lavoro

Il numero di disoccupati in Spagna a marzo è sceso a 3,42 milioni, raggiungendo “il livello più basso degli ultimi nove anni”, secondo il ministero del Lavoro. Il calo è stato di 47.697 persone rispetto al mese precedente, mentre rispetto a marzo 2017 ci sono 279.766 disoccupati in meno, in flessione del 7,5%. La Spagna, dopo anni di recessione, è cresciuta costantemente dal 2014, ma il tasso di disoccupazione, che al culmine della crisi era prossimo al 28%, rimane il secondo più alto dell’eurozona dopo la Grecia.

“In questi anni di crisi il Paese ha sofferto moltissimo, soprattutto le famiglie più povere. Abbiamo dei segnali positivi nell’economia e nell’occupazione. Ma tutto questo non è ancora sufficiente”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando i dati Istat diffusi oggi e i dati di Bankitalia su povertà e diseguaglianze pubblicati ieri. “L’aumento della povertà ed il livello di disoccupazione soprattutto nel Mezzogiorno rimangono le vere emergenze del Paese di cui deve occuparsi la politica con la collaborazione delle parti sociali”, ha sottolineato Furlan. “Non va mollata la presa. Bisogna continuare a crescere e rendere la crescita funzionale per nuovi posti di lavoro”, ha aggiunto la sindacalista.

“E’ urgente un intervento che dia valore ai minimi salariali contrattuali stipulati da parti rappresentative, a evitare forzature sui perimetri contrattuali che portano sempre di piu’ le imprese a cambiare contratti per pura convenienza e in dumping. In tal modo nessun lavoratore dovra’ restare senza copertura della contrattazione collettiva. Diversamente l’introduzione di un salario minimo rischierebbe di impoverire una quota importante di lavoratori, soprattutto nei settori a basso valore aggiunto, finendo per sostituirsi ai contratti nazionali, che ormai, in larga misura, oltre al salario garantiscono coperture previdenziali e sanitarie”. Queste le proposte della Cisl contenute in un documento presentato al mondo politico in vista delle elezioni del 4 marzo. “In Italia, oltre a dare valore universale ai minimi contrattuali, serve sostenere una politica salariale che punti a massimizzare il valore del lavoro e che, oltre ai minimi, misuri produttivita’, efficienza e competenze per riconoscere piu’ alte retribuzioni”, spiega il sindacato.

“Il tema non e’ distruggere quello che abbiamo fatto ma definire in maniera stabile la decontribuzione, come abbiamo fatto con la legge di stabilita’ ultima, appena approvata dal primo di gennaio 2018”. Cosi’ il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina (vicesegretario del Partito Democratico), ad Agora’ su Rai Tre, interviene sulla possibilita’ di introdurre delle modifiche al jobs act. “Abbiamo attivato una serie di misure che abbattono il costo del lavoro, in particolare per chi assume giovani stabilmente. Ecco – prosegue -, continuare a lavorare ad esempio su questione generazionale, giovanile in primis e di genere, in particolare affrontando il tema del lavoro femminile. Noi per primi ci poniamo il grande tema della lotta alla precarieta’, quindi del superamento di tutte quelle forme troppo precarie di lavoro che si sono generate negli anni”.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla legge di bilancio. La manovra contiene misure per sostenere la crescita e il lavoro giovanile. In particolare, si prevede per le assunzioni di giovani una decontribuzione fino al 50% per tre anni, che sale al 100% al Sud.
“Si tratta di una manovra snella, utile per la nostra economia”, ha detto il premier Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
“Sarà un bilancio utile per sostenere il percorso della crescita e proseguire nel percorso di stabilizzazione finanziaria del nostro Paese”, ha aggiunto il premier.

“Come radicali abbiamo sempre fatto e stiamo facendo battaglie per i diritti e l’emancipazione. Oggi la preoccupazione principale per tanti italiani e’ il lavoro, inteso non solo come mantenimento, ma anche come realizzazione di se’. Tutti sappiamo che il lavoro di domani sara’ diverso da quello di oggi, ma nessuno sa ancora esattamente come cambiera’”. Lo scrive Emma Bonino, presentando l’evento che si terra’ agli Studios di Cinecitta’, sabato 14 ottobre, per iniziativa di Movimenta, associazione politica che si propone di sostenere Radicali Italiani con iniziative e proposte su temi economici e sociali: Movimenta – si legge in una nota – ritiene sia necessario assicurare a tutti una nuova forma di emancipazione, mettendo al centro il lavoro e una nuova organizzazione della societa’. “Movimenta – afferma Bonino, che partecipera’ all’iniziativa – rappresenta una novita’ molto importante per i radicali e per tanti cittadini, magari delusi, che sono rimasti lontano dalla politica ma sentono oggi il bisogno di impegnarsi”. “L’impegno di Movimenta e’ significativo per Radicali Italiani”, dichiara Riccardo Magi. “Ci aiuta a crescere e a sviluppare iniziative su temi centrali nel dibattito politico di oggi, e ci rafforza anche nella proiezione europea, considerate le storie personali di molti dei soci dell’associazione. La nascita di Movimenta e’ un segnale chiaro che la politica radicale mantiene il suo tratto distintivo, tra partiti che nascono o mutano pelle ogni pochi anni e in un mondo in cui tutto sembra avere la capacita’ di resistere al tempo pari a quella di un like su Facebook”. “Viviamo un momento storico molto particolare, in cui e’ in gioco lo sviluppo o il declino di tutto un Paese, e vogliamo esserci, per provare a fare la nostra parte ed avere impatto”, dice Alessandro Fusacchia, segretario di Movimenta. “Impegnarsi in politica non e’ particolarmente pop di questi tempi, ma non possiamo continuare a permettere che cosi’ tante opportunita’ – anzitutto per i giovani – vengano sprecate per ignavia, incapacita’ o, ancora peggio, per interessi personali di chi non governa”. I temi di cui sabato discuteranno 12 gruppi di lavoro sono visibili all’indirizzo http://www.movimenta.info/diritti-alle-opportunita

