Anis Amri, il killer accusato della strage di Berlino e ucciso la scorsa notte in un conflitto a fuoco con la polizia nel milanese, potrebbe avere preso più treni per raggiungere dalla Francia Torino, da dove poi ha proseguito il viaggio per la Lombardia. E’ l’ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno ricostruendo il viaggio del terrorista. E’ certo, al momento, che che l’uomo e’ arrivato intorno alle 20.30 alla stazione di Torino Porta Nuova e poi è ripartito per Milano. L’uomo cercato in tutta Europa è stato ucciso in una piazza di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, dalla polizia durante un normale controllo di identificazione terminato in un conflitto a fuoco dopo che alla richiesta di documenti Amri, sprovvisto, ha sparato ad uno dei due poliziotti presenti, colpendolo alla spalla. All’identità del terrorista si è giunti dopo che le impronte digitali e i tratti somatici hanno confermato che si trattava del principale soggetto accusato di aver ucciso 12 persone travolgendole alla guida di un camion lo scorso 19 dicembre al mercato di Natale di Berlino. “E’ lui senza alcuna ombra di dubbio”, ha spiegato il ministro dell’Interno Marco Minniti, dopo aver avvisato le autorita’ tedesche che si sono complimentate con l’Italia. “Ho ringraziato il presidente del Consiglio italiano e vorrei ribadire il ringraziamento alla polizia italiana e a tutte le forze di sicurezza per la collaborazione cosi’ stretta. Auguro al poliziotto ferito una guarigione completa e rapida”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. Sale il livello di allerta in Italia e il capo della Polizia Franco Gabrielli ha inviato una circolare in cui si invita alla “massima attenzione” poiche’ “non si possono escludere azioni ritorsive” nei confronti delle forze dell’ordine. I profili Facebook dei due agenti sono stati oscurati per tutelarli.





