla costruzione del nostro futuro”.

“Oggi ci sono problemi diversi: stiamo vivendo la coda di una crisi che ci ha logorati, non abbiamo ancora vinto la guerra contro il terrorismo, dobbiamo gestire i flussi migratori e per la prima volta, con Brexit, stiamo assistendo all’uscita di uno Stato dell’Unione. Tutto questo si supera con un colpo di reni, riunendo le forze politiche con grande pragmatismo. Altrimenti a farne le spese non sara’ solo la politica dell’Unione ma 500 milioni di cittadini europei”. Cosi’ il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, in un’intervista a Famiglia Cristiana, in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma. Quindi “la ricorrenza dei 60 anni dei Trattati di Roma deve servirci a riscoprire lo spirito che permise agli europei di rialzarsi sulle macerie della Seconda guerra mondiale”. Il voto olandese, i populismi, il fallimento della Carta Costituzionale Europea, l’immigrazione, la situazione economica. Tajani passa in rassegna i principali problemi che affliggono l’Europa e sollecita un piano Marshall per l’Africa. “Il primo ponte da costruire sta fuori dall’Europa ed e’ quello con i Paesi dell’Africa sub-sahariana. Bisogna investire molti miliardi di euro per far crescere economicamente e socialmente questi Paesi”. Tajani propone di intensificare l’organizzazione di strutture “sotto l’egida dell’Onu” per l’accoglienza dei rifugiati. La Turchia, aggiunge, “non potra’ mai entrare in Europa se non rispetta i diritti umani e di liberta’ di espressione. In questo momento la situazione e’ in stallo, come sappiamo. Ma entrare o no in Europa dipende solo da loro”.

Questa mattina il Comitato di Presidenza e l’Advisory Board di Confindustria hanno incontrato il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, in vista dell’anniversario della firma dei Trattati di Roma, il prossimo 25 marzo. Al centro dei colloqui la necessità di rilanciare una robusta politica industriale europea e di mettere al centro dell’agenda la crescita e l’occupazione. Gli industriali e il presidente Tajani si sono trovati d’accordo su un’idea di Europa più vicina ai cittadini e alle esigenze dell’economia reale e hanno approfondito alcuni temi, tra cui una politica commerciale che valorizzi le competenze e la qualità delle produzioni europee contro ogni forma di concorrenza sleale. Oggi più che mai abbiamo bisogno che l’Europa eserciti un ruolo forte sulla scena mondiale, dando certezze alle imprese e garantendo prosperità ai cittadini – ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – Ciò che sta accadendo in questi mesi, dalla Brexit, alle misure annunciate dalla nuova Amministrazione americana, rischia di compromettere l’attuale assetto geopolitico, frutto di un lavoro paziente, durato decenni. L’Europa non deve fare passi indietro e continuare a rappresentare un baluardo di libertà, un simbolo di progresso e una certezza di sicurezza sociale”. “Anche per questo – ha spiegato Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa – in accordo con le associazioni imprenditoriali dei Paesi fondatori della comunità europea e insieme a BusinessEurope, abbiamo deciso di promuovere un incontro a Roma i prossimi 23 e 24 marzo, al quale abbiamo invitato il presidente Tajani. Obiettivo: sottolineare il nostro attaccamento all’Europa, difendere i risultati raggiunti in questi 60 anni e cementare l’impegno del mondo imprenditoriale a preservarne i valori fondanti per nuove e ambiziose frontiere comuni. L’idea è siglare un appello solenne a difesa dei valori europei e sostenere a gran voce il progetto di integrazione europea per rilanciare un’Europa ancora più forte e competitiva”.

“E’ in gioco l’identita’ dell’ Europa. Questa e’ la sfida di fronte alla quale si trova l’Unione e con la quale dovro’ fare i conti come neo-presidente del Parlamento europeo”. Lo ha scritto Antonio Tajani in apertura dell’intervento, pubblicato oggi nell’inserto di 48 pagine per celebrare i 150 anni de ‘La Stampa’, ed intitolato “I populismi minacciano l’Unione: riformiamola e non facciamola morire”. “‘Uniti nella diversita” e’ sempre stato il nostro motto. La diversita’ e’ la nostra ricchezza, ma oggi e’ quella che mette in pericolo l’unita’” scrive Tajani osservando che sono “troppo diversi” gli approcci alla Brexit, all’offensiva populista, alle migrazioni, alla politica economica, alla lotta al terrorismo e alla politica estera. Sulla Brexit, afferma, “dovremo negoziare con Londra neoll’interesse dell’Europa, ma sapendo che il rapporto col Regno Unito resta fondamentale”. Definisce “indistruttibile” il legame con gli Usa “indipendentemente da chi sia il Presidente”. Aggiunge che “i migranti devono poter chiedere asilo nel paese di destinazione, non di approdo” e sottolinea che “serve un nuovo ‘programma Marshall’ di investimenti miliardari nei paesi d’origine, specialmente in Africa, altrimenti i flussi non si fermeranno”. Infine osserva che “l’austerita’ non contraddice lo sviluppo: la stabilita’ dei conti deve sposarsi con una politica industriale espansiva e col sostegno alle Pmi, arginando cosi’ la disoccupazione, in particolare giovanile”

Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera parla dei rapporti tra l’Italia e Bruxelles. “Mi pare che Paolo Gentiloni abbia capito meglio di altri che tipo di linguaggio usare a Bruxelles – dichiara – Sta cercando di trovare una soluzione, senza rinunciare alle richieste italiane. Penso che i suoi toni pacati, ma fermi nella sostanza, in Europa porteranno piu’ risultati”. E aggiunge: “Mi auguro che non ci sia procedura d’infrazione. Dev’essere il ministro Padoan a individuare una soluzione, d’accordo con la Commissione”. Per Tajani “bisogna risanare i conti pubblici e questo e’ vero sia in Italia che in altri Paesi. Ma flessibilita’ e crescita non devono essere una scusa per non farlo.” Aggiunge il presidente dell’Europarlamento: “Il terremoto e’ una grave emergenza, ma non c’entra nulla con le riforme che riguardano qualsiasi governo: giustizia, fisco, pubblica amministrazione. Non si puo’ piu’ tirare a campare, perche’ questo indebolisce sia noi che tutta l’Europa”. Per Tajani: “La mia elezione alla presidenza del Parlamento europeo dimostra che non c’e’ un pregiudizio anti italiano, ma bisogna avere una strategia, essere piu’ presenti”.

“Faremo tutto il possibile per accelerare l’erogazione del Fondo di solidarieta’” all’Italia. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. “Faremo tutto il possibile – ha detto Tajani, ricevendo il sostegno dall’Europarlamento – per accelerare l’erogazione del fondo di solidarieta’”.
Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, nell’esprimere la solidarietà all’Italia e ai centri colpiti dal sisma e dal maltempo ha dichiarato: “L’Ue non lascera’ sola l’Italia a fronteggiare questa tragedia ed e’ pronta a mobilitare tutti gli strumenti a sua disposizione”.
Intanto Il Centro di Emergenza dell’Ue fornirà “mappe satellitari per le aree colpite dal terremoto dopo richiesta italiana”. Lo ha scritto su Twitter il Commissario Ue per gli Aiuti umanitari e la gestione delle emergenza, Christos Stylianides.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, parlando mercoledi’ 18 gennaio ad una trasmissione radiofonica, ha dichiarato che l’elezione dell’italiano Antonio Tajani, un esponente del partito di Silvio Berlusconi, alla presidenza del Parlamento europeo “non e’ un buon segno”. Secondo il capo della diplomazia di Parigi, l’elezione del nuovo presidente del Parlamento europeo rompe gli equilibri politici dell’Unione Europea perche’ “ora la stessa famiglia politica controlla tutto”: il riferimento, scrive “Le Figaro”, e’ al fatto che Tajani appartiene al Partito popolare europeo come anche il presidente della Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker ed il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk.

Il Comitato di Presidenza di Forza Italia, riunito ieri a Roma, ha approvato all’unanimita’ la relazione del Presidente Berlusconi sulla situazione politica.
Il Comitato di Presidenza, viene comunicato in una nota, saluta affettuosamente Antonio Tajani, neo presidente del Parlamento Europeo ricordando che è stato “co-fondatore nel 1994 del nostro Movimento Politico, nel quale ha ricoperto cariche di alta responsabilita’, e che e’ stato indicato dal Governo Berlusconi quale Commissario e Vice Presidente della Commissione Europea”.
Tajani “assume la più alta carica nel Parlamento Europeo, l’organo che esprime l’Unione dei popoli d’Europa, la sola istituzione europea espressa direttamente dai cittadini. E’ questa l’Europa nella quale Forza Italia crede, e che può avere un avvenire di fronte alle gravi spinte disgregatrici in atto”, continua la nota.
“L’elezione di Tajani – si legge nel comunicato – conferma una nostra consolidata convinzione: si vince quando si afferma un forte soggetto di centro moderato, liberale, cristiano, riformatore, chiaramente alternativo alla sinistra. Tale soggetto, che noi vogliamo rappresentare in Italia, deve saper ascoltare le legittime paure, lo scontento, la rabbia dei cittadini, ma deve anche saper costruire proposte e progetti credibili per candidarsi a governare. Ha quindi bisogno non di slogan ma di concretezza, di realismo, di quella cultura del fare che e’ all’origine dell’impegno politico di Forza Italia”. “Noi ci candidiamo a governare il nostro Paese, – è la linea degli azzurri – nell’ambito di un centro-destra permeato convintamente di questi valori e nella convinzione di costituire l’unica alternativa possibile di fronte al fallimento della sinistra e all’inconsistenza del Movimento Cinque Stelle come realta’ di governo. Conclude A questo scopo, apriremo le nostre liste – senza alcuna rottamazione della quale non abbiamo bisogno – a chi della societa’ civile vorra’ contribuire con noi a far ripartire l’Italia. Il Comitato di Presidenza ha approvato inoltre la relazione dell’amministratore aazionale, sen. Alfredo Messina, sottolineando “la necessita’ inderogabile di un diretto impegno di tutti gli eletti nel contribuire al sostegno finanziario del Movimento, che e’ condizione essenziale per la partecipazione alla vita politica di Forza Italia.