Alfano

“Guardiamo all’obiettivo di un ritorno al G8, ma non è detto che ci sia la possibilità di arrivarci entro maggio”, lo ha detto il ministro degli esteri, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti a margine del suo intervento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York e riferendosi al mese in cui si svolgerà il G7 a Taormina e al quale Mosca non parteciperà. Alfano ha sottolineato che l’Italia spera in un miglioramento nei rapporti tra Stati Uniti e Russia, che oggi si trovano nel periodo più difficile dalla fine della Guerra fredda. Il ministro ha ripreso le parole del premier Paolo Gentiloni che nel corso della sua visita a Parigi, dove ha incontrato il presidente Francois Hollande, ha ribadito che è sbagliato andare verso una contrapposizione da guerra fredda. Sulle sanzioni sulla Russia per la questione ucraina Alfano ha affermato che “devono essere un mezzo e non il fine”.

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, si rechera’ oggi a New York, per partecipare alla prima riunione del Consiglio di Sicurezza. Saranno presenti il segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, e gli altri membri del Consiglio. L’Italia e’ entrata il primo gennaio in Consiglio di Sicurezza come membro non permanente per il 2017. Tra i temi in agenda: le priorita’ del mandato italiano nel Consiglio, il contrasto al terrorismo. “Lunedi’- ha detto il ministro – mi rechero’ in missione a New York per partecipare alla prima riunione del Consiglio di Sicurezza del 2017 e, sia in quella sede che nel G7 da noi presieduto, ribadiro’ con forza la necessita’ di dare una risposta comune ed efficace contro il terrorismo internazionale”. Martedi Alfano, rende noto la Farnesina, parteciperà ad un dibattito su Pace sostenibile e prevenzione dei conflitti.
In quest’ambito, la presenza di Alfano “sarà l’occasione per discutere modalità per rendere più efficace l’impegno dell’Onuu nella prevenzione dei conflitti, con particolare attenzione alla missione Unifil in Libano, rafforzando non soltanto la dimensione civile e politica dei mandati delle missioni, ma includendo anche la tutela della diversità culturale”.
Al termine del dibattito, il ministro incontrerà i giornalisti per un breve punto stampa alle 10.40. Dopo una colazione con i capi delle delegazioni degli altri Paesi membri del CdS, tra cui numerosi ministri degli Esteri, la visita proseguirà con un incontro bilaterale con il SG Guterres alle 15.15 e il Presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu Thomson alle 16. Il ministro incontrerà nuovamente i giornalisti alle 16.30, prima di rientrare a Roma.

“Nel 2013 come Ncd con responsabilità salvammo la legislatura, ora non vogliamo essere il partito dell’accanimento terapeutico nei confronti del governo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno e leader di Ncd Angelino Alfano allo speciale ‘Porta a porta’su Raiuno. “Non siamo ingenui, a noi chiedono di immolarci per fare la legge elettorale. Noi diciamo di fare una piccola modifica all’Italicum, ma non aspetteremo i comodi di Forza Italia o Lega”. E sul risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre ha commentato: “E’ molto importante il risultato del 41% del Sì che vedeva l’area di Governo contro il resto del mondo. Mentre il 41% rappresenta 13 milioni di italiani che hanno avuto come referente il Governo, ha detto il ministro – il 59% invece contiene dentro il blocco che fa riferimento a Grillo e quello che fa riferimento a Salvini, Meloni, Berlusconi e altro ancora”.

“A Milano manderemo altri 150 militari a supportare le forze dell’ordine, che già operano a livelli eccellenti”: lo ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha partecipato alla riunione sulla sicurezza con i vertici delle forze dell’ordine e il prefetto Alessandro Marangoni. Dopo l’uccisione di un dominicano a Piazzale Loreto e la rissa scoppiata tra un gruppo di filippini sotto il grattacielo della Regione Lombardia con un bilancio di due feriti, il sindaco Sala aveva chiesto un intervento del governo. E sull’immigrazione ha spiegato: “Milano ha già fatto la sua parte. Ha raggiunto la sua quota e quindi se ci sarà un calo degli sbarchi, come è presumibile per il periodo invernale, ci sarà uno stop agli arrivi di migranti”. Il nuovo modulo operativo dei soldati che verranno impiegati in città, a Milano, prevede pattuglie con un agente e due militari. “Tra pochi giorni verrà convocato un nuovo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Valuteremo la situazione della sicurezza sia alla luce dei più recenti episodi, sia per quanto concerne il modo di impiego e il dislocamento dei militari che coadiuveranno le forze dell’ordine sul territorio”, ha dichiarato il prefetto Marangoni.

Nel centrodestra immaginato da Giovanni Toti, c’è spazio anche per Angelino Alfano? Il governatore della Liguria e consigliere di Silvio Berlusconi, ha risposto a questa domanda ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, la trasmissione condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “Alfano nella coalizione del centrodestra? Bisogna vedere come va il ravvedimento operoso…” Cosa intende dire? “Il ravvedimento operoso avviene quando, per esempio, non si paga qualcosa col fisco, per una dimenticanza o per un errore. Prima che qualcuno lo scopra, il ravvedimento operoso ti consente di pagare lo stesso, in ritardo, facendo capire che l’errore lo hai fatto senza intenzionalità”. Quindi dovrebbe chiedere scusa e potrebbe tornare con voi? “Onestamente non so se Alfano si ritiene ancora compatibile con noi dopo l’esperienza al governo”. Lei lo vorrebbe? “Io non ho problemi, lo vorrei. Alla Regione Liguria governo con una maggioranza dove c’è anche Ncd”, ha concluso a Radio1 Toti.

