Diffamazione e carcere per i giornalisti. Oggi protesta a Montecitorio

“Il carcere per i giornalisti che ‘diffamano’ è previsto nei regimi totalitari, è la prima mossa che mettono in atto i dittatori”. Così Donna in Affari che – insieme a Nuova Opinione italiana, MasMan Communication, testate giornalistiche, associazioni di cittadini e culturali, ordine dei giornalisti, Fnsi e cittadini – partecipa oggi ad un sit-in di protesta davanti alla Camera per protestare contro l’inasprimento delle pene contro la diffamazione a mezzo stampa, con il previsto carcere fino a 9 anni, approvata all’unanimità dalla Commissione Giustizia del Senato e che sta per essere discussa e approvata in via definitiva. “La cosa quanto meno sorprendente – prosegue la nota – è che si tratta di una norma inserita in un ddl dal titolo ‘Disposizioni in materia di contrasto al fenomeno delle intimidazioni ai danni degli amministratori locali’, con la giustificazione che i giornalisti potrebbero scrivere articoli a scopo di ritorsione…”, “per evitare questa pericolosa deriva, i cittadini destinatari dell’informazione e i giornalisti che non vogliono tapparsi la bocca per paura di subire un processo penale, possono manifestare insieme il proprio dissenso a questa norma che ci riporta ai secoli bui della nostra storia”. Alla manifestazione saranno presenti anche esponenti dell’Ordine nazionale dei giornalisti il quale ha così commentato la norma: “Non può essere giustificabile la motivazione secondo cui il provvedimento nasce da una presunta tutela degli amministratori pubblici da intimidazioni, violenze o minacce finalizzate a bloccarne il mandato. Anzi, in realtà si accentua il tentativo di intimidire i giornalisti limitando il diritto dei cittadini ad essere informati”. Anche la Federazione internazionale della stampa e la Federazione europea dei giornalisti condannano con forza il progetto di modifica del Codice Penale italiano che punta ad inasprire le sanzioni nei confronti di coloro che sono accusati di diffamazione ai danni di rappresentanti della classe politica, della magistratura e della pubblica amministrazione.

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