L’Isis, il terrore e lo scontro di civiltà e diversità

Si susseguono in ordine sparso, con periodicità non prevedibile ma regolarità costante, episodi cruenti di terrorismo rivendicati da appartenenti veri o presunti all’Isis, combattenti della Jihad al grido di ‘Allak akbar’, La strage nel locale frequentato da omosessuali, a Orlando, con 50 vittime e decine di feriti, si connota per aver coniugato – nella mente del terrorista – la guerra all’Occidente con l’odio per la diversità: la nostra e quella che noi alimentiamo nei confronti delle minoranze. E’ una nuova maledetta frontiera del terrore islamico. E’ come se volessero confonderci le acque: non sappiamo dove e quando colpiranno e non sappiamo bene quali saranno i loro bersagli. L’obiettivo é unico: creare terrore, sovvertire le nostre abitudini di vita, la nostra sicurezza sociale ed economica, la nostra pace. Non é una guerra quella che hanno dichiarato, ma una guerriglia planetaria, con singoli atti di terrore che producono disorientamento e instabilità. La tesi di Samuel P. Huntington dello scontro delle civiltà (The Clash of civilizations and the remaking of world order – 1996) appare sempre piu’ accreditata ‘ la mia ipotesi é che la fonte del conflitto fondamentale nel nuovo mondo in cui viviamo – spiega Huntington – non sarà sostanzialmente né ideologica né economica. Le grandi divisioni dell’umanità e la fonte di conflitto principale saranno legate alla cultura’. Vogliono minare le nostre libertà e il nostro sistema di diritti. E’ una guerra al nostro modo di essere e alla nostra visione dell’uomo, della società, del mondo. Nessuno può chiamarsi fuori, siamo tutti coinvolti.

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