terrorismo

I drammatici episodi di terrorismo internazionale condizionano quest’anno la scelta delle vacanze estive di quasi quattro italiani su dieci (38%) che hanno scelto di mettersi in viaggio. Lo rileva una analisi Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia che ad essere più preoccupati sono gli over 35 anni. “Il risultato – sottolinea la Coldiretti – è che la grande maggioranza degli italiani privilegia la permanenza in Italia, anche se non manca chi coglie l’occasione delle vacanze per varcare i confini magari scegliendo più attentamente i luoghi di villeggiatura”. Dei 38 milioni di italiani (+9%) che hanno scelto di andare in vacanza questa estate ben il 78%, precisa la Coldiretti, resta in Italia mentre appena il 2% in Africa, la percentuale più bassa tra i Paesi extracomunitari. L’abbandono di mete considerate pericolose riguarda il turismo internazionale nel suo complesso con la Turchia, la Tunisia, l’Egitto. I mesi di agosto,luglio, settembre e giugno, sono quelli preferiti per le partenze. La durata media della vacanza e’ di 11,2 giorni ma per quasi un turista italiano su quattro e’ compresa tra 1 e 2 settimane.

E’ da escludere una rapida conclusione della crisi tra il Qatar e i Paesi arabi che hanno introdotto misure contro l’emirato accusato di sostenere e finanziare il “terrorismo”. Ne è convinto il sottosegretario agli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Amwar Gargash. “La realtà è siamo assolutamente lontani da una soluzione politica che comporti un cambiamento da parte del Qatar e – scrive su Twitter Gargash – alla luce di questo nulla cambierà e bisogna pensare a un tipo diverso di rapporto”. In una serie di tweet, Gargash difende la decisione di di Emirati, Arabia Saudita, Bahrain ed Egitto, parla di “scelte sovrane che ciascuna delle parti eserciterà secondo i propri interessi nazionali” e torna a denunciare un contesto segnato da mancanza di “fiducia”. “Ritengo che la crisi, dopo il clamore iniziale che la ha accompagnata, si stia orientando verso una fase di ‘fuoco lento’ – aggiunge Gargash – Giorno dopo giorno vediamo che il Qatar non crede di avere bisogno di cambiare il suo comportamento”. La serie di tweet sembra confermare l’assenza di risultati all’indomani della conclusione della missione del segretario di Stato Usa Rex Tillerson nel Golfo.

Un richiedente asilo iracheno di 29 anni è stato arrestato dalla Polizia per terrorismo. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe fatto propaganda per l’Isis istigando alcuni inquilini del centro Sprar di Crotone a entrare a far parte del sedicente Stato islamico e a compiere atti violenti. Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, sono state condotte dai poliziotti della Digos di Crotone. L’Iracheno è accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere. In una telefonata alla sorella, intercettata dalla Digos, l’uomo dice che non c’è bisogno di andare in Iraq o in Siria per fare il jihad: si può anche rimanere in Italia, “per redimere gli infedeli”, ai quali va “tagliata la gola”.

Sul terrorismo si trova l’accordo, sul commercio sarebbero stati individuati punti in comune, ma sul clima la discussione è ancora aperta perchè gli Stati Uniti non hanno ancora trovato una soluzione al dibattito interno sulla possibilità di ritirarsi dall’accordo di Parigi. E’ questa in sintesi la prima giornata dei lavori del G7 iniziato ieri a Taormina. I 7 ‘grandi’ del mondo hanno firmato un documento in cui si impegnano ad azioni forti contro il terrorismo, ponendo molta attenzione anche a misure per impedire la diffusione sul web delle idee che incitano alla violenza. La dichiarazione, ribadisce l’impegno per la sicurezza dei cittadini e la difesa dei valori e del modo di vivere dell’Occidente. “Credo sia molto importante aver dato subito un segnale di grande impegno e di unità del G7 contro il terrorismo violento”, ha detto il premier Paolo Gentiloni che sul clima ha definito invece la questione “sospesa” per via della “riflessione interna” degli Usa.

Oggi a Taormina inizia il vertice del G7 che riunisce i capi di Stato e dei governi che hanno più più peso economico e politico nel mondo, oltre a Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, presidenti della Commissione e del Consiglio europeo. La cerimonia di inaugurazione è prevista alle 11,30. Nella località siciliana quattro dei sette leader (Gentiloni, May, Trump, Macron) parteciperanno al vertice per la prima volta. Tanti i temi in agenda: dal terrorismo al commercio, dal clima all’immigrazione, fino alla cyber security. L’Italia con la presidenza di turno del premier Paolo Gentiloni proporrà l’adozione di una dichiarazione contro il terrorismo e l’estremismo violento e metterà al centro dei lavori anche lo sviluppo economico dell’Africa, progetto fondamentale per limitare il flusso di migranti diretti in Europa. Tema che si affronterà con i leader di Etiopia, Kenya, Nigeria, Niger e Tunisia, oltre ai rappresentanti di associazioni e banche invitati al vertice.

