banche

La commissione Finanze del Senato inizierà il 31 gennaio l’esame dei ddl per istituire una commissione d’inchiesta sulle banche. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza. I tempi potrebbero essere modificati se l’aula di Palazzo Madama accordasse la procedura d’urgenza richiesta per il ddl dal Movimento 5 Stelle. Al momento i ddl presentati in commissione sono 13 e non solo su Mps. Sono testi presentati sia dalla maggioranza che dall’opposizione. “Puntiamo a presentare un testo unico”, ha detto il presidente Mauro Maria Marino, chiarendo che la commissione non riguarderà singoli casi, ma tutto il sistema bancario.

“Se ci sono soldi dello Stato nessuna banca d’affari, nemmeno JP Morgan, puo’ avere potere decisionale sulla nuova strutturazione di Mps. Sarebbe opportuno, invece, fare chiarezza su quanto accaduto negli ultimi due anni perche’ pare evidente come tra Palazzo Chigi e via XX Settembre qualcuno abbia subito il fascino delle banche d’affari che fanno solo business e, per definizione, mai beneficenza”. Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in un’intervista a Radio Radicale. “La vicenda banche in questi anni non e’ stata gestita in maniera adeguata e chi ha commesso degli errori deve pagarne direttamente le conseguenze, senza sconti per nessuno, assumendosene la responsabilita’ anche politica. L’analisi che spero si possa fare presto anche nel Pd ci dira’ se questi errori sono dovuti ad un fascino connesso alla scarsa conoscenza dei mercati o a relazioni politiche inopportune. Chi ha preso decisioni sbagliate non merita di avere nuove responsabilita’ di gestione della cosa pubblica – prosegue Boccia – In Italia chi sbaglia non paga mai per i propri errori come e’ successo troppo spesso in passato; mi auguro che, almeno nel Pd, possa aprirsi la stagione politica in cui chi fa scelte sbagliate si assume fino in fondo le proprie responsabilita’”.

“Rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Questo e’ cio’ che vogliamo ottenere attraverso l’importante iniziativa che abbiamo organizzato. Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa”. E’ quanto si legge in un post sul blog o di Beppe Grillo a firma dell’europarlamentare David Borrelli e del M5S Veneto. “Riteniamo infatti che chi doveva controllare – come Bankitalia e Consob – non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioe’ lo Stato, non lo ha fatto. Il sistema e’ marcio dalla testa ai piedi. Soprattutto la politica, ovviamente, che fa continue promesse senza muovere realmente un dito ed illudendo 219mila famiglie”, si legge nel post che attacca: “e’ stato dimostrato in modo palese, da quanto accaduto ai risparmiatori, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale”.

“La crisi infinita del Monte dei Paschi e’ la punta dell’iceberg della non sostenibilita’ del sistema finanziario e bancario italiano. Sono due anni che il ministro Padoan cerca di tranquillizzare cittadini e risparmiatori, ma le sue previsioni vengono sistematicamente smentite dai fatti, mentre la lista delle banche che entrano in crisi continua ad allungarsi”. Lo dice Gianni Alemanno, di Azione nazionale, che aggiunge: “La realta’ e’ che le sofferenze bancarie, unite alla perdita di ogni margine di profitto creata dalla depressione, sta mettendo in una condizione di default quasi tutte le banche italiane, nella totale mancanza di controlli e di prevenzione da parte della Banca d’Italia e del governo. Se l’Italia non si riappropria della sovranita’ monetaria e della possibilita’ di nazionalizzare tutte le banche in crisi, rischiamo di avere la Troika in casa come e’ gia’ successo alla Grecia. Senza una svolta di vera sovranita’ nazionale, ogni intervento con fondi dello Stato italiano rischia di essere sanzionato in qualsiasi momento dalla Bce e dalla Commissione europea, aprendo appunto la strada alla troika. Padoan e Visco devono immediatamente riferire al Parlamento, perche’ non e’ possibile che tutto questo avvenga senza che la politica e la stampa, salvo poche eccezioni, si confrontino con la realta’”.

Il Consiglio dei ministri nella notte ha dato il via libera al decreto legge sulle banche che contiene anche la misura per la ricapitalizzazione precauzionale di Monte Paschi di Siena e che sancisce il salvataggio pubblico della banca senese. Il decreto, ‘Misure urgenti per la tutela del risparmio’, spiega Palazzo Chigi, “dispone la creazione di un fondo con una dotazione di 20 miliardi di euro” e contiene “strumenti giuridici e finanziari propedeutici a interventi finalizzati a tutelare il risparmio”, “grazie ai quali il Governo potra’ intervenire sulla liquidita’ e il patrimonio delle banche”. Ha spiegato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Questo decreto rassicura i risparmiatori e il futuro di Mps” ed ha aggiunto che “si basa sull’autorizzazione ricevuta dal Parlamento con ampia maggioranza a costituire un fondo di 20 miliardi per intervenire a tutela del risparmio”. Intanto la Consob ha disposto la sospensione per oggi delle negoziazioni nei mercati regolamentati, nei sistemi multilaterali di negoziazione e nei sistemi di internalizzazione sistematica italiani relativamente ai titoli emessi o garantiti da Banca Monte dei Paschi di Siena spa e agli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena spa. Per il ministro dell’Economia si tratta di una decisione “assolutamente normale”. l’operazione del governo con il decreto salvarisparmio si è resa necessaria dopo il fallito tentativo di salvataggio privato della banca e la resa del cda di Mps. Per l’aumento di capitale, infatti, non ha dato buon esito la ricerca sul mercato dei 5 miliardi chiesti dalla Bce. La banca e’ riuscita a raccogliere dalla conversione volontaria dei bond subordinati solo 2,44 miliardi. A sfilarsi, gli investitori istituzionali, tra questi il Qatar che avrebbe dovuto impegnarsi con 1 miliardo.

