Gentiloni

Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, in un colloquio riportato da Repubblica, manifesta “tensione e allarme” per il futuro dell’Autorità nazionale anticorruzione. La preoccupazione è motivata dalla modifica al codice degli appalti che ha soppresso il potere dell’Anac di inviare alle imprese appaltanti una ‘raccomandazione vincolante’ in caso di gravi anomalie. “E’ il segnale che c’e’ chi, nei palazzi qua intorno, sta seriamente pensando di ridimensionare l’Anac”, dice Cantone, che aggiunge: “Sono perplesso e preoccupato da questa vicenda nel suo complesso, non solo per la norma specifica in se’, ma per come e’ emersa questa scelta, all’insaputa del Parlamento, perche’ fatta in questo modo diventa un segnale negativo, quasi un atto ostile nei nostri confronti”. Perchè è stata fatta la modifica? Riflette Cantone: “Nessuno può pensare che ci siano stati degli abusi – è il ragionamento di Cantone – per la semplice ragione che questa norma non è mai stata utilizzata”. Presente nella riforma varata nel 2016, la norma è scomparsa versione aggiornata passata in Consiglio dei ministri il 13 aprile scorso. Intanto dopo i contatti tra il premier Paolo Gentiloni, in missione negli Usa, e il presidente dell’Anac Cantone, e Palazzo Chigi ha diffuso una nota assicurando che non c’è “nessuna volontà politica di ridimensionare i poteri Anac” e che sarà posto un rimedio “in maniera inequivocabile” alla versione aggiornata della norma.

“Non si stratta solo di confermare l’ancoraggio storico della nostra politica estera, ma di coltivare i nostri interessi nazionali nel rapporto con gli Stati Uniti e investendo quelli che sono i nostri principi e valori ai quali noi teniamo molto e che sosteniamo a testa alta”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, a Washington, a margine del Center for Strategic and International Studies. “I nostri rapporti con gli Stati Uniti sono storici- sottolinea- ci cui teniamo molto perche’ sono stati sempre il pilastro della nostra politica estera. E’ importante che si capisca che questi rapporti storici fanno parte dei nostri interessi, e’ interesse dell’Italia coltivare questa relazione perche’ e’ fondamentale per gestire le crisi che abbiamo davanti nel Mediterraneo, per stabilizzare la Libia, combattere il terrorismo”, conclude.

La Camera dei deputati ha dato il via libera, con la fiducia, al decreto Minniti che si occupa di immigrazione. “Parlamento approva le nuove norme su #immigrazione. Tempi piu’ rapidi per diritto asilo. Strumenti piu’ efficaci per accoglienza e integrazione”. Questo il commento su Twitter del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni dopo l’approvazione del decreto alla Camera.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e’ a Madrid per partecipare al vertice EuroMed. Ad accogliere il premier italiano, al suo arrivo al Palazzo Reale del Pardo, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. I sette paesi della sponda sud dell’Europa, riuniti nel formato EuroMed, si rivedono oggi a Madrid (dopo gli incontri di Atene e Lisbona e dopo la riunione a Roma per l’anniversario dei Trattati) per ribadire ancora una volta un forte messaggio di unita’, anche in vista della Brexit. Ma la riunione sara’ anche l’occasione per uno scambio di opinioni sull’evoluzione della crisi siriana dopo l’attacco americano della settimana scorsa. I capi di Stato e di governo di Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro – si legge in una nota della Moncloa – sigleranno una nuova Dichiarazione comune per “inviare un messaggio di unita’ e di impegno per progetto di integrazione europea in un momento decisivo della sua storia”, segnato dall’uscita di Londra dall’Ue. Con l’Europa che “deve continuare a lavorare per affrontare le questioni che piu’ preoccupano i cittadini e consolidare il suo progetto di integrazione” sottolinea la presidenza spagnola. Al centro del vertice anche i temi comuni dell’immigrazione, la politica economica e sociale e la politica di difesa.

