terrorismo

New York da oggi al centro del mondo con il vertice Onu che durerà sette giorni. Si inizia con una riunione sui migranti. Domani si terrà l’inaugurazione dell’Assemblea generale al Palazzo di Vetro. In primo piano, tra i temi di cui si discuteranno i 193 Paesi che compongono le Nazioni Unite, ci sono la Siria, il terrorismo e la povertà assoluta, con ‘Goals 20030’, le iniziative firmate lo scorso anno per combattere l’indigenza e la fame. Si voterà anche il nuovo Segretario generale dell’Onu, che succederà all’uscente Ban Kimoon. Il nuovo presidente è Peter Thomson delle Isole Fiji. New York accoglie i grandi del potere in una città blindata, con 38mila poliziotti, strade chiuse, posti di blocco anche alla luce dell’esplosione avvenuta a Manhattan a poche ore di distanza dal vertice. Per la prima volta la discussione sul terrorismo avviene in un’assemblea Onu alla presenza di così tanti Paesi. Il summit è stato voluto da Ban Kimoon per trovare soluzioni ad una realtà che ad oggi nel mondo conta la fuga di oltre 65 milioni che sono state costrette ad abbandonare la casa per guerre, violenza, terrorismo, catastrofi naturali. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a New York sul summit dedicato ai migranti oggi interverrà sulla condivisione di responsabilità per i profughi e i migranti. In mattinata alla Clinton Global Iniziative il premier italiano parlerà di economia, in particolare delle politiche di rigore europee che stanno frenando la crescita.

Un ordigno nascosto in un cassonetto è esploso ieri sera a Manhattan, tra la 23ma strada e la 7ma avenue nel quartiere affollato di Chelsea, causando almeno 29 feriti di cui uno in gravi condizioni. Per la polizia di New York si tratterebbe di un attacco intenzionale e non di una esplosione accidentale. Secondo il sindaco De Blasio non ci sarebbero al momento legami con il terrorismo. La zona è piena di ristoranti, gallerie d’arte, locali alla moda. Sul luogo sono accorsi polizia, vigili del fuoco, Fbi e antiterrorismo. La zona è stata cordonata e isolata. Nelle vicinanze la polizia ha trovato un altro possibile ordigno esplosivo, una pentola a pressione. Nessuna connessione ci sarebbe con l’esplosione avvenuta sempre ieri nel New Jersey. In un clima già d’assedio con le misure antiterrorismo, in città arriveranno parte dei 150 capi di Stato e di governo che da domani, parteciperanno all’Assemblea annuale dell’Onu. Stasera arriveranno, tra gli altri, anche Barack Obama e Matteo Renzi.

Primo comizio per Nicolas Sarkozy da candidato ufficiale alle primarie per le presidenziali francesi del 2017: davanti ai sostenitori riuniti ieri sera a Chateaurenard, nel Sud del Paese, l’ex presidente ha promesso di “ristabilire l’autorità dello Stato su ogni centimetro quadrato della Repubblica francese”. Come ricordano oggi i media francesi, Sarkozy ha annunciato lunedì scorso l’intenzione di candidarsi alle primarie della destra in programma il 20 e 27 novembre, puntando sulla sicurezza del Paese e sulla difesa dell’identità francese davanti a una politica migratoria “che non ha più alcun senso”. “Voglio essere il presidente che ristabilisce l’autorità dello Stato su ogni centimetro quadrato della Repubblica”, ha detto ieri davanti a circa 2.000 sostenitori, denunciando “un generale declino del potere dello Stato”. “Non sarò mai quello che vacilla, il candidato dei compromessi traballanti, delle sintesi così sottili che non rimane nulla”, ha proseguito, dicendosi pronto a “incarnare” di nuovo “la funzione presidenziale” oggi “indebolita” dopo quattro anni di presidenza del socialista Francois Hollande. Accusando l’attuale capo dello Stato di aver mancato di determinazione nella lotta contro i jihadisti, Sarkozy ha quindi promesso di lottare contro il terrorismo che ha colpito il Paese: “Voglio affrontare la minaccia terroristica, i francesi devono essere certi di essere protetti, invece di chiedere perché la risposta di chi ci dovrebbe governare è così debole”. Una debolezza per cui oggi “la nostra identità è minacciata”, ha aggiunto, sostenendo “senza riverse” i sindaci che nelle scorse settimane hanno vietato il burkini, il costume da bagno islamico, sulle spiagge francesi. “Chiedo una legge che lo vieti su tutto il territorio della Repubblica”, ha aggiunto, definendo la scelta di indossare il burkini “una provocazione”. Nel comizio ha poi ribadito di voler vietare anche il velo “a scuola, all’università, nell’amministrazione pubblica e nelle imprese”, denunciando “la tirannia delle minoranze”. Toni più duri rispetto al suo principale avversario alle primarie, Alain Juppé, accusato tra le righe di essere troppo moderato nella lotta all’islam radicale: “Non voglio sentir parlare di compromessi. Non ci sono compromessi da fare con l’islam radicale”. Sebbene sia indietro nei sondaggi rispetto a Juppé, Sarkozy ha concluso dicendosi fiducioso: “Sono candidato alle primarie e vinceremo”, invitando il “popolo francese” a sostenerlo.

