amministrative

“Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica che può arrivare al 40% senza inciuci e ammucchiate. I dati di oggi in Sicilia lo dimostrano. Per questo Renzi non vuole fare votare gli italiani: sarebbe la sua fine. Al voto, al voto subito!” Così si legge sul Blog di Beppe Grillo a firma dei pentastellati siciliani.“Oggi –scrivono i grillini – il quotidiano La Sicilia pubblica un rilevamento che sarebbe stato commissionato dal Centrodestra in vista delle elezioni Regionali in Sicilia e i dati dicono che il MoVimento 5 Stelle è al 38%. A seguire ci sarebbe un’altra forza d’opposizione, cioè il Centrodestra che, in caso di coalizione unita, si attesterebbe al 35%. Numeri da brivido, invece, per il Pd che si fermerebbe all’otto% mentre l’intera coalizione che ad oggi sostiene Rosario Crocetta totalizzerebbe il 18%. Mentre i partiti cercano di fare numeri attraverso coalizioni ed inciuci, noi raccogliamo i frutti di 5 anni di lavoro al fianco dei cittadini, e ci apprestiamo ad affrontare una campagna elettorale senza esclusione di colpi ma che darà finalmente alla Sicilia un Governo onesto e competente!”

“Il clamore delle notizie riportate dalla stampa e delle parole di un delinquente che poi si e’ pentito possono fare piu’ rumore di anni di storia. Ritengo che la mia figura non possa non ricordare la strada dalla quale provengo”. Lo ha detto il candidato sindaco di Palermo per i “Coraggiosi”, Fabrizio Ferrandelli, incontrando i giornalisti, nella sede del comitato elettorale, a Palermo, dopo l’avviso di garanzia ricevuto nell’ambito di un’inchiesta per presunto voto di scambio politico mafioso. “Non voglio nascondermi dietro frasi di rito dicendo ‘sono sereno’ – ha aggiunto -. Con la storia che ho avuto questi fatti amareggiano me, la mia squadra e la mia famiglia ma questo non mi vieta di andare avanti. Quando ho ricevuto l’invito a comparire dalla Procura di Palermo ho ritenuto di non dovermi avvalere della facolta’ di non rispondere, anzi, ho ritenuto che fosse opportuno offrire la mia storia collaborando con la magistratura e rispondendo a tutte le domande che mi sono state fatte dai pm, nei quali ho la massima fiducia”. “La mia campagna elettorale va avanti’”.

Il Premier Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico, ammette la sconfitta. Aveva cercato in tutti i modi di non legare il suo nome a queste elezioni amministrative, che non lasciavano presagire nulla di buono. Ma queste elezioni comunali non possono non avere – per il successo del M5S – anche e soprattutto un significato politico. ‘Abbiamo perso – ammette il primo ministro – ho rottamato troppo poco. Non mi dimetto, non ci penso nemmeno. Ora via la vecchia guardia del partito. Non é un risultato contro di me’. La minoranza del Pd adesso gli chiederà conto e ragione. La direzione del partito, prevista per venerdi, si annuncia una vera e propria resa dei conti.

 

Si dice che i clienti abbiano sempre ragione. Lo stesso dovrebbe valere, mutatis mutandis, per gli elettori. E allora, in base a questo principio, possiamo lecitamente affermare che Grillo e i suoi adepti conquistano a ragion veduta Roma e Torino, con i sindaci Virginia Raggi e Chiara Appendino e che il premier Matteo Renzi incassa una sonora sconfitta politica, accontentandosi di una risicata vittoria di Sala su Parisi a Milano. Le elezioni comunali hanno sempre avuto valore politico, piaccia o meno. Da un voto di protesta si passa ad un voto di delusione: gli elettori o se ne stanno a casa o votano per le forze politiche antisistema. Vedremo se i 5Stelle saranno capaci di amministrare: sinora, laddove lo hanno fatto, hanno lasciato a desiderare. Chi scrive non si fida né del M5S né delle sue ricette salvifiche, diffidando di un movimento-partito che non ha democrazia interna e che ha la presunzione sciocca di lanciare una ruffiana offerta pubblica di acquisto (Opa) sull’onesta’. Il quadro politico è quantomai confuso e l’appuntamento del referendum può’ schiarirlo solo parzialmente. Il segretario del Pd nonché Premier, Renzi, esce ridimensionato da questa tornata elettorale, e può contare solo sul fatto che, ad oggi, una vera alternativa politica a lui e alla sua rabberciata maggioranza, non si intravede.

