Isis

Cosi Carlo Jean, ex generale di corpo d’armata e presidente del centro studi di geopolitica economica in una intervista a Il Resto del Carlino. “Subito una azione militare di Stati Uniti e Occidente. Il dialogo interreligioso e’ politically correct, ma la sua efficienza e’ ridotta. I radicalizzati sono pochi ma vogliono un protostato. Social network e web facilitano le affiliazioni: e’ necessario bloccarli. Necessaria una azione offensiva in Iraq e in Siria ma anche in Somalia, Libia, Sinai e Nigeria. Al Qaeda e’ stata distrutta con le offensive”.

Sono almeno venti i civili uccisi, tutti stranieri di cui nove italiani, nell’attacco jihadista in un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Il locale è stato liberato all’alba da un blitz delle forze speciali. “Sono nove le vittime italiane accertate finora”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. “La preoccupazione e l’angoscia di questa notte si sono trasformate in dolore per la morte dei nostri concittadini ed in orrore per l’efferatezza degli assassinii”, ha commentato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha interrotto un viaggio ufficiale per rientrare e rendere omaggio ai familiari delle vittime. Sul terrorismo, il capo dello Stato ha detto: “Occorre un impegno comune per sconfiggerlo”.

Non sembrano placarsi le voci di una recrudescenza degli episodi di terrorismo in terra francese. La concomitanza degli Europei di calcio sembra favorire questa eventualità. A complicare le cose le proteste all’indirizzo del governo da parte delle forze sociali e sindacali, contro la riforma del lavoro che, secondo i suoi detrattori, aumenta la precarietà dei lavoratori. In questo contesto accade che la polizia e l’antiterrorismo francesi vengano allertati dalle autorità belghe per l’arrivo di gruppi di estremisti che hanno lasciato la Siria e che sarebbero diretti in Francia e in Belgio proprio per compiere attentati. Una voce confermata da una fonte del ministero dell’Interno francese. “Sappiamo che la minaccia è molto alta”, ha confermato la fonte spiegando che “stiamo verificando tutti gli elementi”. Anche il portavoce del governo francese Stephane Le Foll ha dichiarato: “Sappiamo che ci sono combattenti che stanno tornando in Europa’ 

Si susseguono in ordine sparso, con periodicità non prevedibile ma regolarità costante, episodi cruenti di terrorismo rivendicati da appartenenti veri o presunti all’Isis, combattenti della Jihad al grido di ‘Allak akbar’, La strage nel locale frequentato da omosessuali, a Orlando, con 50 vittime e decine di feriti, si connota per aver coniugato – nella mente del terrorista – la guerra all’Occidente con l’odio per la diversità: la nostra e quella che noi alimentiamo nei confronti delle minoranze. E’ una nuova maledetta frontiera del terrore islamico. E’ come se volessero confonderci le acque: non sappiamo dove e quando colpiranno e non sappiamo bene quali saranno i loro bersagli. L’obiettivo é unico: creare terrore, sovvertire le nostre abitudini di vita, la nostra sicurezza sociale ed economica, la nostra pace. Non é una guerra quella che hanno dichiarato, ma una guerriglia planetaria, con singoli atti di terrore che producono disorientamento e instabilità. La tesi di Samuel P. Huntington dello scontro delle civiltà (The Clash of civilizations and the remaking of world order – 1996) appare sempre piu’ accreditata ‘ la mia ipotesi é che la fonte del conflitto fondamentale nel nuovo mondo in cui viviamo – spiega Huntington – non sarà sostanzialmente né ideologica né economica. Le grandi divisioni dell’umanità e la fonte di conflitto principale saranno legate alla cultura’. Vogliono minare le nostre libertà e il nostro sistema di diritti. E’ una guerra al nostro modo di essere e alla nostra visione dell’uomo, della società, del mondo. Nessuno può chiamarsi fuori, siamo tutti coinvolti.

E’ accaduto alla periferia di Parigi, illeso il figlio di 3 anni della coppia Parigi. Un uomo, che ha rivendicato la sua appartenenza allo Stato Islamico, ha ucciso a coltellate un funzionario di polizia e la sua compagna prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia. La vicenda si è consumata a Magnanville, nei pressi di Parigi, dove l’assalitore ha prima ucciso il poliziotto e poi fatto irruzione nell’abitazione della coppia, barricandosi all’interno. Un bambino di 3 anni, figlio della coppia, è stato poi ritrovato illeso dalla polizia che ha fatto irruzione nell’abitazione. Testimoni citati dai media francesi hanno riferito che l’assalitore, armato di coltello, avrebbe urlato “Allah Akbar” (Dio è grande), nel momento in cui ha attaccato il funzionario di polizia, che non era in uniforme e si trovava fuori dalla sua abitazione. L’assalitore è poi entrato all’interno della casa prendendo la donna e il bambino in ostaggio. Una riunione di crisi si sta svolgendo intanto questa mattina all’Eliseo in seguito a questo episodio. Alla riunione partecipano il presidente Francois Hollande, il primo ministro Manuel Valls, i ministri degli Interni, Bernard Cazeneuve, e della Giustizia, Jean-Jacques

Il politologo Fareed Zakaria, sul Corriere della Sera, analizza la strage di Orlando, il massacro nel locale gay che ha causato 50 morti e 53 feriti e che é stato rivendicato dall’ Isis ‘é un mix micidiale il radicalismo islamico e l’accesso indiscriminato alle armi, possibile nella maggioranza degli Stati Uniti d’America. L’islamismo punta alla contrapposizione totale. Senza ideologia radicale questo assassino non avrebbe avuto ispirazione, ma senza la possibilità di procurarsi delle armi non avrebbe ottenuto un risultato cosi distruttivo. Non sembra che l’azione sia stata diretta dall’Isis, ma questo ci porta al cuore del problema che abbiamo davanti: piccoli gruppi o addirittura singoli individui (che si ispirano all’Isis) possono infliggere danni tremendi alle nostre comunità’. L’aggressore é stato poi ucciso dagli agenti

L’Isis prende terreno e avanza, in Siria, verso il confine turco. In Iraq, intanto, l’esercito si prepara a marciare su Falluja, circondata nei giorni scorsi. A darne notizia la televisione panaraba Al Arabiya. La decisione è stata presa dopo che le milizie paramilitari lealiste, composte in gran parte da sciiti, hanno accettato di consegnare all’esercito il distretto di Karma, ad est di Falluja, conquistato nei giorni scorsi. Il primo ministro Haidar al Abadi aveva detto che i miliziani sciiti non sarebbero entrati a Falluja, dove la maggioranza della popolazione è sunnita. Le milizie paramilitari, conosciute come Forze di mobilitazione popolare (Al Hashd Al Shaabi), sono state costituite fin dal 2014 in seguito ad una fatwa dell’ayatollah Ali al Sistani, la maggiore autorità religiosa sciita, per combattere lo Stato islamico, che è sunnita. Ma in molte aree del Paese sottratte al ‘Califfato’ sono state accusate di avere commesso atrocità contro la popolazione sunnita accusandola di complicità con l’Isis.