Via libera della commissione Bilancio della Camera – col voto contrario del M5s – al relatore Giampaolo Galli sulla richiesta del Governo di aumentare l’indebitamento di 20 miliardi per interventi a sostegno del sistema bancario in caso di necessità. Il voto è previsto oggi in aula. “Il sistema bancario italiano non e’ nel suo complesso sull’orlo del baratro”, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato a spiegare le ragioni della richiesta dei 20 miliardi. “Ci sono alcuni elementi di crisi, che hanno soluzioni di mercato, ma che potrebbero richiedere un intervento precauzionale da parte del pubblico”, ha aggiunto il ministro.

Uno ‘scudo’ di 20 miliardi di euro da utilizzare ‘a scopo precauzionale’ per le banche e salvare i risparmiatori. Una misura che il governo possa usare in caso di fallimento dell’aumento di capitale di Mps e non solo. Ieri il consiglio dei Ministri ha autorizzato il governo a chiedere al Parlamento, in un voto, il via libera all’aumento dell’indebitamento per dare risposte in caso di necessità del comparto del credito. I 20 miliardi serviranno a “una garanzia di liquidità per ripristinare la capacità di finanziamento a medio e lungo termine” e “per un programma di rafforzamento patrimoniale” nel rispetto delle regole Ue. La misura, se attivata, hanno spiegato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, avrà un impatto sul debito pubblico e non sul deficit e quindi sarà “one-off, temporaneo,non impattando sull’aggiustamento strutturale”. Intanto ieri nuovo flop in chiusura di Borsa per Mps in Piazza Affari ieri e oggi apertura volatile. Il titolo dell’Istituto ha lasciato sul campo l’11,04% a 18,62 nel primo giorno di aumento del capitale da 5 miliardi di euro, toccando il minimo delle ultime 9 sedute. In linea con i volumi della scorsa settimana gli scambi, per oltre 2,2 milioni di pezzi, pari al 7,5% del capitale. Oggi apertura volatile con un lieve rialzo iniziale, un successivo aumento del 4% seguito da uno stop per eccesso di volatilità in Piazza Affari.

Moody’s ha modificato l’outlook sulle banche italiane da stabile a negativo. Lo rende noto l’agenzia di rating, legando il giudizio “alle maggiori necessità di capitale e all’indebolimento della fiducia”. In particolare, “Il riconoscimento delle perdite deprimerà la redditività del settore bancario italiano ed eroderà la dotazione di capitale nei prossimi 12-18 mesi”. A pesare è anche la perdita di fiducia dopo la vittoria del no al referendum costituzionale.

“La situazione delle banche italiane e’ migliore di quella che possa apparire. C’e’ un problema serio per il Monte dei Paschi di Siena ma il sistema bancario italiano non e’ sull’orlo del baratro”. Così il vice presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, commentando il sistema bancario italiano in occasione di una visita a Norcia. “Per quanto riguarda il Monte dei Paschi – ha detto ai giornalisti Tajani – sono stati commessi gravi errori in passato e non a caso ci sono vicende giudiziarie aperte. Pero’ sono abbastanza ottimista per la tenuta del sistema”. E ha osservato: “Il nostro sistema bancario e’ in grado di tenere anche in un momento difficile”. Parlando di MPS, “Ci sono gia’ soluzioni a portata di mano, bisogna portarle a compimento” ha detto Enrico Zanetti, segretario di Scelta civica e viceministro dell’Economia, rispondendo ad una domanda dei giornalisti al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“La fragilita’ bancaria italiana non c’entra con il referendum. Essa trae origine da specifiche gestioni aziendali, dalla crisi e da un quadro regolatorio sovranazionale ed europeo che penalizza gli investimenti, e le conseguenti sofferenze, nella economia “reale” mentre giustifica piu’ generosamente quelli nelle attivita’ finanziarie. Asimmetrie determinate dal differente peso politico degli Stati di riferimento delle banche. La speculazione e’ da tempo all’opera sui nostri titoli. Da domani, chiusa comunque la pagina elettorale, il buon senso vorrebbe una specifica attenzione a questo primario elemento della stabilita’ nazionale affinche’ si determini subito un clima di dialogo, di condivisione, di solidarieta’ nazionale se necessario. Tocca al Governo la prima mossa e, ove ci sia, alle opposizioni verificarne la sincerita’”. Lo dichiara il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi.