Grillo

Sensibile calo per il reddito imponibile di Beppe Grillo. Il leader M5s, in base ai dati patrimoniali pubblicati sul sito della Camera, ha percepito nel 2016 71.957 euro di reddito imponibile, pagando 18.952 euro di imposta netta. Nel 2015 le cose andavano meglio: 355.247 euro il reddito imponibile, 145.084 l’imposta netta. Grillo perde oltre 280mila euro.

“Ieri Grillo, mentre stava affossando lo stadio della Roma, non ha concesso alla Raggi neanche la possibilita’ di far finta di essere lei il Sindaco. Ma ora che accadra’? Qualora il presidente Pallotta decidesse di fare causa al Comune chi sosterra’ le spese? Il miliardario Grillo, la Sindaca o i romani? Intanto il danno di immagine e’ gravissimo: chi verra’ piu’ ad investire a Roma con questa amministrazione che sa dire solo no? Che dimostra ogni giorno incompetenza e impreparazione? Le sorti economiche e di sviluppo della Capitale sono in mano ad una societa’ di Milano che fa e disfa senza tenere minimamente in conto le prospettive di Roma. E il problema e’ che non si vede fine al peggio”. Lo afferma la parlamentare Pd Lorenza Bonaccorsi.

‘Non si sa” se se lo stadio della Roma sara’ fatto, ma nel caso “lo faremo con criteri” mai visti “e in modo condiviso”. E’ attorniato da telecamere e taccuini il leader M5S, Beppe Grillo, che lasciando l’Hotel Forum di Roma per recarsi, con Davide Casaleggio, in Campidoglio per incontrare il sindaco Virginia Raggi, si concede alle domande dei cronisti. Grillo spiega che prima di dare il via libera al progetto dell’impianto sportivo “sentiremo la popolazione”. Ad ogni modo, “si dovra’ indicare un costruttore, non un palazzinaro”, e’ l’ulteriore messaggio che arriva da Grillo.

La proposta resta quella gia’ nota: applicare il ‘Legalicum’ al Senato, ossia “premio di maggioranza nazionale al 40% alla lista e non alla coalizione e soglia di sbarramento al 3% per le liste” perche’ “le ammucchiate non sono previste”. Beppe Grillo entra nel vivo del confronto sulla riforma elettorale e dal suo blog ricora che “il Legalicum per noi deve essere quello che esce dalla Consulta, perche’ – avverte – e’ il bollino costituzionale imprescindibile. L’unica cosa che abbiamo eliminato sono i capilista bloccati, una scelta di democrazia su cui nessuno puo’ eccepire”. Anzi, prosegue, “se i partiti ci mettessero mano la renderebbero incostituzionale”. “Non esiste, per esempio, dare il premio alla coalizione e non alla lista: dovremmo chiedere alla Consulta se all’interno dell’impianto di legge sarebbe costituzionale e non abbiamo il tempo – osserva ancora Grillo – visto che la nostra priorita’ e’ votare subito con una legge che ha il requisito minimo della costituzionalita’”. “Il MoVimento 5 Stelle – conferma – vuole andare al voto il prima possibile. Subito dopo il referendum del 4 dicembre abbiamo presentato una proposta di legge in Parlamento per applicare la legge elettorale che sarebbe uscita dalla Consulta anche al Senato. Dopo la pronuncia della Corte della settimana scorsa abbiamo ribadito questa volonta’, che va nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica di armonizzare le leggi elettorali per le due Camere, adottandone una identica per entrambe: il Legalicum. Ieri la nostra proposta di legge e’ stata discussa nella conferenza dei capigruppo della Camera ed e’ stata calendarizzata per la discussionne alla Camera il 27 febbraio. La nostra proposta e’ semplice e sara’ votata da tutti i nostri portavoce alla Camera e al Senato, i partiti che vogliono votare subito – e’ l’aut aut – devono approvarla cosi’ come e’, senza far perdere tempo ai cittadini”. “La discussione della proposta – segnala ancora Grillo – e’ stata calendarizzata il 27, ma se c’e’ la volonta’ politica si puo’ discutere e approvare ancora prima. Perche’ aspettare? Per continuare con il mercato delle vacche dei 100 posti da capolista bloccati? Uno spettacolo disgustoso portato avanti da tutti, ma non dal MoVimento 5 Stelle. Noi faremo le parlamentarie online per tutti i candidati, non ci sono capibastone che possono promettere posti”.

