“Sono il primo a sostenere la necessità dell’esistenza di un servizio pubblico nel settore della comunicazione, comprendo l’esigenza di un tetto agli stipendi per i dipendenti della Rai, e anche quella di un’oculata amministrazione dei soldi dei cittadini, ma porre un limite fisso quale quello adottato anche ai contratti per gli artisti, i conduttori, gli autori, i giornalisti esterni all’azienda mi sembra un gesto che rasenta il masochismo, un regalo alla concorrenza e un depauperamento del patrimonio di quella che resta la più grande agenzia culturale del Paese. Allora tanto vale privatizzarla. O ripensarci”. Lo dichiara in una nota Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.