Ballottaggi: aperti i seggi per secondo turno delle comunali. Andranno al voto quasi 9 milioni di italiani in 126 città
Per l’esattezza, i cittadini che oggi andranno al voto sono 8.610.142, distribuiti in 126 comuni, di cui sei capoluogo di regione (Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste) e 14 di provincia (Benevento, Brindisi, Carbonia, Caserta, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Savona e Varese). Lo scrutinio avrà inizio questa sera al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Riflettori puntati su Milano e Roma, dove rispettivamente si affronteranno Sala e Parisi, Raggi e Giachetti. Come in ogni tornata elettorale amministrativa che si rispetti il motivo ricorrente, strumentalmente usato da vincitori e vinti per opposte ragioni, é quello relativo alla valenza politica del voto, ossia se attribuirgli un significato politico al di la’ di quello eminentemente amministrativo. C’é da giurarci che anche stavolta sarà cosi: se dovessero perdere i candidati del Pd gli oppositori di Renzi diranno che é un test contro il governo. E viceversa.

La domanda se la fanno in molti ‘se il Pd perderà il ballottaggio a Roma e Milano cadrà il governo? Renzi risponde in modo chiaro “Assolutamente no, abbiamo già detto che l’esito della permanenza al governo è legato al referendum costituzionale”. Che le amministrative, per il Premier non abbiano valore politico è’ stato già detto. Renzi non ha puntato le sue fiches sulle amministrative, ben sapendo che il rischio di non vincerle era molto concreto. Possiamo sicuramente dire che ha avuto un buon fiuto.

A Roma i grillini sono in vantaggio con la Raggi: al secondo posto Giachetti. Terza Giorgia Meloni, quarto Marchini. Innessuna città metropolitana viene eletto il sindaco al primo turno. Unica eccezione Cagliari dove il candidato del centrsoinistra, l’uscente Massimo Zedda sembra lanciato verso una vittoria al primo turno. Primo round al M5S, che dà uno schiaffo a Renzi e al suo Pd. Ma la partita si gioca ai ballottaggi. Roberto Giachetti solo in extremis la spunta su Giorgia Meloni e ottiene il ballottaggio. Nella seconda città simbolo, Milano, è testa a testa tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi. A Napoli Luigi De Magistris stacca il candidato di Fi-Lega Gianni Lettieri, che al momento precede Valeria Valente per il ballottaggio con il sindaco uscente. A Torino il sindaco uscente Piero Fassino si attesta al primo posto superando il 40% ma anche in questa città c’è la sorpresa M5s con Chiara Appendino che ottiene comunque un ottimo risultato e conquistando un posto per il ballottaggio del 19 giugno. Nessuna sorpresa a Bologna dove il candidato del centrosinistra Virginio Merola tocca il 40%, praticamente doppiando il candidato della Lega Lucia Bergonzoni. Tutto come previsto anche a Varese dove il candidato del centrodestra, Paolo Orrigoni, supera il 46% e a Ravenna dove quello del centrosinistra Michele de Pascale si attesta al 42,3%.

‘La vera partita è il referendum’. Così il premier Matteo Renzi, in risposta a tutti coloro i quali vogliono caricare il voto alle amministrative di un significato politico, ossia come un vero e proprio giudizio sull’azione del governo. “Come abbiamo detto in tutte le salse non è un voto sul governo, ma sicuramente è molto importante per scegliere il futuro della propria città. Ci vogliono sindaci onesti, capaci di tappare le buche, ma anche di dare un orizzonte alle proprie comunità. Il Pd ha messo in campo molti candidati autorevoli. La campagna elettorale sarà importante non per il Governo, ma per le città’. I problemi dei cittadini sono molto concreti. Il primo è il lavoro. Poi bisogna vedere se strade sono tenute bene, se la differenziata è fatta bene o no’. E poi sulla città di Napoli ‘Ciascun napoletano vorrebbe che per andare a lavorare ci fossero strade degne di questo nome e un modello organizzativo. Napoli davanti ha un futuro pazzesco”. E’ finito il tempo delle chiacchiere. Se nelle prossime 36 ore questo lavoro porta a porta darà frutti, questa città tornerà a essere non solo la capitale del Sud ma una delle capitali europee in cui si tornerà a credere. Basta con la cultura della rassegnazione, mettetevi in moto. C’è un grande futuro che aspetta una delle città più belle del mondo”. Cosi le parole del presidente del Consiglio nel comizio di chiusura della campagna elettorale di Valeria Valente. “Referendum sarà partita vera, e io sono disponibile a mettermi in gioco. Se si perde si va a casa ma intanto si vince. Non prometto miracoli ma soluzioni concrete’