Beppe Grillo sul suo blog racconta la sua verità riguardo all’apprezzamento per le idee di Trump e Putin, come pubblicato domenica in una intervista concessa ad un giornale francese.
“Ecco la traduzione autentica (a cura del MoVimento 5 Stelle Europa) e non quella fantasiosa inventata dai giornali, dell’intervista che Beppe Grillo ha rilasciato al settimanale francese Journal du Dimanche”, scrive il leader del Movimento 5 Stelle. Venerdì scorso, Donald Trump si è insediato come presidente degli Stati Uniti. Quali idee le ispira? Risponde così Grillo: “Come prima cosa, dovrebbe andare dal parrucchiere, cambiare look! Più seriamente, mi sento abbastanza ottimista. Ho letto uno dei suoi libri, in cui dice cose abbastanza sensate sulla necessità, ad esempio, di riportare l’attività economica in seno agli Stati Uniti. Ha detto quello che bisognava dire con i cinesi, a riguardo. Trump sembra moderato, è l’informazione a suo riguardo che ha deviato il messaggio, lui si è semplicemente adattato a quello che si diceva di lui. Di conseguenza, ne abbiamo una percezione deformata. Le grandi aziende non andranno più in Messico, ma resteranno negli Stati Uniti, saranno defiscalizzate. Rilancerà la piccola e media impresa e ritirerà l’esercito americano dislocato ai quattro angoli del mondo. Sono d’accordo con tutto questo”. E su Vladimir Putin: “La politica estera degli Stati Uniti è stata un disastro sotto Obama. Se Trump ha voglia di convergere con Putin, di rimettere le cose sulla giusta strada, non può che avere il nostro appoggio. Due giganti come loro che dialogano: è il sogno di tutto il mondo! Eravamo in guerra fredda, con l’arma nucleare. La politica internazionale ha bisogno di statisti forti come loro. Considero questo un vantaggio per l’umanità. Putin è quello che dice le cose più sensate sulla politica estera. L’embargo verso la Russia ci costa sette miliardi di euro l’anno. Siamo a favore della revoca delle sanzioni contro Mosca. E se Donald Trump vuole uscire dalla Nato, che lo faccia!”. E alla domanda se approva  ciò che “Putin sta facendo in Siria, i bombardamenti sui civili, le trattative di Astana con l’Iran e la Turchia: “Farsi un’idea di quello che sta succedendo in Siria è estremamente complicato: dipendiamo da un’informazione manipolata fin dall’inizio. Il quadro è confuso. Sembra che la situazione si stia risolvendo con l’intervento degli Usa e soprattutto della Russia, ma non sono un esperto”, risponde il leader dei pentastellati. Sull’Italia e sulla legge elettorale da approvare prima di andare alle elezioni, dichiara: “Cercano di evitare di andare alle urne perché hanno paura di noi. Rappresentiamo un laboratorio politico, un movimento nato da due persone, un comico e un imprenditore (ndr: Roberto Casaleggio, ormai morto) senza fondi, senza sovvenzioni pubbliche e… si tratta di un miracolo! Siamo diventati la prima forza politica del paese. Il partito politico in senso tradizionale è morto: noi eleggiamo i nostri parlamentari, consiglieri regionali e municipali online, sulla nostra piattaforma. Qualsiasi cittadino può proporre una legge, reagire e lasciare la propria impronta nella vita della nazione”.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, si dice “abbastanza ottimista” sul presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e aggiunge che la comunita’ internazionale ha bisogno di “uomini forti” come lui e il leader russo, Vladimir Putin. Lo ha detto in un’intervista esclusiva al settimanale francese, Journal du Dimanche, in cui liquida come “un fallimento assoluto” il bilancio dell’Ue. “La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come loro (Trump e Putin). Li considero un beneficio per l’umanita’”, ha sottolineato. Per Grillo, la politica estera dell’amministrazione Obama e’ stato “un disastro” e “il sogno del mondo intero” e’ che due “giganti” come Stati Uniti e Russia dialoghino. “Trump sembra moderato, i media hanno deformato il suo punto di vista”. “Ho letto uno dei suoi libri -aggiunge Grillo- nel quale scrive cose sensate sulla necessita’, per esempio, di riportare l’attivita’ economica all’interno degli Stati Uniti”. Anche l’Italia deve adottare misure protezioniste per potenziare il ‘made in Italy’. Quanto all’Unione Europea, “il suo bilancio e’ un fallimento totale. E’ un apparato enorme, con due Parlamenti, a Bruxelles e a Strasburgo, per accontentare i francesi… Sono a favore di un’Europa diversa, in cui ciascuno Stato possa adottare il proprio sistema fiscale e monetario”.

