sisma

“Confermiamo che non ci risultano vittime, abbiamo circa una ventina di feriti, alcuni dei quali in codice giallo”, lo ha detto il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, a Rieti a circa quattro ore dalla scossa di magnitudo 6.5 che oggi ha colpito le province di Perugia e Macerata. Ed ha aggiunto: “confermiamo tutte le criticità dal punto di vista dei crolli, sia nelle aree storiche centrali, dell’epicentro, ma anche al di fuori di queste”. Il capo della Protezione civile in conferenza stampa ha affermato: “E’ dal 1980 che non ci confrontiamo con un sisma di questa magnitudo”. Curcio ha dichiarato che si stanno “potenziando le strutture ricettive gia’ messe in piedi nelle zone colpite, continueremo in questo modo”. La scossa di magnitudo 6.5 si è verificata in Umbria, epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita fortissima in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. ‘E ‘ crollato tutto, vedo colonne di fumo, e’ un disastro, in disastro!”, ha detto il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi dopo l’ultima forte scossa. “E’ venuto tutto giù, ormai non ci stanno più i paesi”, così il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l’ultima scossa. Per fortuna che erano zone rosse. La poca gente che è rimasta è scesa in strada. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo”.

Dopo le migliaia di scosse registrate dal 24 agosto scorso era possibile ipotizzare che si verificassero nuovi terremoti. A sostenerlo è Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione Civile e presidente emerito della Commissione Grandi Rischi intervenuto a Radio1 Rai. “Quelle scosse hanno attivato faglie attigue, una in particolare, che era stata silente durante il sisma di Amatrice, e’ come si fosse improvvisamente svegliata”, ha osservato Zamberletti. La commissione si e’ riunita per fare il punto sul nuovo sisma del 26 ottobre che ha colpito l’Italia centrale . “Nel disastro di questi giorni- ha detto Zamberletti- conservo la piccola soddisfazione di vedere che la macchina dei soccorsi, attraverso il sistema della protezione civile da noi inventato dopo i terremoti del Friuli e dell’Irpinia, funziona in maniera eccezionale. Lo dimostra anche il fatto che il Parlamento europeo, un anno fa, lo abbia individuato come modello di riferimento per la protezione civile europea”.

Uno stillicidio: 530 scosse, migliaia di sfollati. L’area compresa tra Perugia e Macerata sotto scacco. Bersaglio di continue scosse sismiche che distruggono le case, le chiese, la tenuta psicologica dei residenti, ma non la speranza e la voglia di futuro. Che strano Paese e’ il nostro! Lacerato socialmente ed economicamente, pervaso da odi e rancori, e poi miracolosamente unito nelle difficolta’ e nelle tragedie. Noi siamo le nostre case, le nostre vie, le nostre piazze. L’Italia dei mille paesaggi e territori. Una identita’, un racconto, una tradizione. Un Paese che non ha piu’ fiducia nella politica ma che ritrova la propria immagine nello spontaneismo del volontariato e degli operatori dell’assistenza. Perche’ l’Italia e’ Nord e Sud, e’ Goro e Lampedusa, sono gli aiuti agli sfollati e l’abbraccio ai migranti ad un passo dalla morte, ma anche le grida razziste di populismi stupidi e arroganti. L’Italia migliore e’ quella che si rimbocca le maniche e getta il cuore oltre l’ostacolo. L’Italia peggiore e’ quella che si insulta e si dilania su un referendum costituzionale. Dimenticando che si e’ uno Stato sempre, o non lo si e’, Stato, mai.

