sisma

Il sisma che si è verificato alle 3.36 con epicentro ad Accumoli è stato caratterizzato da una magnitudo pari a 6.0 della Scala Richter, con una magnitudo momento coincidente, pari a 6.0 anch’essa, mentre quello che colpì L’Aquila nel 2009 ebbe una magnitudo Richter inferiore a 6 con una magnitudo momento stimata tra 6.2 e 6.3. Per questo il sisma del reatino “è stato più piccolo di quello dell’Aquila di circa la metà”, anche se ulteriori stime arriveranno presto. Lo ha spiegato Alessandro Amato, sismologo dell’Ingv, nel corso della conferenza stampa organizzata dall’Istituto di geofisica e vulcanologia. Per quanto riguarda la tipologia del sisma “è analogo a quello dell’Aquila del 2009 e a quello di Colfiorito del 1997”, ha specificato Amato. “Questo terremoto si può considerare il gemello di quello avvenuto nella stessa zona nel 1639 che è l’antenato di quello attuale”, ha aggiunto Daniela Pantosti, sismologa dell’unità di crisi Ingv.

“Questo è il momento delle lacrime, della preghiera, del rispetto”, sottolinea, dicendosi orgoglioso dei centinaia di soccorritori che operano sin dalla notte e che, ad Amatrice, incontra nel palazzetto dello sport adibito a centrale operativa d’emergenza. Da domani, invece, si potrà cominciare a parlare del post-sisma, aggiunge Renzi promettendo una ricostruzione “che permetta agli abitanti di ripartire, di vivere questi borghi così belli”. E’ “una sfida di credibilità e onore”, rimarca Renzi facendo intendere la volontà di non seguire l’esempio delle New Town aquilane. Esempio che, da Arquata del Tronto, la presidente della Camera Laura Boldrini boccia nettamente: “La filosofia delle New Town porta tante disfunzioni”. Domani, invece, sarà il giorno dei primi provvedimenti. Il Mef si sta muovendo per varare un decreto emergenze che sospenda i versamenti tributari e contributivi per i terremotati. Il decreto fu già messo in campo per il sisma dell’Emilia e, fanno sapere da via XX Settembre, necessita dell’individuazione dei Comuni per cui è in vigore lo stato di emergenza. Decisione che, domani, il Cdm prenderà. C’è poi la questione dei fondi per la “lunga” gestione dell’emergenza. Di certo sarà coinvolta l’Ue e il Fondo di Solidarietà che Bruxelles attiva entro 12 settimane dal disastro e che è diretto alle operazioni di emergenza: dal ripristino delle infrastrutture all’assistenza agli sfollati. Ma per la partita della ricostruzione al governo serviranno diverse, e ulteriori, centinaia di milioni.

“Non si può escludere che ci siano ancora sopravvissuti sotto le macerie, il tempo ci consente di sperare”. Lo ha detto questa mattina il portavoce dei Vigili del Fuoco, Luca Cari, ai microfoni di RaiNews 24, parlando da Amatrice uno dei paesi colpiti dal terremoto di ieri notte. “E’ un lavoro molto difficile quello che stiamo facendo: si tratta di entrare tra le macerie rimuovendo parti importanti delle strutture crollate, abbiamo le attrezzature per farlo, ma è un lavoro lungo e difficoltoso”, ha aggiunto Cari sottolineando che tutte le squadre dei Vigili del Fuoco, con 880 uomini, sono al lavoro.

E’ di oltre 200 morti il bilancio del terremoto che ha colpito il centro Italia, devastando una serie di centri tra Lazio, Umbria e Marche. Lo ha comunicato il dipartimento della Protezione civile. Le vittime sono 190 nel Reatino e 57 nell’Ascolano. Il dato, provvisorio, potrebbe crescere perché si scava ancora sotto le macerie. Una scossa di magnitudo 4.5 è stata avvertita alle 5:17 nelle Marche e nel Lazio. Prima notte in tenda per le popolazioni colpite dal sisma. Migliaia gli sfollati. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto nei luoghi colpiti dal sisma, ha detto: “non lasceremo nessuno da solo”, annunciando lo stato di emergenza e provvedimenti in Consiglio dei ministri. Aiuti sono stati offerti dagli Stati Uniti e dalla Russia.