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“Tra Banca d’Italia e Consob un confronto si impone, abbiamo registrato incongruenze e visioni diverse, credo sia nell’interesse di tutti arrivare alla verita’ con un accertamento preciso del quadro delle responsabilita’. Lo ha detto a Firenze il presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Pierferdinando Casini, parlando con i giornalisti a margine della presentazione di un libro su Giorgio La Pira. “Questo non significa prefigurare le conclusioni ma avere chiarezza, questo si’ e’ necessario”, ha detto Casini che ha incontrato in giornata anche l’ex premier Matteo Renzi e segretario del Pd. Il colloquio, a porte chiuse nella sede del consiglio regionale della Toscana, è durato una ventina di minuti. Renzi non ha voluto dichiarare nulla ai giornalisti al termine dell’incontro.

“Ora che la polemica sul rinnovo del Governatore si e’ placata, spero sia finalmente chiaro a tutti il senso della posizione del Pd sulle banche. Perche’ noi su questa partita facciamo sul serio, senza incertezze, fino in fondo. Non accetteremo che la verita’ su questa pagina sia scritta dalle fake news”. Così su Facebook Matteo Renzi, segretario del partito democratico.
“Noi diciamo che troppe cose non hanno funzionato, e gia’ ieri, nell’audizione di Banca d’Italia e Consob a proposito delle banche popolari venete, e’ emerso con chiarezza – almeno nella parte della discussione pubblica – che il sistema tecnico di vigilanza e controlli non sempre e’ stato all’altezza”, aggiunge. “Il nostro Pd non ha scheletri nell’armadio: siamo talmente liberi che vogliamo la verita’. Solo la verita’. E la vogliamo per rispetto di chi ha perso il lavoro per la mancanza di credito”. Continua il segretario dem in uno dei passaggi del suo post: “Chi ha sbagliato, paghi: non e’ populismo, e’ giustizia. Sono certo che i lavori di questa Commissione di Inchiesta saranno molto utili. Per il passato e per il futuro”.

“Il rialzo del rating da parte di Standard and Poor’s è una conferma della ripresa e della fiducia che l’Italia sta riacquistando sul piano internazionale grazie all’azione del Governo”. A sottolinearlo il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, nel suo intervento alla 93ma Giornata mondiale del Risparmio.
“La ripresa da tanto tempo attesa è finalmente arrivata e si sta gradualmente consolidando non solo in Europa ma anche e soprattutto in Italia, che così può lasciarsi alle spalle il peggiore decennio dalla fine del secondo conflitto mondiale”, dice Guzzetti.
“Negli ultimi mesi le indicazioni positive sono divenute sempre più numerose lasciando intravedere un consuntivo favorevole per l’anno in corso e autorizzando aspettative moderatamente positive anche per il prossimo anno”, prosegue. “Sarebbe, però, un errore – ammonisce Guzzetti – cantare vittoria definitiva sulla crisi; occorre continuare a mantenere alta la guardia e adoperarsi per utilizzare tutte le leve possibili per una crescita maggiore e, nel contempo, per proseguire lungo la linea delle riforme strutturali”.
Inoltre, considerando che nell’area euro l’inflazione è ancora lontana dal target del 2% indicato dalla Bce e si prevede che tale obiettivo sarà conseguito non prima del 2019, è necessario proseguire con “le misure non convenzionali di politica monetaria, nel presupposto che la stabilità dei prezzi si consegue raggiungendo il suddetto target, ma con un’inflazione ”buona”, che sia conseguenza della crescita dell’economia e dei redditi”.

“Non possiamo accettare dalla tecnocrazia europea misure che rischierebbero di deprimere la crescita”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Bruno Vespa per il suo libro ‘Soli al comando’ in uscita il 3 novembre da Mondadori Rai Eri.
Vespa chiede al presidente del Consiglio se non abbia la sensazione che con le pressioni a freddo sui crediti deteriorati delle banche,i tedeschi vogliano metterci in difficolta’. <>. E allora perche’ si insiste? “Perche’ il mantra della tecnocrazia europea e’ la prevenzione dei rischi, l’angoscia degli accantonamenti, anche se noi stiamo procedendo rapidamente allo smaltimento dei crediti deteriorati rimasti. Sono calati del 25 per cento negli ultimi nove mesi. Non possiamo percio’ accettare misure che rischierebbero di deprimere la crescita>>.

Faremo una battaglia in Europa, perche’ crediamo che questo sia un tema politico e non tecnico. Dobbiamo imparare che sulla questione delle banche e’ una questione politica, altrimenti ci ritroviamo come nella situazione del bail-in”. Cosi il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervistato a Night Tabloid, il programma in onda questa sera in seconda serata su Rai2, parlando delle nuove linee guida in materia di Npl. “Si rischia in particolare di colpire le Pmi. E’ un paradosso – aggiunge – perche’ mentre da un lato la Bce sta facendo una manovra di immissione massiccia di liquidita’, dall’altro le regole sul credito si restringono”.

