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Tornano a crescere le sofferenze delle banche italiane: le rate non pagate da famiglie e imprese sono salite di 2 miliardi di euro nell’ultimo anno arrivando a quota 202 miliardi con un incremento superiore all’1%. Sono cresciuti di quasi 2 miliardi i finanziamenti non ripagati dalle imprese, arrivati a sfiorare quota 144 miliardi, e di 244 milioni quelli delle famiglie che in totale ammontano a quasi 38 miliardi. Il rapporto tra sofferenze e prestiti e’ salito dal 14,18% al 14,39%. Questi i dati principali del rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, secondo il quale non si ferma il credit crunch per le aziende italiane: i prestiti delle banche alle imprese, nel corso dell’ultimo anno anno, sono calati di quasi 17 miliardi di euro (-2%) nonostante l’aumento di oltre 12 miliardi dei finanziamenti a medio termine. A pesare sul calo e’ la diminuzione di oltre 15 miliardi dei finanziamenti a breve e di 13 miliardi di quelli di lungo periodo. In aumento di 10 miliardi, invece, i prestiti alle famiglie, spinti dal credito al consumo (+8 miliardi) e dai mutui (+9 miliardi), comparti che hanno compensato la riduzione di 7 miliardi dei prestiti personali.  In totale, lo stock di impieghi al settore privato e’ diminuito di 6 miliardi, passando da 1.410 miliardi a 1.404 miliardi.

Nominati i componenti del Collegio arbitrale dell’Anac che dovrà valutare l’accesso al Fondo di solidarietà da parte dei possessori di strumenti finanziari subordinati emessi dagli istituti di credito in liquidazione (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti). A presiedere il Collegio arbitrale sarà il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. Componenti saranno Raffaele Squitieri, presidente emerito della Corte dei conti e Marco Sepe, ordinario di Diritto dell’economia, designati rispettivamente dal presidente del Consiglio e dal ministero dell’Economia. Un ulteriore collegio di supplenti potrà operare come collegio autonomo e sarà presieduto da Ferruccio Auletta (su indicazione del presidente Anac), ordinario di Diritto processuale civile. Membri supplenti sono stati nominati Giuseppe Salmè (designato dal presidente del Consiglio) e Salvatore Messineo, già vice avvocato generale dello Stato (indicato dal Mef). L’Autorità nazionale anticorruzione ha pubblicato le Linee guida con cui sarà valutato il diritto al ristoro dei risparmiatori, in modo da rendere omogenea la valutazione delle richieste pervenute. Il modulo per accedere al Fondo di solidarietà tramite procedura arbitrale è disponibile sul sito dell’Anac.

Nel panorama bancario odierno “non ci sono altri focolai” che facciano pensare a nuove crisi. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ai microfoni del Gr1 di Radio Rai. “Con le misure introdotte per Mps – ha spiegato – abbiamo rimesso in carreggiata” l’istituto e “le venete saranno assorbite da Intesa, che non ha problemi di credibilità. Alle altre banche chiediamo di accelerare il credito all’economia e di liberarsi dalle sofferenze. Il problema sul fronte dei flussi migratori “è quello di avere un atteggiamento uniforme da parte di tutta la Ue. L’Italia sta facendo di più. Di sicuro non ci porremo problemi sui limiti delle risorse” che verranno impiegate.

Continua il trend di riduzione delle rapine in banca: infatti, in un anno sono calate del 32,8% passando dalle 536 del 2015 alle 360 del 2016. La diminuzione conferma il trend positivo già registrato negli ultimi anni: dal 2007 ad oggi, infatti, gli attacchi sono crollati del 90%, (passando da 2.972 ai 360 del 2016). In calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,8 del 2015 a 1,2 del 2016. Questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, presentati oggi al convegno Banche e Sicurezza 2017, la due giorni che fa il punto sulle nuove strategie e sulle misure più innovative per prevenire le rapine allo sportello. Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2016. Nel 2016, nessun colpo in banca in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-33,3%, da 9 a 6), Basilicata (-83,3, da 6 a 1), Calabria (-12,5%, da 8 a 7), Campania (-3,1%, da 32 a 31), Emilia Romagna (-39,7%, da 68 a 41), Lazio (-50%, da 70 a 35), Liguria (-16,7%, da 12 a 10), Lombardia (-21,3%, da 75 a 59), Marche (-52,9%, da 17 a 8), Puglia (-41,9%, da 31 a 18), Sicilia (-33,3%, da 78 a 52), Toscana (-44,6%, da 56 a 31), Umbria (-44,4%, da 9 a 5), Veneto (-28,6%, da 28 a 20). Aumenti si sono invece verificati in: Molise (con 3 rapine da 0) e Piemonte (con 33 rapine da 30).

Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, chiede tempi stretti per l’inchiesta sulle banche. “Mandare in Aula il 24 maggio la legge istitutiva della Commissione d’inchiesta sulle banche, che la Commissione Finanze della Camera ha già approvato oggi senza alcuna modifica – sostiene il parlamentare – significa esclusivamente una cosa: voler continuare a perdere fino all’ultimo tutto il tempo che si può perdere”. E aggiunge: “Un sussulto di dignità per anticipare i tempi sarebbe il minimo sindacale”.

