Andrea Orlando

Nel giorno del Giubileo dei detenuti, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in un’intervista ad Avvenire, fa un bilancio dell’azione di governo sulle carceri. “Nel 2013, quando l’Italia fu condannata dalla Corte europea con la sentenza Torreggiani, i detenuti erano 65.905 a fronte di 46 mila posti. Oggi sono 54.912, su 50.062 posti. E ne realizzeremo altri 800 entro fine anno e 600 a meta’ 2017” dichiara il ministro, sottolineando che nonostante l’Italia sia in linea con altri paesi europei, “manca una profonda trasformazione della vita penitenziaria”. Dice il Guardasigilli: “Puntiamo a far approvare la delega sull’ordinamento penitenziario contenuta nella riforma penale, per costruire un nuovo tipo di trattamento, che metta alla prova le persone offrendo possibilita’ di riscatto”. E sulla riforma, annuncia: “il testo e’ quello uscito dalla Commissione” e “il presidente del Consiglio mi ha garantito che intende procedere verso la sua approvazione”. Nel giorno del Giubileo dei carcerati, osserva Orlando: “Alcuni passi compiuti finora sarebbero stati impensabili senza il contributo e la spinta delle parole di papa Francesco, che ha posto la questione del rispetto della dignita’ dei detenuti, della misericordia come cardine dell’intero Giubileo”. A ricordare il contributo del Pontefice sono anche i radicali che nel giorno del Giubileo hanno organizzato a Roma una marcia per l’amnistia. “Ringraziamo Papa Francesco per la parole pronunciate a favore di un miglioramento delle condizione di vita dei detenuti nelle carceri italiane e per aver avuto ancora una volta il coraggio e la forza di richiedere alle istituzioni di tutto il mondo un atto di clemenza. Oggi, concludendo la marcia del Partito Radicale, con lo striscione ‘Amnistia’ a Piazza San Pietro abbiamo toccato con mano la profonda convergenza che unisce laici e cattolici nella battaglia per il ripristino della legalita’ nelle nostri carceri e nella giustizia”. Così affermano in una nota congiunta Rita Bernardini, Maurizio Turco, Sergio D’Elia e Irene Testa, della presidenza del Partito Radicale. “Ci auguriamo – proseguono – che presto governo e Parlamento approvino la riforma dell’ordinamento penitenziario non vanificando cosi’ il lavoro fatto dal ministro Orlando con gli Stati generali dell’esecuzione penale”.

“C’e’ stato un confronto molto franco, aperto, in un clima positivo. Non e’ stato un dialogo tra sordi”. Cosi’ il ministro della Giustizia Andrea Orlando, al termine degli incontri con l’Associazione nazionale magistrati e avvocatura a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Per il presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, il premier Renzi “ha mostrato apertura su una serie di questioni”. Davigo ha detto che tra i temi affrontati ci sono stati quello della “legittimazione da ricondurre a tre anni per il trasferimento per i magistrati di prima nomina, delle risorse” e per il sistema giustizia, la questione “delle assunzioni di personale amministrativo e anche della estensione della proroga della pensione a tutti i magistrati, almeno fino a quando non sarà coperto l’organico”. Ha spiegato Davigo: “Riteniamo ragionevole, per almeno il periodo transitorio fino alla copertura dell’organico, trattenere tutti i magistrati in servizio fino a 72 anni come e’ stato fatto per quelli prorogati. Tenuto conto che mancano 1130 magistrati su 9000, non e’ la panacea, ma almeno un pezzo lo copriamo trattenendoli in servizio”.

Una petizione ad Andrea Orlando e al Governo per chiedere il rispetto degli impegni su rafforzamento degli organici e riqualificazione del personale del Ministero della Giustizia. Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Pa lanciano l’iniziativa in tutti i posti di lavoro: “Per una Giustizia veloce che funzioni bisogna partire dall’investimento nelle competenze e nelle professionalità”. “La gravissima carenza di personale amministrativo negli uffici giudiziari non è una novità”, sostengono le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil, “è il risultato della scellerata politica posta in essere dai governi nel corso degli anni. All’assurdo deficit di forza lavoro degli uffici giudiziari, dove i dipendenti percepiscono mediamente il salario complessivamente più basso tra i lavoratori pubblici”, spiegano i sindacati, “si affianca la grave circostanza che il personale in servizio non ha ancora avuto alcuna possibilità di sviluppo professionale e sta subendo la pessima gestione del portale della mobilità da parte della Funzione Pubblica: è inaccettabile la mancata formazione del personale in transito verso la Giustizia”. “Il Ministro Orlando ed il Governo devono mantenere gli impegni assunti verso i propri dipendenti. Impegni chiari, inseriti nel programma di Governo e ribaditi negli innumerevoli incontri con gli operatori del settore” secondo Cgil Cisl e Uil, “vanno benissimo le nuove assunzioni ma le riforme già realizzate ed in corso di realizzazione richiedono personale riqualificato e motivato perché la Giustizia ritorni ad offrire un servizio all’altezza delle esigenze di cittadini, imprese e investitori internazionali. E’ questo anche il senso della petizione al Ministro ed al Governo promossa tra i lavoratori degli uffici giudiziari per chiedere di passare dalle parole ai fatti quanto a diritto alla carriera e adeguamento delle retribuzioni” concludono i sindacati in una nota.

