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Può sembrare anacronistico o retorico parlare di questione meridionale, oggi, nel 2021. La realtà ci dice invece che non lo é affatto e che tutti i mali, le inefficienze, i disservizi, le lacune, le ineguaglianze, che hanno contraddistinto le argomentazioni a favore di una questione meridionale, permangono. Il gap tra i territori del Mezzogiorno e quelli del centro-nord sono ben visibili e riguardano le infrastrutture materiali, ossia le strade, il sistema ferroviario, quello portuale. Gli investimenti che interessano le regioni del Nord sono ben diversi rispetto a quelli delle regioni del Sud e non solo per quanto attiene la loro consistenza ma anche se si considera la loro tipologia. E’ vero che non esiste una sola Italia ma almeno due. Al netto delle questioni storiche come quella della criminalità organizzata e di una certa politica evanescente nel Mezzogiorno, afflitto negli anni passati da clientelismo e assistenzialismo, oggi l’attenzione politica dello Stato e quella dell’Unione Europea nei confronti del Meridione d’Italia si rivela scarsa e quindi poco efficace. E’ mancato e manca tuttora un disegno complessivo, una visione di sviluppo nel rispetto delle vocazioni e delle specificità territoriali. Manca una strategia che restituisca energia e vitalità a province in cui si avverte l’assenza e il silenzio dello Stato in termini di risposta ai mali cronici della disoccupazione, della insicurezza sociale, di un welfare inadeguato. Il sistema imprenditoriale lamenta inoltra l’esiguità di investimenti in grado di riportare ad un livello minimo la competitività e l’attrattività di intere zone. Riuscirà il governo di Mario Draghi a invertire la rotta e riunire l’Italia?. E’ una delle sfide a cui é chiamato e non é tra le più semplici.

L’eta’ media della popolazione in Italia passera’ dagli attuali 44,9 a oltre 50 anni nel 2065. Considerando che l’intervallo di confidenza finale varia tra 47,9 e 52,7 anni, il processo di invecchiamento della popolazione e’ da ritenersi certo e intenso. Lo ha certificato l’Istat mel suo rapporto sul futuro demografico del paese pubblicato oggi. Parte del processo di invecchiamento in divenire e’ spiegato dal transito delle coorti del baby boom (1961-76) tra la tarda eta’ attiva (39-64 anni) e l’eta’ senile (65 e piu’). Si prevede un picco di invecchiamento che colpira’ l’Italia nel 2045-50, quando si riscontrera’ una quota di ultrasessantacinquenni vicina al 34%.

“Romano Prodi e’ rispuntato fuori dopo l’estate e ha iniziato a dispensare consigli su ius soli, banche e debito pubblico. Forse il Professore e’ alla ricerca di qualche poltrona in vista delle elezioni? All’ex leader dell’Ulivo non e’ bastato governare l’Italia con il solo motto ‘tasse, tasse, tasse’, ora vuole dettare l’agenda di una politica che ha abbandonato da tempo. Prodi dice che sullo ius soli serve un lavoro pedagogico e che puo’ essere approvato dopo la finanziaria. Come al solito la sinistra elitaria non capisce le priorita’ del Paese e si candida a educare il mondo secondo le sue regole buoniste e radical chic. Poi affronta il tema banche e sostiene che una commissione d’indagine sulle crisi bancarie fara’ solo male al Paese. Vorrei ricordare al Professore che ‘Paese’ non e’ sinonimo di ‘Partito Democratico’ e che il partito che coincide con lo Stato c’e’ nei regimi totalitari, non in democrazia. Posizioni e contraddizioni che confermano l’abisso umano e politico tra lui e il presidente Berlusconi”. Lo afferma Daniela Santanche’

“Purtroppo l’Italia e’ ancora divisa in due. I dati dell’economia sono impressionati: cresciamo, con dati alti al nord, il problema e’ che ci sono due Italie: un nord veloce e il mezzogiorno lento. Ma in Sicilia ci sono tutte le condizioni per ripartire”. Lo ha detto Matteo Renzi presentando a Taormina il candidato governatore Fabrizio Micari. “In Italia – ha aggiunto – c’e’la ripresa e si vede, ma c’e’chi deve rinunciare a polemiche e lamenti e invece andare avanti”.Tutto cio’ che accade in Sicilia e’ importante per l’Italia, ma non permettete a qualche politico nazionale di trattarvi da cavia. In Sicilia in ballo c’e’ il governo dei prossimi 5 anni della vostra terra. Se qualche politico e commentatore della stampa usa le elezioni regionali come test nazionale commette un errore fa del male ai siciliani”. Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi presentando a Taormina il candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Fabrizio Micari. “Dobbiamo pensare al futuro, al lavoro – ha aggiunto Renzi – e alle aree di sviluppo come l’agricoltura e oggi – ha detto scherzando sulla pioggia caduta su Taormina – ci siamo portati avanti portando l’acqua”.