La Polizia è alla ricerca di possibili complici dell’attentatore suicida Salman Abedi, indicato come autore dell’attacco terroristico all’Arena di Manchester. Un uomo è stato arrestato nella citta’ di Nuneaton a Warwickshire, in Inghilterra. A finire in manette anche il padre e il fratello minore di Salman Abedi. La polizia di Manchester ha fermato 6 persone ed ha detto di aver rilasciato una donna che era stata arrestata nella zona nord della citta’ di Blackley. “Le ricerche sono collegate al terribile attacco di lunedi’ all’Arena di Manchester – ha dichiarato la polizia – Si tratta di un’indagine in rapido movimento”.

“Terrorismo, immigrazione e disoccupazione giovanile: sono le tre grandi sfide che l’Europa deve affrontare e le priorita’ del mio mandato da presidente del Parlamento Europeo”. Cosi’ ha esordito Antonio Tajani all’incontro organizzato questa mattina a Cuneo da Confindustria Cuneo, Unioncamere Piemonte e Camera di Commercio di Cuneo. “Ovviamente la lotta al terrorismo e quella all’immigrazione clandestina non sono sfide alla portata della sola Italia – ha detto Tajani -. Occorre avere strategia europea per risolvere il problema a monte: dobbiamo andare in Africa a chiudere i flussi e sfruttare la diplomazia economica per stabilizzare i territori a sud del Sahara”. “Il terrorismo – ha rimarcato – poi crea instabilita’ e paura. Serve collaborare tra forze di polizia, intelligence e magistratura ma anche fare molta attenzione ai Balcani dove si stanno concentrando tanti foreign fighters. Infine occorre puntare sulle imprese per costruire occupazione. L’Italia non cresce come crescono gli altri paesi; serve politica industriale a sostegno delle imprese e dell’economia reale”.

“Saremo piu’ poveri fuori dall’Europa, non riusciremo ad affrontare temi importanti come quello dell’immigrazione e del terrorismo”. Lo ha detto Stefano Parisi, ieri a Rovigo per la presentazione del movimento ‘Energie per l’Italia’. Durante il suo intervento, riguardo alla legge elettorale, Parisi ha detto di essere “favorevole alla soglia di sbarramento al 5%”, perché “convinto che serva una legge che dia stabilita’ al Paese”. Ed ha aggiunto: “Personalmente ho in mente il modello tedesco, proporzionale che e’ quello che potrebbe salvare l’Italia”.

‘Il terrorismo si è trasformato nell’arma sistematica di una guerra che non conosce confini o raramente ha un volto’. E’ il pensiero di Jacques Chirac, ex presidente della Repubblica Francese. Nulla di più vero. La convivenza impossibile con il regime della paura che il ‘terrore’ vuole instaurare é già una vittoria di chi, per ragioni economiche, religiose, politiche e di potere, vuole toglierci ciò che di più importante possediamo: la libertà e la sicurezza. L’attentato di San Pietroburgo, con i suoi 14 morti e con le decine di feriti, non sarà l’ultimo. Altri agguati, altro sangue, altre grida di dolore per le strade del mondo. Obiettivo: diffondere la paura nel pianeta, per cambiare le nostre abitudini, le nostre convinzioni. Un attacco alla civiltà. Siamo tutti coinvolti.

“Il fenomeno che ci troviamo ad affrontare ha caratteri complessi e diversi da quelli cui eravamo abituati”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo nella sala Zuccari al seminario “Processo di armonizzazione delle legislazioni contro il terrorismo”. La battaglia, ha aggiunto Grasso, “richiede interventi eterogenei: di carattere militare in modo da ridurre la capacita’ di attacco simmetrica di Isis in Medio oriente; finanziari per colpirne le risorse economiche, di carattere giudiziario, informativo, investigativo per reprimere e prevenire attentati di carattere asimmetrico in Europa e nel mondo; interventi politici per favorire la soluzione dei nodi geopolitici che dividono le diverse potenze in gioco nei teatri di conflitto e per costruire istituzioni funzionanti nei territori piu’ instabili in modo da garantire tutela equilibrata e rappresentanza ai diversi interessi etnici, sociali e religiosi”. “Servono anche – ha aggiunto Grasso – interventi di natura sociale per attenuare le gravi diseguaglianze che caratterizzano anche i Paesi economicamente piu’ solidi, e che determinano marginalità e vulnerabilita’ al radicalismo e all’illegalità. Rendere la cooperazione politica e tecnica fra i nostri Paesi piu’ rapida, concreta ed efficiente e assicurare un corretto bilanciamento fra sicurezza e libertà sono i due obiettivi da perseguire armonizzando gli strumenti legislativi”.