Sono 14 le direttrici portanti della Direttiva firmata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando per la costruzione degli obiettivi strategici per il 2017, orientate alla ricerca di modelli di organizzazione che consentano servizi di maggiore qualita’, razionalizzazione delle risorse, innalzamento dei livelli di efficienza ed economicita’ di gestione. La Direttiva 2017 chiude l’ultimo triennio di programmazione ed e’ finalizzata a proseguire e rafforzare le scelte di indirizzo politico effettuate nei due anni precedenti. Centrale sara’ l’apporto della nuova Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione, struttura dirigenziale temporanea della Conferenza dei Capi Dipartimento con funzioni di programmazione, indirizzo e controllo. Le 14 linee di indirizzo riguardano: le politiche per l’efficienza gestionale; la razionalizzazione e l’innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero; il miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicita’ dell’azione amministrativa; la razionalizzazione delle risorse; la diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero; nuovi percorsi di dialogo con l’Avvocatura e le altre professioni per il perseguimento di diversi prioritari obiettivi; l’incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali; il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti; una nuova politica per la giustizia minorile; l’esecuzione penale esterna; il rafforzamento della tutela delle vittime di reato; la costruzione di un nuovo modello detentivo; l’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione; il rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

“Il Partito Democratico non deve essere rifondato, ma fondato: il partito che volevamo non e’ mai nato. Abbiamo una conflittualita’ piu’ forte all’interno che con gli avversari politici e spesso la formazione e assegnazione della classe dirigente avviene sulla base di scelte casuali”. Così il Guardasigilli Andrea Orlando al dibattito della Festa dell’Unita’ di Genova. “Vorrei pero’ spezzare una lancia a favore di Renzi: questa condizione di ‘casino’ non e’ frutto degli ultimi mesi. Dalla nascita del partito non e’ stata mai risolta la sua natura complessa. Non si puo’ tenere il partito cosi’ com’e’, se si vogliono portare avanti le riforme. Il partito non e’ un posto dove i militanti vengono chiamati a scegliere solo quando ci sono da sostenere candidature, perche’ poi hanno il sospetto di essere manipolati. Credo che dobbiamo restituire diritti a militanti, iscritti e cittadini: la democrazia diretta non e’ davanti al computer. Cosi’ si mascherano altre forme di manipolazione. Si fa la recita della democrazia e ogni riferimento a persone e cose e’ puramente casuale” ha sottolineato il ministro aggiungendo che il partito renderebbe piu’ forte la democrazia “incrociando questa forte domanda civica”. “Io ho votato il pareggio di bilancio e credo di aver fatto l’errore piu’ grande della mia vita politica”.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha incontrato oggi a Skopje il ministro della Giustizia macedone Valdet Xhaferi e l’incontro ha visto la firma di due accordi aggiuntivi bilaterali in materia di cooperazione giudiziaria ed estradizione. “Si tratta di un passo importante nella cooperazione tra i nostri due paesi. Noi riteniamo questi accordi di grande rilevanza perche’ interessano un aria molto delicata dal punto di vista del flusso di migranti, quindi anche di traffico di esseri umani, dal punti di vista focolai di terrorismo internazionale e dal punto di vista traffico di stupefacenti nei Balcani”, ha detto all’Ansa il ministro Orlando. “Lo scopo degli accordi firmati e’ di migliorare le relazioni tra la Macedonia e l’Italia e superare i problemi che sorgono nel campo della cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale” ha detto il ministro macedone Xhaferi. “Abbiamo incontrato anche il Procuratore Speciale Katica Janeva. Si trattava di una figura che nasce da una richiesta dell’Ue. Abbiamo manifestato nostro interesse e il nostro sostegno a questo tipo di attivita’ che per noi e’ fondamentale per l’affermazione di stato di diritto e per il raggiungimento degli standard necessari ad entrare nello spazio di giustizia europeo. L’attivita ”della procuratrice per noi e’ di grande interesse e di grande rilevanza politica”, ha detto ancora Orlando. Alla fine della sua visita a Skopje il guardasigilli sara’ ricevuto dal presidente del Parlamento macedone Trajko Veljanovski.

“Un governo piu’ forte non indebolisce il parlamento. Nei paesi in cui c’e’ un esecutivo piu’ forte, tutte le ipotesi di riforma andavano nella direzione di un rafforzamento del ruolo del governo. Questo non vuol dire indebolire il Parlamento, anzi”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenendo a UnoMattina su Rai Uno. “Un esecutivo che non deve ricorrere al voto di fiducia – ha aggiunto il Ministro – significa che valorizza il Parlamento e la possibilità di prevedere elementi di sanzione se l’esecutivo esce dai binari”. Orlando ha poi commentato l’iter sulla prescrizione, e la legge di riforma del processo penale “Oggi arriviamo in commissione alla prescrizione e, devo dire con non poca fatica, stiamo arrivando a punto di equilibrio che credo permetta di affrontare il tema del rischio che alcuni processi vadano a finire nel nulla”.

Rivediamo e ridiscutiamo la legittima difesa, ma facciamo attenzione a non mettere troppe armi in giro, perche’ lo Stato deve difendere la proprieta’, lo Stato deve difendere il singolo, non puo’ essere delegata ad altri”, cosi’ il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenendo in diretta ad ‘Agora’ Estate’ su Rai Tre. E sul furto in appartamento: “Nel corso di questi anni, la maggior parte dei reati sono scesi; sono aumentati alcuni reati di carattere predatorio, che sono fortemente legati all’andamento della crisi. Io credo che in questi casi sia auspicabile un aumento delle pene che consenta al magistrato di intervenire”. Ed ha concluso: “Chiedo ai senatori, che stanno valutando questo disegno di legge sul penale, di approvarlo. Se riuscissimo ad andare in vacanza con questo messaggio, sarebbe anche una rassicurazione. Se lo Stato fa il suo, evitiamo che altri possano pensare di doverlo fare al posto dello Stato”.