Grasso

“Occorre ristabilire la connessione della politica con il futuro. Il suo piu’ alto compito, infatti, e’ quello di disegnare il domani della collettivita’ e definire l’orizzonte dello stare insieme, non tentare di guadagnare a tutti i costi la prima pagina dei quotidiani o la classifica dei trending topic su Twitter”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso partecipando a Camogli al Festival della Comunicazione. “Per farlo e’ necessario riannodare i fili che connettono la politica alla societa’ civile -spiega Grasso -: e’ un lavoro che necessita di pazienza, di passione, di attenzione e che lo sappiamo non garantisce risultati immediati”. “Guardare ai problemi con la sola ottica dell’immediatezza, rincorrendo un effimero quanto aleatorio consenso, significa ipotecare il futuro delle prossime generazioni, consegnando loro una nazione piu’ debole e fragile nei diritti, nelle responsabilita’, nelle opportunita’ di crescita. “L’estate appena finita e’ stata dominata dalla cronaca: migranti, sgomberi, proteste dei sindaci e dei cittadini all’idea di accogliere anche solo minori non accompagnati -osserva Grasso -. Anche su questi temi, purtroppo, la contesa politica e la rappresentazione mediatica e’ spesso fatta di allarmismi, generalizzazioni, provocazioni, e raramente guarda al fenomeno nel suo insieme, alimentando una paura sproporzionata rispetto ai dati”. Prosegue il presidente del Senato: “Riconnettere la politica, e la sua rappresentazione mediatica, alla realta’ e’ fondamentale, soprattutto in un’epoca segnata da quella che viene definita ‘post-verita”, ovvero l’arretramento dei fatti e dei dati reali a favore di sensazionalismo e falsi slogan. Soffiare sull’insicurezza e la paura, diffondere odio e cavalcare il disagio espone la nostra comunita’ a un progressivo indebolimento. La paura e’ un sentimento legittimo, cui la politica deve prestare ascolto e attenzione: i partiti, i movimenti e i loro leader devono riappropriarsi del compito di accompagnare i cittadini, ascoltandone gli umori senza subirli, e di mostrare loro una visione complessiva dei problemi”.
Sottolinea Grasso: “Non e’ accettabile scardinare il sentimento di condivisione che ci rende una comunita’, plurale nelle sue diversita’ ma unita, e disperderla in una lotta di rivalita’ tra categorie di cittadini sempre piu’ in difficolta’, mettendo gli uni contro gli altri nella speranza di lucrare voti. La tentazione dell’uomo solo al comando, del super-eroe che nel breve spazio di un tweet ha pronta la soluzione a problemi difficili e stratificati, e’ destinata a scontrarsi con la realta’: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, e il prometterle senza poterle mantenere non fara’ che aumentare la frustrazione dell’elettorato”. Per cui, prosegue il presidente del Senato, “dobbiamo riconnettere la politica con la complessita’, avere il coraggio di affrontarla, passare dalla sua negazione al cercare di comprenderla, definirla e governarla, procedendo per tentativi, errori, e nuove soluzioni. Nel mondo globalizzato e interconnesso e’ uno sforzo enorme, anche perche’ minori sono le leve che i singoli Stati possono utilizzare, ma e’ l’unico -conclude Grasso -che possa farci sollevare lo sguardo dalle beghe di corrente o dalle liti sulle leadership e rivolgerlo al futuro del nostro Paese”.