 

“Il Pd ormai è finito, tra Renzi e la minoranza le strade si dividono. E per il centro che vogliamo costruire si aprono praterie in una coalizione con il Pd”. Così il leader di Ala, Denis Verdini, in una intervista a La Stampa in cui si dice “convinto che il Sì alla fine vincerà. Gli italiani capiranno la portata di questa riforma”. La legge elettorale cambierebbe anche in caso di vittoria del Sì, “le modifiche sono praticamente già cosa fatta: via il ballottaggio e premio alla coalizione che supera una certa soglia” sottolinea Verdini osservando che l’accordo trovato all’interno del Pd e che ha segnato la ‘pace’ con Gianni Cuperlo della minoranza dem “non conta niente. Il Pd da solo non ha i numeri al Senato per cambiare l’Italicum e dunque Renzi deve trattare con noi e con Alfano”. L’Italicum, prosegue Verdini, “cambia perché sta cambiando lo scenario politico. Il Pd si sta spaccando. E per Renzi  è necessario mettere in piedi una coalizione con una forza di centro. Noi lavoriamo per questo. Ci sono praterie per una forza moderata alleata col Pd”. Che fine farà la minoranza Pd? “In ogni caso – risponde Verdini – anche se vincesse il No, non me li immagino correre alle prossime elezioni insieme a Renzi. Finiranno come Fassina, D’Attorre e Civati, ai margini della vita politica” perchè “la gente che ce l’ha con Renzi vota i grillini, mica loro. Per Bersani non ci sono spazi da riempire”.

VERDINI: MAI RILASCIATA INTERVISTA, NON PASCOLO IN CASA ALTRI

“In merito alla pseudointervista pubblicata oggi sul quotidiano ‘La Stampa’, intendo chiarire per l’ennesima volta di non aver mai rilasciato alcuna dichiarazione, tanto meno dunque interviste o colloqui con chicchessia. Nel corso di una cena di beneficenza ho avuto modo di chiacchierare con alcuni invitati che mi chiedevano dell’attuale situazione politica. Non so se fra essi ci fosse il giornalista de ‘La Stampa’, so per certo che, oltre a non essersi presentato come tale, costui ha compreso e riportato in maniera totalmente scorretta ed errata i miei ragionamenti. Ragionamenti che poi, tra l’altro, il quotidiano ha ulteriormente distorto con un titolo che non corrisponde affatto al mio pensiero. Chi mi conosce sa che non e’ mia abitudine rilasciare interviste o dichiarazioni di sorta, e quando lo faccio cio’ avviene in modo serio e approfondito, non di straforo. E soprattutto, come ho spesso avuto modo di ripetere, non vado a pascolare in casa altrui, parlando di partiti di cui non faccio parte”. Lo dice il senatore Denis Verdini, presidente di Alleanza liberalpopolare-autonomie.

Prosegue lo scontro tra Forza Italia e il governo Renzi. Renato Brunetta non perde occasione per attaccare l’Esecutivo e per apostrofare in malo modo il premier. Con  l’avvicinarsi del voto referendario i toni non  potranno che inasprirsi. Il capogruppo di Forza Italia attacca duramente “Forza Italia aveva creduto al Nazareno, finche’ Renzi non l’ha cambiato per ben 17 volte – sia sull’Italicum, sia sulla riforma costituzionale -, la 18esima volta con l’elezione di Mattarella al Colle. Berlusconi ha capito l’imbroglio e Renzi e’ rimasto solo con Alfano e Verdini. Renzi e’ un imbroglione”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Non si placano le polemiche e i botta e risposta tra Salvini e il governo sulla gestione del fenomeno dei migranti. I casi di questi giorni – i migranti respinti a Goro – e il tira e molla con Bruxelles sui fondi per l’accoglienza, offrono il destro al leader della Lega che di certo non si tira indietro. “Poletti, ministro del lavoro (lavoro delle cooperative rosse, forse) ripete ancora oggi che “i migranti pagano all’Italia il doppio rispetto a quello che ricevono indietro”, e che pagano le pensioni degli italiani. Solita barzelletta di un governo razzista che sta pagando, coi soldi degli italiani, l’albergo a 163.000 immigrati, di cui oltre il 60% e’ clandestino e dovrebbe essere espulso (ma non lo sara’). Poletti, Renzi e Alfano, fatevi pagare lo stipendio dai ‘migranti’ e magari emigrate pure voi, l’Italia ve ne sara’ grata”. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, segretario della Lega Nord.

“Questo governo in caso di vittoria del No, non cade. E penso sia anche giusto, perche’ il voto sul governo si da’ alle elezioni politiche, quando viene sommato tutto quello che si e’ fatto, non in questa occasione, dove si discute una pure importantissima Riforma”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, incontrando i giornalisti a Taormina a margine del seminario “Sicilia 2030: un lavoro comune, un compito per ciascuno”, organizzato dalla Fondazione Alcide De Gasperi, della quale e’ presidente.

La polemica delle vignette di Charlie Hebdo sul sisma non accennano a placarsi. I vignettisti francesi hanno alluso alla mafia per le opere di ricostruzione, dopo avere accostato Amatrice e i suoi morti ai vari tipi di pasta italiana. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano non ha celato il suo disappunto “Noi abbiamo pianto i loro morti, loro hanno riso dei nostri”:  “Usando la loro satira – ha aggiunto – avrei un suggerimento su dove devono infilare la loro matita”. Il dibattito sui limiti della satira, sulla libertà dell’espressione del pensiero e sul rispetto dei morti non é di certo un capitolo chiuso