L’agenzia internazionale Fitch rende noto che ha abbassato il rating dell’Italia da ‘BBB+’ a ‘BBB’. L’outlook e’ ‘stabile’. L’agenzia afferma che i rischi di un “governo debole o instabile sono aumentati” e prevede una crescita del Pil per l’Italia dello 0,9% nel 2017 e dell’1% nel 2018.
Fitch sottolinea il “fallimento” sul fronte della riduzione dell’elevatissimo livello del debito pubblico che “espone maggiormente il Paese a potenziali shock sfavorevoli”. Nella nota l’agenzia spiega che “Le debolezze delle banche” italiane aumentano i rischi al ribasso per l’economia e le finanze pubbliche e che l’outlook per il settore bancario è “negativo”.

Se non lo farà la politica, saranno i magistrati a far luce sulle liste dei debitori insolventi delle banche che hanno beneficiato di interventi pubblici. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in collegamento con l’evento organizzato dalla Fabi a Milano. “Se la politica non le vuole tirar fuori, le tireranno fuori le inchieste giudiziarie”. Il presidente dell’Abi ha sottolineato che “non è Patuelli che ostacola il chiarimento. La Commissione parlamentare d’inchiesta faccia luce, altrimenti vanno avanti le inchieste della magistratura”. Patuelli ha ricordato che il Parlamento “ha approvato un emendamento che obbliga il governo ogni quattro mesi a pubblicare la lista dei debitori insolventi delle banche che hanno beneficiato di interventi pubblici”.

Il colosso bancario Hsbc ha deciso di adottare una nuova e piu’ stringente politica in materia di finanziamenti al settore agricolo per renderla coerente con i cosiddetti standard Ndpe (No Deforestation, No Peat, No Exploitation), ovvero contro la deforestazione, il drenaggio delle torbiere e lo sfruttamento dei lavoratori, con particolare riguardo al settore dell’olio di palma. Il nuovo approccio, annunciato dal ceo Stuart Gulliver, e’ stato concordato con Greenpeace che aveva additato Hsbc come una delle banche che ha concesso finanziamenti miliardari a sei societa’ indonesiane produttrici di olio di palma, accusate dalla Ong di distruggere vaste aree di foresta pluviale indonesiana, habitat degli oranghi e di essere responsabili di espropriazioni di terre ai danni delle popolazioni locali e di violazione dei diritti dei lavoratori. Hsbc, in base alla nuova politica, non fornira’ finanziamenti ai clienti che a loro volta non si impegnano a rispettare gli standard Ndpe. ‘Hsbc concorda con Greenpeace, e con le migliaia di persone che ci hanno contattato (30mila secondo Greenpeace, ndr), che le foreste pluviali vanno salvaguardate, con la protezione della popolazione locale e delle specie rare che vi abitano’, dice Gulliver in uno statement, sottolineando che la banca si e’ sempre attenuta alla sua policy che ‘dice chiaramente che non abbiamo interesse a finanziare attivita’ illegali, la distruzione di aree ad alto valore o il lavoro minorile’. Il ceo riconosce comunque che il settore finanziario puo’ giocare un ruolo maggiore nel collaborare con coltivatori, raffinatori, societa’ di prodotti di consumo e Ong ‘per promuovere un settore dell’olio di palma sostenibile’

“Un’indagine conoscitiva per capire come sta cambiando il capitalismo italiano. Ora dobbiamo aumentare le difese”. Lo chiede Francesco Boccia (Pd), presidente della commissione Bilancio della Camera, in un’intervista a Milano Finanza. Boccia vuole “chiamare a raccolta nelle prossime settimane i protagonisti della finanza e dell’industria italiana, dalle banche alle assicurazioni fino Borsa italiana, passando per le autorita’ di controllo, perche’ la politica non puo’ essere distratta o assente in un momento in cui si sta riscrivendo il sistema industriale-finanziario italiano e lo stesso capitalismo del Paese, sempre piu’ fragile, rischia di impoverirsi, con pezzi importanti che vengono venduti a colossi con il cervello lontano dall’Italia o, spesso, spezzettati. Vanno ridiscusse le regole su golden share e Opa”.

“E’ di tutta evidenza che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano, che dovrà indagare innanzitutto sul Monte dei Paschi di Siena e sulle 4 banche salvate dal Governo Renzi, non potrà essere guidata da un esponente del Pd perché controllore e controllato non possono coincidere, non possono essere la stessa persona”. Lo afferma Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia. “Non è questione di poltrone – aggiunge – ma di credibilità del Parlamento e della politica. Le commissioni di inchiesta sono per prassi affidate all’opposizione proprio per non avere condizionamenti dal potere ed essere libere di agire. Le nostre priorità sono innanzitutto salvaguardare i risparmi degli Italiani facendo in modo che chi è stato raggirato dalle banche venga risarcito integralmente; fare chiarezza su chi ha beneficiato di prestiti milionari senza restituirli, e obbligarli per quanto possibile a farlo; acclarare le responsabilità di chi ha portato le banche al fallimento”.