La prima cosa che puntualizza e’ che lui non si candidera’ alle prossime elezioni in Sicilia. Nonostante il pressing che arriva da politici e cittadini. I prossimi mesi “saranno particolarmente delicati”, avverte, e il momento politico e’ complesso, caratterizzato da “fibrillazioni politiche” nella maggioranza. Pertanto lui, Pietro Grasso, di lasciare, in questa situazione, il suo incarico al Senato proprio non se la sente. Ci sono troppe cose da fare, spiega, e nel suo intervento a Palazzo Giustiniani in occasione della cerimonia del “Ventaglio”, le elenca tutte. A cominciare dalla legge elettorale. Che potrebbe benissimo riprendere il suo iter al Senato dove non sono previsti voti segreti. Per Grasso, infatti, l’approvazione di nuove norme che superino le sentenze della Consulta su Porcellum e Italicum e’ necessaria soprattutto perche’ si tratta di “questioni che incidono sul principio costituzionale della rappresentanza e della sovranita’ popolare” e che “vanno affrontate con grande serieta’, responsabilita’ e la piu’ ampia condivisione”. Traccia una sorta di indice delle disomogeneita’ che resterebbero tra Camera e Senato nel caso in cui si decidesse di andare alle urne senza una nuova legge elettorale e lancia un appello ai partiti: fino alla fine della legislatura di cose da fare ce ne sono tante. E andrebbero fatte per salvaguardare “la credibilita’” degli stessi partiti. Oltre al superamento dell’Italicum, Grasso, come aveva fatto al ventaglio della Camera la presidente Boldrini, parla della necessita’ di approvare in tempi rapidi lo “Ius soli”. Al di la’ della polemica politica che ha portato alle dimissioni di un ministro, si tratta infatti di una legge di civilta’ che va fatta perche’ “offrire a chi nasce, studia e cresce in Italia la possibilita’ di sentirsi parte della comunita’ nazionale” serve a a rendere l’Italia un “Paese piu’ sicuro”. Integrare e riconoscere diritti e doveri, insiste, “significa fare sicurezza”. Si tratta insomma non solo di applicare i principi previsti dalla Costituzione, ma anche i “valori cristiani”. Ma e’ in genere su fenomeno della migrazione che Grasso richiama tutti ai propri doveri: l’Europa affinche’ decida se vuole “incidere sui processi storici” o intenda affidarsi “egoisticamente alla geografia” e i politici perche’ non soffino “sulla paura” visto che cosi’ facendo indeboliscono il Paese. Ma non basta. Oltre alla legge di stabilita’, per il presidente del Senato da qui alla fine della legislatura c’e’ anche il tempo per approvare quei “Regolamenti parlamentari” che si invocano da decenni e che potrebbero portare a un nuovo bicameralismo piu’ efficiente; la legge che disciplina la candidabilita’ dei magistrati e il loro ricollocamento in ruolo; la riforma della diffamazione per togliere il carcere ai giornalisti. Ma Grasso augura anche che riesca a vedere la luce la norma che tutela i lavoratori che denunciano la corruzione, i cosiddetti “Whistleblower”.

“Il fenomeno che ci troviamo ad affrontare ha caratteri complessi e diversi da quelli cui eravamo abituati”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo nella sala Zuccari al seminario “Processo di armonizzazione delle legislazioni contro il terrorismo”. La battaglia, ha aggiunto Grasso, “richiede interventi eterogenei: di carattere militare in modo da ridurre la capacita’ di attacco simmetrica di Isis in Medio oriente; finanziari per colpirne le risorse economiche, di carattere giudiziario, informativo, investigativo per reprimere e prevenire attentati di carattere asimmetrico in Europa e nel mondo; interventi politici per favorire la soluzione dei nodi geopolitici che dividono le diverse potenze in gioco nei teatri di conflitto e per costruire istituzioni funzionanti nei territori piu’ instabili in modo da garantire tutela equilibrata e rappresentanza ai diversi interessi etnici, sociali e religiosi”. “Servono anche – ha aggiunto Grasso – interventi di natura sociale per attenuare le gravi diseguaglianze che caratterizzano anche i Paesi economicamente piu’ solidi, e che determinano marginalità e vulnerabilita’ al radicalismo e all’illegalità. Rendere la cooperazione politica e tecnica fra i nostri Paesi piu’ rapida, concreta ed efficiente e assicurare un corretto bilanciamento fra sicurezza e libertà sono i due obiettivi da perseguire armonizzando gli strumenti legislativi”.

“In un momento storico come quello attuale, nel quale si manifestano preoccupanti sintomi di crisi dei vecchi modelli politici e culturali, di frustrazione sociale e di ripiegamento individualista, è necessario più che mai confrontarsi costantemente con il pensiero dei grandi intellettuali italiani, capaci di elaborare una narrazione vitale dei risvolti politici, filosofici, letterari delle nostre vicende passate in una prospettiva di evoluzione e di progresso della comunità nazionale”. Questo un passaggio del discorso del presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione della cerimonia, per il Bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis. Nel rileggere i discorsi e le considerazioni di De Sanctis è impressionante constatare quanti spunti ancora vivi e attuali si possano rintracciare nelle riflessioni politiche di questo grande pensatore, che pure era prima di tutto un letterato e che più di ogni altro ha contribuito a fissare i caratteri fondamentali della nostra storiografia letteraria così come ancora oggi la conosciamo e la studiamo, nelle scuole di ogni ordine e grado”, dice ancora Grasso. “Non è un caso, del resto, che le considerazioni storiche, letterarie, politiche e filosofiche di De Sanctis abbiano ispirato e guidato i più importanti esponenti della cultura italiana”, conclude.