“Non si puo’ lasciare a meta’ il percorso dell’Euro, rischiando di fare dei passi indietro. Tutto cio’ si basa su due pilastri: una politica fiscale europea comune e la creazione di un ministro europeo delle finanze”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il colloquio con il primo ministro finlandese Juha Sipila. Entrambi hanno concordato sul fatto che la questione monetaria sia di grande attualita’, e anche la Finlandia ritiene che l’euro sia un sistema che va ancora completato perche’ la crisi ci ha insegnato che dobbiamo essere in grado di affrontare anche nuove difficolta’. Per Sipila e’ indispensabile procedere al completamento dell’unione monetaria, attraverso una serie di riforme che vanno fatte all’interno dei singoli paesi in modo da rafforzare l’economia. La Finlandia ha attraversato di recente una dura crisi economica ma dopo una stagione di riforme ha nuovamente un’economia che cresce del 3%.

“C è bisogno di ripensare l’Europa, vediamo se la nuova situazione politica in alcuni Paesi sarà freno o stimolo del dibattito. C’è necessità di mettere assieme la dimensione bancaria con quella sociale e di inclusione. L’ondata di antieuropeismi si fonda” sull’idea di un'”Europa fonte di problemi, non di soluzioni, in contraddizione con se stessa, che deve trovare più coerenza”. Queste le parole del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan durante la presentazione del rapporto “L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile”, avvenuta oggi a Roma. Secondo il ministro, “l Italia sta andando nella direzione giusta, il quadro si consolida, possiamo essere ottimisti sulle stime. Le vicende degli ultimi anni hanno dimostrato che le stime del governo, prima tacciate di essere ottimiste, poi si sono rivelate pessimiste. Ora c’è bisogno di trasformare le cifre in atteggiamento psicologico”.

“Pier Ferdinando Casini, il simbolo della vecchia politica legata a doppio filo con le banche, e’ stato appena eletto Presidente della commissione d’inchiesta sul sistema bancario”, attacca da Facebook Beppe Grillo che rilancia le fortissime perplessita’ avanzate dai 5 Stelle sul suo blog. “Proprio lui, amico – riprende Grillo – di lunga data di Cesare Geronzi e genero del banchiere Francesco Gaetano Caltagirone, indirizzera’ i lavori di una commissione fondamentale che dovrebbe rendere giustizia alle decine di migliaia di risparmiatori truffati in questi anni, dalle quattro banche popolari alle due venete, passando per il Monte dei Paschi di Siena”.

Il giudizio globale sul merito di credito delle banche dell’agenzia di rating S&P e’ “stabile”, ma – fanno notare gli analisti che hanno redatto l’ultima versione del tradizionale studio semestrale sul settore “abbonda l’incertezza”. “Molti dei rischi per la qualita’ del credito del settore bancario a livello globale che erano stati indicati nel novembre del 2016 – si legge nello studio diffuso oggi dall’agenzia – restano sul campo e includono in particolare l’incertezza politica, i tassi d’interesse storicamente bassi ed un contesto regolatorio ancora in evoluzione”. “Il detto secondo il quale sono solo due le previsioni possibili sul futuro, positive o negative – indicano gli analisti – e’ particolarmente adatto a questi tempi, in quanto il clima attuale e’ caratterizzato da un elevato livello di incertezza”. I fattori che “contribuiscono a mantenerlo tale”, spiegano gli esperti dell’Agenzia di rating, “includono una mancanza di chiarezza nelle politiche del Governo Federale Usa, l’impatto che puo’ avere un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed, la Brexit, le crescenti provocazioni militari della Corea del Nord e le tensioni geopolitiche nel Qatar”. In cima a tutto, pero’, c’e’ “l’incertezza su come i consumatori, i debitori e gli investitori reagiranno una volta che la banche centrali avranno iniziato a normalizzare sul serio la loro politica monetaria”. Gli analisti di S&P sottolineano infine che “per il momento soltanto la meta’ del sistema bancario mondiale dimostra di avere una tendenza stabile” e che “la percentuale di banche con una prospettiva negativa o in Credit Watch e’ leggermente diminuita rispetto al novembre 2016, rispecchiando largamente la diminuzione di azioni sui rating intraprese da allora”

“L’enorme difficolta’ dell’accesso al credito ha fatto aumentare l’usura a livelli insopportabili per un Paese industrializzato come il nostro. Fino al paradosso di un sistema criminale che si alimenta di questa scriteriata politica economica”. Lo afferma il senatore di Direzione Italia, Tito Di Maggio, membro della commissione Antimafia. “Aver dato soldi in modo occhiuto, ad imprese e imprenditori collaterali al mondo della politica e del potere in generale, tanto da determinare il dissesto del sistema bancario e con esso la dissipazione dei risparmi degli Italiani – dice Di Maggio – non puo’ piu’ essere un alibi ne’ per le banche, ne’ per il governo, che deve dare gli indirizzi di una politica economica sana ed efficiente. Far partire la Commissione di inchiesta sulle Banche e’ diventata una priorita’ assoluta per ridare fiducia ai risparmiatori e ancor piu’ – conclude Di Maggio – per ridare fiducia al sistema bancario stesso, al fine di fargli riassumere quel rischio di impresa del quale oggi non si ha piu’ notizia”.