Chiarire entro giovedi’ prossimo a quanto ammontano le “spese eccezionali” per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perche’ le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) si scostano in modo cosi’ “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera. Queste le principali richieste avanzate dalla Commissione europea all’Italia nella lettera che i commissari per l’euro e gli affari economici, Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici hanno inviato oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arrivera’ un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che ?il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017? e’ ?negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o piu’ raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessita’ di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali e’ stata riconosciuta una flessibilita’ addizionale per il 2016?. Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles e’ al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp. Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi – Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania – per i quali e’ stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilita’ e dell’obiettivo di bilancio a medio termine. La Commissione Ue ?intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale? del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e ?i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza? nel corso del processo di valutazione in atto. La comunicazione ricevuta da Bruxelles e’ ?assolutamente normale?, e’ stato la prima reazione di Padoan, secondo il quale ?la manovra sara’ mantenuta?. Anche perche’, ha spiegato durante la registrazione del programma “Politics”, senza le spese per terremoti e migranti ?il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima?. Dal canto suo il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, ha paventato la possibilita’ di qualche limitata correzione. ?Piccoli ritocchi possono essere sempre possibili – ha detto – grandi stravolgimenti no?. Un invito a non drammatizzare la dialettica in corso tra Roma e Bruxelles e’ stato lanciato anche dal presidente del gruppo dei socialdemocratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, secondo il quale si sta facendo ?molto clamore per poco. Sono sicuro – ha aggiunto – che alla fine si trovera’ un accordo’

“Approvato stamattina il decreto legge terremoto. Avevamo promesso. Non vi lasceremo soli. E cosi’ faremo. Tutti insieme”. E’ il messaggio del presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter al termine del Consiglio dei ministri in cui è stato dato il via libera al provvedimento per gli interventi urgenti nelle zone del centro Italia colpite dal sisma il 24 agosto scorso. Oggi Renzi si recherà nei luoghi del terremoto, insieme al commissario per la Ricostruzione Vasco Errani e al capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. Ad annunciarlo è stato il premier nella sua consueta eNews.

“Per la prima volta nella storia della gestione dei terremoti in Italia l’emergenza e la ricostruzione viaggeranno in contemporanea, in modo tale da ridurre ancora di più i tempi”: a dirlo è stato Vasco Errani, commissario per la ricostruzione, nel corso della sua visita a Norcia, uno dei centri umbri più colpiti dal sisma. “Per ora – ha sottolineato Errani – stiamo già lavorando alla definizione del decreto legislativo per la ricostruzione, mentre la Protezione civile continuerà a gestire l’emergenza. Infine al più presto partiranno le verifiche di stabilità degli immobili, indispensabili per poter avere un numero esatto dei cittadini ai quali dovremo garantire assistenza”. Il commissario per la ricostruzione post-terremoto Vasco Errani è oggi in Umbria per una ricognizione delle zone colpite dal terremoto. Al centro funzionale della Protezione Civile di Foligno, Errani è stato accolto dalla presidente della Regione Catiuscia Marini e dal prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro. Ha quindi tenuto una prima riunione operativa con la Protezione Civile.

“La vera calamità in Italia sono gli enti locali”. Così l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Spiega in una intervista a Libero: “Rallentano la distribuzione dei fondi per la messa in sicurezza. E poi le case crollano”. Per Bertolaso la soluzione è “affidare ad un soggetto unico come un Authority la gestione diretta dell’’attività di prevenzione su tutto il territorio nazionale”. Dice l’ex numero uno della Protezione civile: “Il terremoto è un fenomeno naturale”, ma se è difficile prevederlo, “si conosce il rischio sismico in Italia”. La zona rossa “è ben marcata” e con una “adeguata prevenzione tante vittime si potevano evitare”.