La Ue e’ accanto al popolo e al governo turco nella lotta al terrorismo. Lo dice l’alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, commentando l’attentato di ieri a Gaziantep. “La notte scorsa un’esplosione ha colpito donne, uomini, bambini che celebravano una festa di nozze nella citta’ di Gaziantep – si legge in una nota – piu’ di cinquanta vite sono state spezzate e molti sono i feriti. Porgiamo le nostre piu’ sentite condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime e auguriamo una pronta guarigione a tutti i feriti”. “La Turchia e’ stata notevolmente presa di mira ancora una volta, e in una citta’ – Gaziantep – che e’ un simbolo del dolore causato a migliaia di persone dal conflitto in Siria. La sofferenza di tutte le persone colpite dalla guerra, e il terrore, e’ la nostra sofferenza. Come Unione europea, esprimiamo la nostra solidarieta’ e vicinanza al governo e al popolo di Gaziantep e di tutta la Turchia. E continueremo a rafforzare la nostra cooperazione con le autorita’ turche per prevenire e combattere il terrorismo. Siamo insieme in una lotta comune. Tutti siamo chiamati a stare insieme per proteggere la sicurezza, la democrazia e la pace”.

Il terrorismo islamico si combatte con “la consapevolezza che siamo gia’ in guerra. I jihadisti ci hanno dichiarato una guerra santa: l’intero occidente e’ sotto assedio, con buona pace del Papa che insiste nel negarlo. E ci sono tutti i presupposti per possibili attentati anche in Italia”, Cosi’, in un’intervista alla Stampa, il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, negli anni Ottanta impegnato contro le Brigate rosse, secondo cui non servono leggi speciali, “bastano quelle esistenti. Il guaio e’ che spesso non vengono applicate”. “Basta con la cultura dello struzzo: occorre una presa di coscienza collettiva sul fatto che siamo in guerra e che cellule silenti della jihad possono compiere attacchi anche sul nostro territorio”, dice Nordio. “A complicare il quadro, poi, ci sono i cosiddetti lupi solitari”, che “possono agire nel modo non solo piu’ sinistro ma anche piu’ imprevedibile”. Per il procuratore “i magistrati devono lasciare il campo esclusivamente alla politica, e alla polizia di prevenzione. E’ a questi ultimi, e ai Servizi segreti che rispondono al governo, che compete il delicato tema della sicurezza nazionale. L’unica concessione possibile – dichiara – e’ a mio avviso il ricorso alle intercettazioni preventive. Quelle cioe’ che, in casi straordinari, si svolgono a titolo cautelativo su unica indicazione del pm senza autorizzazione del gip. E restano quindi segrete”.

La Guardia Costiera stringe i controlli nei porti italiani in cui transitano e fanno scalo navi traghetto e crociere. Il comandante generale Vincenzo Melone ha trasmesso una nota alle Capitanerie di Porto. L’allerta è al livello 2 ed impone maggiori verifiche su veicoli e passeggeri. Nei giorni scorsi il Viminale si era già attivato per rafforzare i controlli sui passeggeri su porti, aeroporti e stazioni. Sull’operazione della Guardia Costiera ha detto Franco Gabrielli, capo della Polizia, intervenendo a margine dell’incontro al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta: “L’aumento del livello di guardia fatto dalla Guardia costiera non ha nulla a che fare con i discorsi Libia sì, Libia no. Il provvedimento è scaturito da una recente riunione del comitato interministeriale nella sua forma ristretta per la sicurezza marittima e dei porti, nei quali i vari soggetti hanno preso la decisione, per il contesto complessivo che stiamo vivendo, di innalzare i livelli dei controlli”. Ed ha continuato: “E’ una presa d’atto di una situazione complessiva, credo che questo vada nel senso degli sforzi che stiamo compiendo in tutti gli ambiti per aumentare il più possibile il livello di sicurezza”.