“Nel primo pomeriggio io e Davide Casaleggio abbiamo avuto una Skype call con Nigel Farage, ex leader della delegazione inglese Ukip e presidente del gruppo Efdd. Abbiamo rinnovato l’accordo, rinunciando alla carica della co-presidenza che fino ad oggi e’ stata occupata da David Borrelli”. Lo ha annunciato ieri Beppe Grillo, con un post sul blog. “Fallito l’accordo con il gruppo ALDE – continua Grillo – abbiamo rispettato la volonta’ espressa dalla rete applicando la seconda scelta piu’ votata dai certificati: rimanere nel gruppo Efdd. Smentiamo le false informazioni che circolano da ieri: le carte fatte circolare non ci appartengono, non abbiamo firmato nessun contratto, si tratta di un elenco di punti comuni e di contrasto. Dopo i risultati della votazione e’ scoppiato il caso mediatico. Un intero sistema ha tremato”. E continua: “Verhostadt, che oggi si propone come negoziatore per la Brexit dovrebbe solo vergognarsi, perché da meschino si è piegato alle pressioni dell’establishment. “In Europa per l’Italia” era il nostro slogan per le elezioni del 2014, il nostro programma non cambia di una virgola e non sarebbe cambiato con l’ingresso in un altro gruppo. Dispiace per quei pochi portavoce, che probabilmente non sanno come funziona il Parlamento Europeo, che hanno parlato di “cercare di entrare nell’establishment”. David Borrelli, che ringrazio, ha portato avanti una trattativa per cercare di rendere più efficace la realizzazione del nostro programma, che continueremo a portare avanti in EFDD”.