Consultazioni online più semplici per i cittadini che vogliono saperne di più del Parlamento. E’ questo l’obiettivo espresso nelle linee guida realizzate dal Senato, per diffondere la cultura dell’open government, e illustrate dal presidente Pietro Grasso nel seminario organizzato da Palazzo Madama nell’ambito della “Settimana della partecipazione”, promossa dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio.
Grasso ha spiegato che l’iniziativa “intende valorizzare gli spazi e le opportunita’ di intervento dei cittadini e dei portatori di interesse nelle attivita’ parlamentari, attraverso strumenti e istituti propri della democrazia partecipativa, in particolare le consultazioni e le petizioni”. Da oggi e fino al 30 aprile la proposta sarà sottoposta alla consultazione pubblica in una nuova sezione collocata nell’area denominata “Relazioni con i cittadini””. Al termine, le Linee guida, integrate con il contributo dei cittadini, saranno formalmente adottate dal Senato.

“Da cittadino palermitano non posso non venire qui a ringraziare per quello che L’Ora ha rappresentato per questa città per i racconti, il groviglio tra mafia e politica, gli interessi, per quello che ha saputo dare in un momento in cui tanti giornali erano più proni verso il potere”. Lo ha detto il presidente del Senato, Piero Grasso, a margine della proiezione a Palermo del film “Le corse de L’Ora”, che ricostruisce la storia dello storico quotidiano palermitano chiuso nel 1992. “Oggi è più difficile raccontare la mafia. Ieri mattina ero a Roma per vedere la mostra di Letizia Battaglia che con le sue foto ha raccontato la mafia. Foto terrificanti ma che davano l’idea. Oggi sarebbe molto difficile. Oggi forse una foto rappresentativa della mafia sarebbe quella di un palazzo con cento impiegati che rappresentano gli affari o i colleganti internazionali”, ha concluso.

“Credo che i problemi del dopo-terremoto confermino l’esigenza di sfruttare questo scorcio di legislatura per sbloccare una serie di misure, a partire dal riordino della Protezione civile”. Lo dice Pietro Grasso, presidente del Senato, in un’intervista al Corriere della Sera. Grasso dice che “La vita del governo di Paolo Gentiloni non e’ legata solo alla riforma del sistema elettorale” e aggiunge: “E come presidente del Senato mi debbo augurare che la legislatura duri fino al 2018 per approvare provvedimenti importanti”. Continua Grasso: “Il governo deve governare, e’ nella pienezza del potere. Stimo molto Gentiloni: ha grande esperienza e un buon carattere. Lavorera’ come capo del governo finche’ sara’ legittimato dal Parlamento e avra’ la sua fiducia. Le pressioni per andare alle urne sono piu’ nei retroscena. La posizione ufficiale del Pd e’ di andare al voto senza ansia e senza fretta. Io ho fiducia in Gentiloni. E comunque alla fine la decisione di sciogliere le Camere spetta al presidente della Repubblica”.

“Qual e’ la priorita’ per me tra tutti i provvedimenti che ho elencato che risultano fermi in Senato? Beh, anche per la mia precedente professione, direi senz’altro la riforma della giustizia…”. Il presidente del Senato Pietro Grasso risponde cosi’ ai cronisti che gli chiedono, a margine dello scambio di auguri di Natale con la stampa parlamentare, da dove si debba ripartire a Palazzo Madama dopo lo stop referendario imposto dalla maggioranza. “Non e’ infatti un problema di bicameralismo – aggiunge – la lentezza dell’esame di alcuni progetti di legge, ma di volonta’ politica. Ho visto dei disegni di legge passare velocemente e diventare legge anche in due settimane… vorrei accadesse la stessa cosa per la riforma del processo penale all’esame del Senato da troppo tempo”