“L’ansia la paura vanno comprese”, ma “l’allarme richiede una risposta seria da parte dello Stato per la sicurezza dei cittadini”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in una intervista al Tg1 nella quale, parlando del terrorismo fondamentalista, ha sottolineato come “l’attività preventiva non si vede ma è la più preziosa e importante anche per evitare che la paura prevalga”. Quella che sta portando avanti il terrorismo fondamentalista “è una guerra in un formato diverso, senza frontiere”. Ma basta vedere come la grande maggioranza delle vittime sia di religione islamica “per far comprendere che non si tratti di una guerra di religione”, ha detto Mattarella ricordando che questo “terrorismo, cinicamente cerca di usare la religione nella speranza impossibile di provocare un conflitto tra musulmani e cattolici, ma questo non avverrà”. E, rispondendo a chi gli chiede cosa possano fare i singoli Stati per combattere l’emergenza terrorismo: “Noi non possiamo e non dobbiamo stravolgere i principi della nostra civiltà, frutto della storia e inoltre non servirebbe. Occorre un’efficace azione anticipatrice, di prevenzione, di intelligence, di vigilanza e polizia, perfettamente compatibile con le libertà superando vecchie abitudini che ostacolano la condivisione di informazioni”. E “L’invito della comunità francese islamica, raccolto in Italia, perché i loro fedeli domani si rechino nelle chiese cristiane in segno di solidarietà è molto significativo”, ha detto il presidente della Repubblica.

Fermiamoci un attimo e pensiamo alle autorità morali e spirituali, credibili e forti che in questo mondo di oggi – attraversato da tensioni epocali e da violente lacerazioni sociali – possono alzare la propria voce nel rispetto generale. Quante sono? Papa Francesco oggi, in perfetta solitudine, indica una via che è quella del dialogo e della collaborazione tra i popoli e le fedi. ‘Abbattete i muri e ascoltate chi temete’, queste le sue parole che esplodono forse in modo ancora piu’ micidiale contro i fanatismi e le ottusità di quanti lavorano per instaurare, nel pianeta, paura, odio e diffidenza. Non è un caso che da una istituzione come la Chiesa, appesantita da 2000 anni di storia e da cambiamenti che l’hanno trasformata senza farle perdere identita’ e ruolo, giungano questi messaggi che fanno bene a tutti gli uomini di pace che lavorano per una speranza di futuro. ‘Signore, spingici all’ascolto di coloro che non comprendiamo – invoca Bergoglio – di quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male’. Duemila anni e non sentirli, quelli della Chiesa. Pensiamo per un attimo, noi tutti, cristiani e non cristiani, a cosa sarebbe il mondo oggi senza la presenza e l’azione della Chiesa. E, nonostante le sue contraddizioni e alcune sue brutture, manifestiamole gratitudine.

”Tutta l’Europa è a rischio, anche noi in Italia lo siamo, così come lo sono tutti gli altri paesi. Possiamo fare come in Israele ma lì ogni giovane fa 3 anni di servizio militare. Siamo disponibili a questo? Siamo convinti di voler perdere una parte delle nostre libertà a di fronte della sicurezza come succede in Israele? Quello fra Israele e l’Europa non è a mio avviso un paragone plausibile”. Cosi Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, a “Agorà Estate” su Rai tre. “Io credo che l’opinione pubblica moderata di un paese si debba chiedere se sia meglio avere qualche moschea, più visibile e più controllata o centinaia di scantinati che non sono vigilati e in cui vanno persone fuori da ogni controllo?”.

“Non c’è solo Isis: problema è radicalizzazione islamista di massa e insuccesso clamoroso del multiculturalismo. Ma non ditelo ai nostri ‘esperti'”. Lo dice Daniele Capezzone, deputato di Conservatori e Riformisti. “E questo – aggiunge – al di là dello specifico episodio di ieri e delle sue cause singole, magari diverse, che scopriremo. Resta purtroppo il quadro d’insieme. Dalle ore successive all’eccidio di Monaco fino ad ora, la politica, i media e i cosiddetti ‘esperti’ italiani (con pochissime meritorie eccezioni) stanno parlando di nazismo, e non vedono il nazi-islamismo. Cercheranno fino all’ultimo un appiglio per parlare d’altro”. “Non hanno visto solo due cose, ormai da anni – conclude Capezzone – il nazi-islamismo jihadista, il cui programma è semplice e chiaro: ucciderci. E il fallimento del multiculturalismo: ormai è chiaro che puoi integrare degli individui (se accettano la nostra cultura), ma non puoi integrare delle comunità (se pretendono di mantenere una diversa ‘legalità’ e cultura fondamentalista)”.