Editoria italiana: crescono i titoli venduti all’estero (+5,3% sul 2015)

L’editoria italiana si afferma all’estero anche nella Narrativa, oltre che nel settore Bambini e Ragazzi. Le case editrici italiane nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.229 titoli (+5,3% sul 2015) e ne hanno acquistati 10.169 (-4,8% sul 2015). E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie) per conto dell’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata a “Piu’ libri piu’ liberi”, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’Eur.
I titoli venduti nel 2016 rappresentano il 9,5% delle novita’ pubblicate (nel 2011 erano il 3,2%). L’interesse proveniente dall’estero è soprattutto sui libri per Bambini (37,9%, +13,5% sul 2015) e sulla Narrativa (35,4%, +4,3 sul 2015). I titoli più acquistati si concentrano sulla Narrativa che occupa il 34,8% (-1,7% sul 2015) degli acquisti dei diritti. Cambiano i paesi di riferimento in cui si esporta l’editoria italiana. Mentre l’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 59,2% (+23,1% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Medio Oriente (4,3%, +77,9% sul 2015) e i paesi africani che con lo 0,6% sono in aumento del +30% sul 2015. La ricerca quest’anno è integrata dalle coedizioni che rappresentano un ramo importante nell’internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2016 sono state 1.075 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si sono imposti maggiormente: Bambini e Ragazzi (57,7%) e gli Illustrati (18,5%). Per Gianni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi Aie l’editoria italiana conferma “crescente capacita’ di proporre autori, generi e tipologie editoriali diverse a editori e mercati stranieri; capacita’ di proporsi verso paesi e mercati che non sono piu’ solo quelli tradizionali”.

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