“Abbiamo completato l’impianto sostanziale della ricostruzione, credo che oggi sia una giornata importante”. E’ il commento di Vasco Errani, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori dei comuni colpiti dal terremoto, al termine dell’incontro avuto a Palazzo Chigi insieme al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e ai presidenti delle Regioni colpite dal sisma. “Ringrazio Gentiloni – ha continuato Errani – perche’ ha preso degli impegni molto significativi su correzione e crescita con la scelta di sostenere le imprese e le economie di questi territori”. Il premier Paolo Gentiloni ha illustrato il decreto previsto a meta’ aprile. “Decreto correttivo, ma anche per la crescita. ‘Dec’, se volete”, ha detto Gentiloni. “Nel decreto – ha spiegato in conferenza stampa – inseriremo un fondo alla ricostruzione che sara’ un fondo rilevante dell’ammontare di oltre un miliardo l’anno per i prossimi tre anni. Il fondo servira’ a fare tre cose: misure per la ricostruzione nel cratere del terremoto, misure di sostegno al reddito, adottare misure per la sicurezza degli edifici anche oltre il cratere”.

Scoperta e partecipazione sono i cardini del successo del Fai, dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni alla presentazione delle Giornate di primavera del Fai, in sala Verde a Palazzo Chigi. “‘Scoperta’ nel senso che l’Italia e’ davvero un paese straordinario dal punto di vista artistico, culturale e di paesaggio. Tutti noi abbiamo nella strada accanto un tesoro che conosciamo poco. E poi c’e’ la partecipazione che significa liberta’, come diceva qualcuno”, dice il premier citando la canzone ‘Liberta”, di Giorgio Gaber (‘La liberta’ non e’ star sopra un albero non e’ neanche il volo di un moscone la liberta’ non e’ uno spazio libero liberta’ e’ partecipazione’). “‘Partecipazione’ nel senso di consentire in questa giornata la scoperta a tutti i cittadini a tutte le nostre famiglie aprendo dei luoghi che non possono essere chiusi e riservati ma devono essere conosciuti e scoperti”, dice il premier. 

“Non ci intromettiamo nelle vicende interne, ma siamo partiti fratelli con un impegno europeista comune”. Così il premier, Paolo Gentiloni, intervistato da Rainews24, dopo l’incontro a Berlino con Martin Schulz, candidato cancelliere tedesco e leader Spd, rispondendo a una domanda su un eventuale appoggio alla candidatura dello stesso Schulz. “Abbiamo ottime relazioni con l’attuale governo tedesco, ma abbiamo sempre apprezzato il ruolo di Martin Schulz”, ha dichiarato il presidente del Consiglio giunto a Berlino per incontrare il candidato della Spd alla Cancelleria tedesca e partecipare alla cena dei leader dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici.

“Area popolare, Centristi per l’Europa, le danno solidarieta’ e mandato in modo convinto”. Lo dice Pier Ferdinando Casini, intervenendo in Aula al Senato, dopo le comunicazioni del premier Gentiloni in vista del Consiglio europeo del 9 e 10 marzo. Casini dice si’ alle “cooperazioni rafforzate. Non sono nuove – spiega – ma oggi queste rappresentano una sfida perche’ l’Ue cosi’ non puo’ rimanere cosi'”. Il presidente della commissione Esteri del Senato sottolinea ancora una volta come sia “inaccettabile quel doppio binario per cui l’Europa e’ distratta sull’immigrazione e rigorosa in aritmetica contabile. Non ci possiamo stare – afferma Casini – e noi dobbiamo sollecitare una politica maggiore presenza nel mediterraneo”. Infine, il rapporto con la Russia: “Io sono – conclude Casini – per trovare un’intesa possibile con la Russia perche’ e’ un partner fondamentale e oggi sta occupando posizioni perche’ qualcuno le ha lasciato spazio”.