“Bisogna ricostruire le zone colpite dal terremoto in armonia con le Regioni, le amministrazioni comunali e le popolazioni. Prendiamo un impegno, sanciamo un patto tra istituzioni e cittadini italiani: affrontiamo una volta per tutte la messa in sicurezza del territorio. Non si puo’ fare in un giorno, bisogna avere una visione di medio-lungo periodo. E’ necessario un accordo tra governo e Regioni della durata di un paio di legislature, a prescindere da quale parte politica abbia la maggioranza. Servono risorse, organizzazione, trasparenza, efficienza. Le principali emergenze sono il consolidamento antisismico degli immobili pubblici e privati e quello del territorio, martoriato dal dissesto idrogeologico”. Lo scrive nel suo blog il senatore del Pd Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche dell’Unione Europea. “Adesso e’ doveroso gestire al meglio la fase dell’emergenza: gli italiani si stanno dimostrando ancora una volta persone solidali. Proliferano iniziative di raccolta fondi, donazioni di sangue. La Protezione Civile e’ in campo con l’efficienza ormai acquisita: con i Vigili del fuoco, i settori specializzati dei Carabinieri e dell’Esercito, con i volontari che rappresentano una ricchezza preziosa del nostro Paese, per i valori di una solidarieta’ praticata con coerenza, concretezza, continuita’”.

“I rischi di infiltrazione sono sempre alti. La ricostruzione post terremoto e’ storicamente il boccone ghiotto di consorterie criminali e comitati d’affari collusi. Pero’ va detto che abbiamo alle spalle gruppi di contrasto consolidati, esperienza, attivita’ importanti. E abbiamo il modello dell’Aquila, che ha funzionato. Siamo pronti”. Intervistato da Repubblica, il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti assicura: “Non si ripetera’ lo scandalo dell’Irpinia”. “Dietro quelle migliaia di morti c’erano la selvaggia cementificazione e gli affari dei clan: all’inizio individuammo i Nuvoletta”, ricorda Roberti, giudice istruttore a Sant’Angelo dei Lombardi all’epoca del terremoto dell’Irpinia del 1980. “Senza voler minimamente affrettare giudizi, vedo che anche qui nel 2016 sono tanti gli edifici sbriciolati, anche pubblici. Troppi. L’esperienza e le acquisizioni scientifiche e giudiziarie ci dicono che se una casa e’ costruita bene, se sono state rispettate le norme antisismiche, di fronte a un evento drammatico quel corpo di fabbrica puo’ lesionarsi, incrinarsi, ma non puo’ polverizzarsi e implodere. Ecco perche’, senza azzardare previsioni, immagino ci sia molto da approfondire”. Nell’indagine sulla ricostruzione post-terremoto, da pm a Napoli, “ritrovammo le stesse magagne, gli stessi imbrogli. Addirittura imparammo a distinguere il calcestruzzo ‘gettato’ da quello ‘pompato’. Le imprese legate ai clan di camorra impiegavano il primo, piu’ scadente e meno sicuro, ma registravano di aver usato il secondo, piu’ sicuro e compatto”, racconta Roberti. Nell’intervista il procuratore spiega perche’ ha detto che “non basta l’Anac”: “L’Anticorruzione fa bene il suo lavoro di prevenzione della corruzione, nella acquisizione e gestione degli appalti, mentre la procura nazionale svolge il suo monitoraggio sugli eventuali collegamenti mafiosi delle imprese che concorrono agli appalti”.

“Bisogna assolutamente completare la cartografia geologica del Paese che incredibilmente e’ ferma da anni, riqualificare tutti i segmenti della filiera delle costruzioni al fine di costituire sempre processi che consentano la realizzazione, manutenzione, ristrutturazione di opere ed edifici sicuri e belli, con controlli, sia in fase di progettazione che esecuzione, piu’ efficaci. E’ necessario aggiornare i Piani di Protezione civile, informare i cittadini sui rischi geologici ed investire nell’educazione sui temi geologici ed ambientali, partendo dalla scuola primaria”. Lo dice Arcangelo Francesco Violo, segretario del Consiglio Nazionale dei geologi. “Risulta assolutamente urgente istituire il Fascicolo del Fabbricato e completare gli studi di microzonazione sismica su tutto il territorio italiano che devono essere recepiti dai Piani Urbanistici e Territoriali. Queste sono le attivita’ da compiere per mitigare il rischio sismico in Italia. Abbiamo le conoscenze scientifiche e tecniche per attuare una seria politica di prevenzione dai rischi geologici – ha concluso Violo – si tratta di dare vita ad un Piano Nazionale Straordinario di messa in sicurezza”.