“Voto no ai palinsesti Rai perché offre l’immagine di un’Azienda ‘monocorde’, che esclude la differenza e il confronto, cancellando la satira e la controinformazione”. Questa in sintesi la posizione espressa all’Adnkronos da Carlo Freccero nella giornata in cui il consiglio è chiamato a esprimersi sui palinsesti della prossima stagione che proprio domani a Milano saranno presentati agli investitori pubblicitari. “Gli appunti che voglio fare qui ai nuovi palinsesti, non riguardano le singole reti – spiega il consigliere di Viale Mazzini – quanto l’immagine globale di Rai che scaturisce dalla loro somma. E l’immagine che percepisco io è un’immagine insufficiente proprio riguardo all’informazione. Gli eventi recenti, come la Brexit, sono testimonianza del bisogno di intervenire di volta in volta con servizi giornalistici tempestivi e di avere a disposizione contenitori flessibili che permettano di commentare gli eventi in diretta”. “I palinsesti Rai che ho potuto visionare – sottolinea Freccero – conservano un solo contenitore d’informazione in prima serata: Semprini su Rai3. Non sappiamo neanche se questa nuova forma di talk si presterà a questo scopo. Attualmente l’unico programma di commento politico trasferibile, in caso di eventi in prima serata, è il ‘Porta a Porta’ di Vespa. Ma non possiamo affidare la politica a un’unica voce. E arriviamo così al secondo punto critico rispetto all’informazione. L’abbandono della lottizzazione delle reti ha sicuramente aspetti positivi, almeno perché sembra sottrarre la tv all’ingerenza dei partiti. Ma può essere letta anche in chiave critica come affermazione del pensiero unico. I conduttori di trasmissioni politiche e d’informazione sono tutti inquadrabili nella linea ‘ultra renziana’ de La Repubblica di Calabresi e de Il Foglio di Cerasa. Insomma, una molteplicità di conduttori non significa necessariamente confronto tra opinioni diverse, se queste opinioni sono riconducibili ad una visione unica delle cose ed a una valutazione unanime degli eventi”. “Preso atto altresì che le decisioni dei direttori di Rete vanno rispettate – prosegue il consigliere – io proporrei di intervenire sull’armonizzazione dei palinsesti per restituire visibilità a quel poco d’informazione dissidente che, nonostante tutto, sopravvive in Rai. Mi riferisco a Gabanelli e Iacona, relegati in nicchie di programmazione che ne annullano di fatto la visibilità. E che rappresentano veri e propri errori grammaticali dell’armonizzazione, perché non valorizzano programmi che comunque, oltre ad essere dissenzienti rispetto alla linea editoriale prevalente, presentano comunque costi di produzione che ne richiedono la migliore valorizzazione”. Aggiunge Freccero: “Concludendo – siamo di fronte ad una Rai monocorde. Le poche voci divergenti sono di fatto occultate nelle pieghe di un palinsesto di un pensiero unico televisivo tanto patinato da rivelarsi superficiale”.