“Sosteniamo il Governo Gentiloni”. Lo ha detto Massimo D’Alema alla stampa, a margine di una iniziativa organizzata dagli esponenti toscani del Movimento dei democratici e progressisti al circolo Arci di San Bartolo a Centoia a Firenze. “I gruppi parlamentari di Mdp – ha aggiunto – presenteranno al presidente del Consiglio una indicazione di atti che riteniamo prioritari: prima di tutto le misure necessarie per correggere il Jobs Act, sulla base anche dei quesiti referendari proposti dalla Cgil; poi misure di lotta alla povertà”.

La bufera legata alle indagini sulla Consip continua a scuotere il Partito Democratico e di conseguenza anche il governo. A sostenerlo è l’Ansa. “Nonostante il premier Paolo Gentiloni continui a tenere ben separate le strade dell’esecutivo dalle vicende legate al suo partito (“sono concentrato sul governo, abbiamo una maggioranza solida e riforme da fare”, ha detto oggi a Catania) ed il ministro della Giustizia Andrea Orlando, sfidante di Renzi alla primarie, abbia difeso Luca Lotti (“deve restare al suo posto”), proprio tra i Dem qualche ‘crepa’ inizia ad intravedersi. Nessun distinguo, ma la richiesta di un “maggiore coinvolgimento della comunita’”. A chiederlo e’ Francesco Boccia, fedelissimo di Michele Emiliano che in un messaggio ad Ettore Rosato, capogruppo Dem alla Camera, propone che ci sia una riunione tra i deputati ed il ministro dello Sport Luca Lotti: “Una scelta di questo tipo sono convinto che potra’ aiutare tutti a capire meglio quello che e’ successo e a far percepire all’esterno che ogni nostra decisione e’ figlia di un confronto vero”. Ma, l’inchiesta Consip e l’interrogatorio ieri di Tiziano Renzi, aprono un altro fronte, che va oltre la politica e tocca in realta’ il piano personale dell’ex presidente del Consiglio. In un lungo post sul suo blog, Renzi intima a Beppe Grillo di “non permettersi di parlare” del suo papa’. Poche ore prima infatti il leader del Movimento Cinque Stelle aveva duramente criticato l’ex segretario del Pd per una frase detta proprio su suo padre nel corso della trasmissione Otto e Mezzo. Il riferimento e’ a quella “doppia pena” di cui aveva parlato l’ex segretario Dem nel caso di un’eventuale colpevolezza di suo papa’ Tiziano: “L’unica notizia vera – attacca il leader pentastellato – e’ la frase piu’ infelice e stupida della storia, quella del rottamatore che riusci’ a rottamare solo il padre”. Dura la replica dell’ex capo del governo: “Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Grillo. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre”. A fare quadrato intorno a Renzi e agli esponenti Dem ci pensano i ministri dell’Esecutivo. E oltre Orlando anche Maurizio Martina e’ pronto a fare muro: “Dobbiamo avere piena fiducia in Lotti”, mette in chiaro il ministro dell’Agricoltura. Sul piede di guerra invece i partiti di opposizione. Al di la’ di Forza Italia che si chiama fuori dalla conta per la sfiducia ricordando di non aver mai votato sfiducie individuali, il resto dell’opposizione e’ pronta a valutare diversi scenari. Il Movimento Cinque Stelle ha gia’ fatto sapere di voler depositare una mozione di sfiducia sia alla Camera che a palazzo Madama e Alessandro di Battista ribattezza il Giglio Magico “crisantemo morente”. Arturo Scotto di Democrazia e Progresso chiede che vengano “ritirate le deleghe a Lotti” e parla di “grave allarme” e di “preoccupazione molto forte per l’irresponsabilita’ di un Pd che non vede la grave frattura morale che rischia di aprirsi in relazione alle dichiarazioni sulla vicenda Consip”. E un invito a valutare il passo indietro del ministro dello Sport arriva anche da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana” (fonte Ansa).