L’annuncio della clamorosa svolta ‘europeista’, il si’ della Rete, lo schiaffo dei liberali Ue: il M5S ‘battezza’ il suo rientro dalle feste natalizie con 48 ore sull’ottovolante e con la prospettiva fallita di rendere il gruppo Alde la terza forza del Parlamento europeo. Finisce infatti con un nulla di fatto il tentativo di Beppe Grillo e Davide Casaleggio di entrare in un gruppo a loro distante anni luce ma funzionale ad acquisire peso in Europa. Un matrimonio, quello con Guy Verhofstadt, voluto dai vertici pentastellati visto il futuro addio di Ukip a Strasburgo, approvato dalla Rete e, alla fine, bocciato proprio dall’Alde. “L’establishment ci ha fermato”, e’ la sentenza, tra il piccato e l’amaro, di Grillo. E’ una giornata frenetica per il M5S in Italia e a Bruxelles. Una giornata che inizia con la diffusione, sul web, di un pre-accordo datato 4 gennaio nel quale il M5S e Alde si dicono uniti nel riformare l’eurozona e nel potenziare il ruolo del Parlamento Ue. Poi, poco dopo mezzogiorno, arriva il placet della Rete alla proposta di Grillo: il 78,5% (su oltre 40mila iscritti) dice si’ all’ingresso in Alde nelle stesse ore in cui Davide Casaleggio – e non l’ex comico che si limita ad un collegamento video – vola a Bruxelles per incontrare gli eurodeputati. Il vertice serviva al figlio di Gianroberto a spiegare una decisione giunta per tantissimi eurodeputati a sorpresa ma, di fatto, si rivela inutile. Nel pomeriggio, nel gruppo Alde a prevalere e’ la corrente degli anti-M5S. Una corrente capitanata dalla francese Marielle De Sarnez (contraria ad un’alleanza definita “empia”) e che, con il passare delle ore si ingrossa irrimediabilmente. “Rinunciamo all’accordo, non ci sono sufficienti garanzie e restano differenze fondamentali”, annuncia Verhofstadt costretto, nelle prossime ore, a spiegare una mossa che rischia di affossare la sua candidatura alla presidenza del Parlamento Ue. Uno stop, quello di Alde, che innesca la piccata reazione del M5S e di Grillo. “Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima”, tuona il blog del leader M5S mentre Alessandro Di Battista, pur precisando come l’accordo con Alde fosse puramente “tecnico”, sottolinea: “il M5S e’ percepito in Italia e in Ue come un corpo estraneo. Il mio sogno e’ un gruppo autonomo, se andiamo da soli e’ meglio”. E lo stop dell’Alde innesca la reazione, tra lo scherno e l’attacco, di tutti gli altri partiti. “Una farsa, l’operazione svendita dei vertici e’ fallito. Porte aperte ai penstellati delusi”, afferma Matteo Salvini mentre dal Pd si grida al “ridicolo” e, in riferimento ai finanziamenti ai gruppi europarlamentari, si sottolinea: “e’ fallito l’assalto di Grillo al piatto di lenticchie”. “E’ stata evitata una figuraccia europea”, incalza Enrico Zanetti, segretario di Sc, ‘proiezione’ italiana dei liberali Ue. Liberali ai quali, in realta’, non tutti nel M5S avevano strizzato l’occhio mentre dalla base, nonostante il si’ della Rete, era arrivata un’ondata di scetticismo. E, dopo il ‘no’ di Alde, a finire sul banco degli imputati sono Grillo e Casaleggio: “irresponsabili, ora chiedete scusa”, e’ l’urlo degli utenti sul blog.

La politica per alcuni e’ un mestiere, per altri una professione e per altri ancora una missione. Non puo’ essere un hobby, perche’ richiede competenze e sensibilita’ precipue. Beppe Grillo, Casaleggio jr e altri avventori, sono dilettanti allo sbaraglio. La vicenda della richiesta di ingresso del Movimento nel gruppo convintamente europeista dell’Alde, l’aver rinnegato l’euroscetticismo per mera convenienza e l’aver subito il rifiuto dei liberali di Verhofstadt, rivela il pressappochismo e l’inadeguatezza di un movimento che ha consenso ma non una linea politica e benche’ meno una meta.

Continua a far discutere la giravolta di Grillo e del suo movimento sulla Unione Europea. Da una critica netta a Bruxelles al passaggio al gruppo convintanente europeista dell’Alde. “Parafrasando la celebre opera di Pirandello, Grillo e i 5 Stelle sono in cerca d’autore in Europa e provano cosi’ a ripulire un’immagine che negli scorsi giorni si e’ mostrata agli italiani con lineamenti ben chiari, quelli cioe’ della censura. Nella svolta europeista di Grillo non c’e’ nulla di autentico se non il tentativo di provare a non soccombere”. E’ quanto afferma Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.