Ue: Formica, macche’ politica, solo vacanze romane

“Come in una sequenza cinematografica mi vengono in mente due immagini. Da una parte Roma. Isolata. Dove i governanti non vogliono avere rapporti coi governati. Dall’altra Milano, piena di gente, che si stringe attorno al Papa”: legge cosi’ la giornata di ieri Rino Formica, ex parlamentare ed ex ministro socialista, intervistato da QN. A suo avvisto la dichiarazione, nata dalle celebrazioni del 60/mo anniversario dei trattati, e’ un “documento che sfuma le parole. Senza un significato proprio. Senza proporre una soluzione nitida. Si parla dei prossimi dieci anni come spazio temporale per superare la crisi. Un vaticinio? Una speranza? Che risposte diamo ai grandi temi dell’euro, dei migranti, delle crisi economiche e sociali? La realta’ e’ che nessuno ha il coraggio di sciogliere l’Unione e quindi si ricorre a queste formule”. “Direi – afferma – che e’ stata una vacanza romana. Soffocata”. A suo avviso accorrerebbe introdurre “una norma semplice semplice: qualsiasi decisione che incide sulla prima parte della Costituzione va sottoposta a referendum. Ma ci vorrebbero partiti di sinistra veri in grado di prendere l’iniziativa affinche’ le regole europee non impongano scelte in contrasto con i principi costituzionali italiani”. Evidenzia la differenza con il ’57: “Formidabile atmosfera. Eravamo in pieno boom. La gente aveva fiducia nella politica. Altri tempi. Lontanissimi”.

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