Brexit: la distanza dell’Europa dagli europei

Era questa l’Europa che sognavano Altiero Spinelli, Jean Monnet, Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide De Gasperi?
Oggi la Gran Bretagna si pronuncia sulla Brexit, la sua uscita dalla Unione Europea.
E già questo è il segnale di un fallimento politico. Cosa e’ diventata oggi l’Unione? Forse una unità politica, riconosciuta e condivisa? O piuttosto una entità fredda e distante in cui le esigenze della moneta prevalgono su tutto il resto? E ancora, noi cittadini italiani, francesi, tedeschi, spagnoli… ci sentiamo parte di qualcosa, abbiamo una forte e riconoscibile identità europea? Da questo punto di vista il progetto europeo così come lo abbiamo vissuto in questi anni si è rivelato un flop. Serviva una visione culturale, una rappresentanza più diretta, politiche comuni, una uniformita’ di indirizzo e di azione? Sicuramente si. Anche perché se le ragioni di una alleanza sono quelle del calcolo e della convenienza, una volta venute meno condizioni favorevoli, sarà la stessa legge della convenienza a far sì che chi vi era entrato decida di uscire. Tira una brutta aria in Europa: quella dell’egoismo e del populismo. Se l’Unione non ripensa se stessa sara’ inevitabile il suo sgretolamento, con ripercussioni fatali su ognuno di noi. Cosa occorrerebbe? Una vera unione politica, una strategia unica in politica estera, provvedimenti lungimiranti sulla emergenza dei migranti e lotta vera alla povertà e alla esclusione sociale. Buona fortuna cara, vecchia Europa.

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