Caporalato: Martina, chi denuncia non va lasciato solo

Per il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, la legge sul caporalato approvata nell’ottobre scorso “è una legge giusta, che aiuta a tutelare concretamente i diritti dei lavoratori”. Cosi’ il ministro in una intervista a ‘La Repubblica’ dopo l’operazione di ieri in Puglia contro il caporalato, a seguito della morte di una bracciante, Paola Clemente deceduta per la fatica. “La sua tragedia e’ ancora viva in tutti noi – ha aggiunto Martina – Abbiamo reagito uniti, dicendo forte che il caporalato va contrastato senza esitazioni. Il lavoro fatto dal governo con le parti sociali, con le organizzazioni agricole e con il consenso quasi unanime del Parlamento e’ stato un segnale importante”. Secondo il responsabile dell’Agricoltura: “Strumenti come la confisca dei beni, l’arresto in flagranza e l’innalzamento delle pene sono stati necessari per cambiare passo. Bisogna andare avanti soprattutto sull’accoglienza e il trasporto dei lavoratori stagionali”. Quanto alla condizione di chi denuncia lo sfruttamento: “Non li lasciamo da soli come ho detto al marito di Paola, Stefano Arcuri. Per non lasciare solo chi denuncia e chi ha subito lo sfruttamento, con la legge per la prima volta abbiamo previsto l’indennizzo delle vittime. Si utilizza il fondo antitratta nel quale confluiranno anche i proventi delle confische dei beni tolti ai caporali”, ha dichiarato il ministro.

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