Andrea Orlando

“Oggi ho incontrato i vertici del Tribunale e si e’ convenuto sul fatto che l’attivita’ repressiva puo’ fare tanto, cosi’ come la buona amministrazione, ma poi c’e’ un tema di carattere sociale, economico che ne’ le forze dell’ordine ne’ la magistratura possono affrontare, ma tocca alla politica. Nella discussione che abbiamo fatto oggi, se non vogliamo che tutta la strada fatta fin qui arrivi a un punto morto, si deve porre nuovamente con grande forza una discussione meridionale. Una grande questione sociale che non puo’ che essere la prosecuzione di questa azione repressiva”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando durante la visita alla scuola Giovanni Falcone nel quartiere Zen di Palermo. “C’e’ qualcosa in piu’ che esiste nella poverta’ e nella disoccupazione che costituiscono gli elementi che spesso possono creare il clima in cui si sviluppa questo infame ascensore sociale – ha aggiunto il ministro Orlando – in questo senso voglio ringraziare il confronto che ho avuto con i vertici giudiziari per la consapevolezza che fino a un cento punto possono arrivare la magistratura, le forze dell’ordine e l’amministrazione nel contrasto all’azione criminale, ma poi c’e’ una grande disparita’ del riscatto sociale, nella riduzione delle disuguaglianze che e’ il passaggio che oggi dobbiamo affrontare”.

Alla Direzione nazionale del Pd, in programma per il 6 luglio, “ci faremo sentire, rilanceremo sulle modifiche alle legge elettorale per non rassegnarci all’idea del proporzionale, che porta all’ingovernabilita’, e poi per costruire la coalizione con forze che oggi si guardano anche con diffidenza, ma che e’ un passaggio inevitabile se vogliamo rimettere insieme un popolo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a “L’intervista” su SkyTg24. “Io pero’ non potro’ esserci perche’ nello stesso giorno e’ convocato il vertice europeo dei ministri della Giustizia”, ha aggiunto, ma “credo che bisogna fare di tutto perche’ lo scenario” di una alleanza con Berlusconi “venga scongiurato”, anche se “Renzi mi sembra che abbia smentito questa prospettiva”. E se proprio non la si riuscisse ad evitare, ha proseguito Orlando, “bisognerebbe chiedere ai nostri iscritti cosa ne pensano di un’eventuale alleanza di 5 anni di Berlusconi, senza nemmeno la prospettiva politica delle riforme, perche’ dopo quello che e’ accaduto il 4 dicembre scorso non credo che ripartiremo da li'”. E rispondendo a una domanda sugli strumenti per interpellare i militanti del Pd, il Guardasigilli ha detto: “Innanzitutto attivando il meccanismo del referendum previsto dal nostro Statuto, ma che non e’ mai stato attivato perche’ non c’e’ un regolamento che lo disciplina”.

Venti stati membri dell’Unione, tra cui l’Italia, hanno raggiunto un’intesa politica per creare la figura del procuratore europeo nel quadro di una cooperazione rafforzata. L’accordo e’ stato trovato nell’ambito della riunione dei ministri della giustizia dell’Ue a Lussemburgo a cui partecipa il ministro Andrea Orlando. Il Parlamento Ue dovra’ dare il suo consenso prima che il regolamento possa essere adottato definitivamente.

“C’e’ il rischio che il Pd diventi un partito di centro” in presenza di un “accordo strutturale con la destra”. Lo ha dichiarato ad ‘Agora’ su Rai 3 il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a proposito di uno scenario di grande coalizione tra il Pd e Forza Italia come risultato della legge elettorale attualmente in discussione. “Il Pd non ha perso l’anima di sinistra ma bisogna combattere per mantenerla”, ha aggiunto il guardasigilli. Andando alle urne a settembre si rischia di “perdere treni che non torneranno piu'” in quanto il governo di larghe intese che, presumibilmente, sortira’ dalla nuova legge elettorale difficilmente potra’ affrontare dei provvedimenti ancora al vaglio delle Camere quali “la riforma penale, il reato di tortura, lo ius soli e il biotestamento”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervistato ad ‘Agora” sui Rai 3. “Ci sono ancora una serie di provvedimenti importanti, troverei una stravaganza fare campagna elettorale ad agosto, non coinvolgerebbe molto gli italiani” ha aggiunto Orlando,, “se fosse l’unica via discutiamone, ma ci sono una serie di provvedimenti di grande importanza che, mettendo insieme schieramenti molto diversi, dubito si riescano ad affrontare; rischiamo di perdere treni che non torneranno piu'”. Il guardasigilli ha poi ricordato che sciogliere il Parlamento spetta al presidente della Repubblica ed e’ quindi opportuno “parlare di meno”. “Si rischia un’invasione di campo, non e’ che siccome non ha detto nulla ci possiamo sostituire al capo dello Stato”, ha aggiunto.

Le primarie del Partito Democratico in dirittura d’arrivo. L’esito appare scontato e non é solo un fatto di sondaggi e di analisi del voto. Ciò che appare chiaro a tutti gli elettori del Pd é l’assurdità di una contesa che fa registrare una legittimazione dell’ex Matteo Renzi e la timida apparizione, in controluce, di Andrea Orlando come possibile antagonista. Michele Emiliano, altro sfidante, gli elettori devono ancora capire cosa sia rimasto a fare nel Pd, dopo essersi accertato che gli altri – D’Alema, Speranza, Bersani, Rossi ecc… se ne fossero andati altrove. Voleva rimanere da solo a rimproverare Matteo e cosi é stato. Si prevede una scarsa affluenza ed é comprensibile che sia cosi: questo dibattito interno per la leadership non ha entusiasmato e Renzi appare non avere avversari di rango. Onore al merito: il Pd rimane l’unica formazione che celebra i suoi riti e le sue liturgie e in questo contesto non é roba da poco. Se vincerà Renzi, il percorso sarà quello conosciuto. Se dovesse vincere uno degli altri due, non é difficile immaginare un’altra scissione o qualcosa che vi assomiglia.