“Anche in Sicilia vale cio’ che abbiamo proposto per tutto il Paese. Bisogna che si realizzi un grande patto sociale, tra chi rappresenta il lavoro, le associazioni datoriali e quelle sindacali, e chi governa a tutti i livelli, dalle citta’ alla Regione”. Lo ha detto la leader della Cisl, Annamaria Furlan, parlando con i giornalisti a Palermo. “I problemi sono tanti e tali che nessuno puo’ farcela da solo – ha aggiunto a margine del congresso generale del sindacato che eleggera’ il nuovo segretario della Cisl Palermo Trapani -. Fare le cose insieme, quindi, credo sia assolutamente la scelta strategica su cui deve investire anche questa regione”.

“La Sicilia si cambia con un programma serio portato avanti da persone perbene: questo è quello che sta facendo il MoVimento 5 Stelle. La priorità del nostro candidato governatore Giancarlo Cancelleri è giustamente quella del lavoro. I dati sulla disoccupazione, soprattutto giovanile, dimostrano il disastro che centro, destra e sinistra hanno fatto nell’Isola, disossata in maniera vergognosa dai partiti. Con il MoVimento 5 Stelle si può finalmente voltare pagina”. Lo afferma Giulia Grillo, deputata dell’M5S.

“L’esultanza davvero mal riposta del Governo per i dati Istat sul lavoro, dimostra l’incapacita’ di leggere la drammatica situazione in cui versa il Paese e una visione propagandistica della politica che allontana sempre di piu’ la gente dalle Istituzioni”. Cosi’ Renata Polverini, deputata di Fi e responsabile del Dipartimento Lavoro del partito. “La percentuale di contratti a tempo indeterminato, e’ a livelli di diluizione omeopatici rispetto a quelli a tempo determinato, cioe’ precari, e a migliorare il dato complessivo concorre la sfiducia nella ricerca del posto piuttosto che un reale incremento delle opportunita’ di trovarlo. Siamo la nazione con il numero minore di donne che lavorano e – aggiunge -, complessivamente con uno dei tassi di occupazione piu’ bassi d’Europa. Gentiloni e Poletti guardano all’albero dello zero virgola in piu’ invece che al bosco del 35% dei giovani senza lavoro e con queste valutazioni cosi’ lontane dalla realta’ sara’ necessario tutto l’impegno di Forza Italia per dare un indirizzo preciso alla prossima legge di bilancio”, conclude Polverini.

“Nella legge di stabilità, che andrà presto in discussione, devono cambiare tante cose per quanto riguarda le politiche industriali e di sviluppo, le pensioni, gli ammortizzatori sociali. Rischiamo altrimenti che il nostro paese colga male e con ritardo i segnali di ripresa che si stanno manifestando in Europa”. Lo ha detto il segretario confederale nazionale Cgil, Maurizio Landini, intervenendo a Palermo al direttivo della Cgil Sicilia. Landini ha aggiunto che “interventi come il Jobs act e i finanziamenti a pioggia alle imprese senza il vincolo di reinvestire nel territorio hanno dimostrato la loro inefficacia. In circa 4 anni- ha specificato Landini- sono stati distribuiti con sistemi di decontribuzione 40 miliardi, con risultati insoddisfacenti sotto il profilo dello sviluppo e dell’incremento dell’occupazione. Ecco perché oggi contestiamo anche l’ipotesi di decontribuzione alle aziende che assumono giovani, perché non servirà a migliorare il quadro occupazionale generale e neanche quello giovanile”.
A proposito della ripresa testata dall’Istat Landini ha rilevato “quanto questa non riguardi il Mezzogiorno, i giovani e neanche la fascia tra i 35 e i 50 anni, contraddizione- ha detto- indicativa dell’inefficacia delle politiche nazionali dell’occupazione”. Landini ha invocato un “cambio di rotta mettendo in campo una visione di sistema e piani straordinari di investimenti pubblici e privati per la qualità e la sostenibilità ambientale dei sistemi di produzione in direzione di filiere prioritarie quali ad esempio la mobilità, l’energia, l’agroalimentare, i servizi pubblici ma anche per le manutenzioni del territorio, quanto mai indispensabili come dimostrano i fatti drammatici di questi giorni”. E ha ancora detto che “senza un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali si rischiano l’aumento della precarietà, nuovi licenziamenti in un quadro incerto per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali che rischiano di finire, mentre con il jobs act i licenziamenti oggi costano meno della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà, cosa che va cambiata”. Per Landini “le scelte compiute in materia di industria 4.0 sono invece una novità positiva. Esse vanno ora finalizzate- ha sottolineato- e accompagnate con un piano straordinario di formazione permanente rivolto a tutte le persone che lavorano”. In tema di pensioni, i il segretario Cgil ha sostenuto che “è necessaria una modifica della riforma Fornero, impedendo l’innalzamento ulteriore dell’età pensionistica, riconoscendo il lavoro di cura e la gravosità dei lavori, rendendo flessibile l’uscita, garantendo una pensione pubblica dignitosa per le giovani generazioni”.