“Il confronto di ieri sera? L’ho vinto chiaramente io, senza ombra di dubbio”. Cosi’ il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che oggi e’ stato ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. E’ preoccupato in vista del giorno del voto per le primarie? “No, sono un po’ provato, ma avrei voluto che la campagna durasse ancora un po’, anche perche’ avremmo avuto un risultato migliore in termini di partecipazione”. E dimagrito o ingrassato durante questa campagna? “Sono dimagrito”. Lei ha detto che mangia spesso alimenti surgelati quando e’ a casa: almeno questi se li sara’ evitati… “Niente surgelati, di buono c’e’ stato almeno questo”. Anche la campagna elettorale e’ stata un po’ surgelata? “Totalmente surgelata, proprio fredda. Ma non inutile”. Lei avrebbe fatto il confronto anche su altri canali? “Si, io avevo dato disponibilita’ per farne anche su altri canali, perche’ tante persone il canale in chiaro di Sky, Cielo, ce l’hanno posizionato sul canale 50 per dire. Metterlo sui primi – ha detto Orlando- avrebbe consentito di seguire il confronto anche ad un pubblico piu’ vasto”.

“Costruiamo un grande fronte che mette insieme tutte le forze progressiste o il rischio è che in Italia si possa affermare qualcosa che assomiglia alla Le Pen”. E’ la via che immagina il ministro della giustizia Andrea Orlando, candidato alla segreteria del Pd, come ha spiegato ieri in una intervista a ‘Che tempo che fa’ su Rai tre. Riguardo all’atteggiamento nei confronti dell’Unione europea, Orlando ha risposto che “Bisogna criticare l’Europa ma dobbiamo dire anche quali soluzioni proponiamo perché altrimenti si rischia di essere assimilati a Grillo e Salvini, che sullo sparare sull’Europa sono irraggiungibili” .

“Oggi a Bologna il piacere di un incontro con il professor Prodi per un utile confronto su vita politica italiana e internazionale”. Lo scrive su Twitter il ministro Andrea Orlando, candidato alla segreteria del Partito democratico. Orlando si pone come un candidato che vuole unificare le varie anime del Pd e ha gia’ riscosso il placet dei vecchi big del partito che non hanno seguito Bersani e D’Alema.

“Chiedo il voto a coloro che vogliono bene al Pd, ma che vogliono cambiarlo”. Così Andrea Orlando, ministro della Giustizia, candidato alla segreteria del Pd, in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, nella quale replica ad Emiliano che gli chiede di rompere in maniera definitiva con Renzi: “Ho messo in campo una piattaforma che è diversa da quelle di Renzi e di Emiliano” e “rispetto ad Emiliano, non condivido l’idea che i voti del M5S si possano prendere inseguendo i 5S. Invece, penso che quei voti si possano riprendere mettendo in campo una proposta che guardi al malessere su cui quel Movimento ha costruito il proprio successo”. Quindi recupero dei voti transitati a quel partito o ipotesi d’intesa? “Noi abbiamo il problema del rapporto con l’elettorato popolare che si può riconquistare solo se si mette al centro della proposta politica il tema dell’uguaglianza sociale. Con proposte che diano il segno del cambio di passo rispetto al racconto di questi anni”. Emiliano dice che tra Berlusconi e Grillo lui sta con il secondo… “È un’alternativa da evitare. Tra Grillo e Berlusconi preferisco Pisapia. Il centrosinistra può essere maggioritario, ma per bisogna cambiare l’impostazione su alcuni temi e la legge elettorale. A partire dal lavoro, dalla lotta alla povertà e alla disuguaglianza sociale, dal Mezzogiorno”. E aggiunge: “Mettere insieme Forza Italia e il Pd significherebbe costruire una proposta che sarebbe letta come espressione dell’establishment. Invece l’obiettivo è costruire un centrosinistra che sia in grado di prendere voti anche nell’elettorato populista, ma che sappia dare a questi settori uno sbocco di governo, saldamente europeista, di profonda cultura democratica e di rispetto istituzionale”. Se vince Renzi c’è il rischio di un’accelerazione del voto? “Non mi affascina il dibattito sulla data delle elezioni. Invece mi appassiona il tema della legge elettorale. Se si va con questa legge per il Pd è un disastro, perché rischia di arrivare terzo e perché, in tal caso, sarebbe inevitabile costruire un’alleanza con Berlusconi”.

Il senatore dem Vannino Chiti, si augura che “Matteo Renzi accetti i confronti pubblici nelle tv proposti dagli altri candidati alla segreteria del Pd”. Chiti sostiene la candidatura di Andrea Orlando alle primarie per la segreteria. “Non e’ una concessione a Orlando e Emiliano – dichiara – ma un dovere verso il nostro partito, un’attenzione rispettosa per quanti guardano a noi”. Aggiunge il senatore: “La partecipazione dei cittadini alle primarie non segnera’ soltanto il grado di salute del Pd, ma e’ una condizione per affrontare con successo gli impegni che ci aspettano”.