Brunetta

Forza Italia e’ in piazza questo fine settimana e il prossimo con i gazebo dedicati al tema della sicurezza. “Sicurezza e’ quello che chiedono i cittadini italiani. Purtroppo il governo Renzi-Gentiloni non ha dato risposte, neanche il ministro Minniti, che sembrava essere piu’ propenso al confronto, e’ riuscito a far nulla”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai giornalisti a Piazza Cavour a Roma, in occasione dei Security Days. “Senza sicurezza non c’e’ liberta’, Italia piu’ sicura. Questi i nostri slogan. Piu’ poliziotti di quartiere e piu’ militari nelle strade. Assumere altri agenti e aumentare le tutele e le risorse per il comparto sicurezza-difesa. Metal detector e piu’ controlli in zone affollate, piu’ videocamere negli asili, nelle scuole e nella citta’”. Ha continuato Brunetta: “Piu’ poteri ai sindaci e alla polizia locale per la sicurezza. Leggi piu’ chiare e piu’ severe, pene piu’ dure. Marina militare e guardia costiera contro gli scafisti, accordi internazionali per bloccare le partenze, espulsioni rapide per i clandestini”. E ancora: “Rifondare protezione civile e valorizzare i vigili del fuoco. La difesa e’ sempre legittima: riforma della legittima difesa. Questo il nostro impegno politico che viene da lontano, viene dai governi Berlusconi. E il nostro presidente, su questi temi, e’ piu’ determinato che mai”, ha concluso Brunetta.

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, punta all’unità nel centrodestra. “Forza Italia punta, con Berlusconi, al centrodestra unito di governo. Come governiamo in Lombardia, nel Veneto, in Liguria, come abbiamo governato dieci anni su venti in Italia”, ha detto il capogruppo azzurro a Montecitorio al Giornale Radio Rai. “La prospettiva è unica: centrodestra unito di governo. Dopodiché, il centrodestra è plurale in Italia, come in Francia, come in Germania. Ma con quello che sta succedendo a sinistra, con il caos, con l’autodistruzione del Pd, sarebbe veramente criminale non fare un accordo all’interno del centrodestra. L’accordo nel centrodestra è obbligatorio. Lo faremo, lo vogliamo fare in tutti i modi”.

“Di solito le legislature durano 5 anni, iniziano e finiscono. Qualcuno deve spiegarmi perché bisogna votare prima, con tutto quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. Qualcuno mi deve giustificare i vantaggi di una fine anticipata della legislatura”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“L’Italia – ha aggiunto – sarà più forte con un Parlamento sciolto e senza governo per 3-4 mesi? L’Italia sarà protagonista in Europa e nel mondo senza governo e senza Parlamento per 3-4 mesi? L’Italia sarà più forte senza una legge elettorale che garantisca una maggioranza chiara e netta a giugno? Io credo di no”. Ha continuato il capogruppo di FI a Montecitorio: “Credo che questo anno di legislatura vada utilizzato per fare una buona legge elettorale e per riparare a qualche guaio causato dai mille giorni di Renzi . Chi vuole le elezioni anticipate deve dimostrare che queste convengono agli italiani e non a lui. Se Renzi vuole le elezioni anticipate vada in televisione e spieghi perché. Spieghi perché si deve sciogliere il Parlamento a marzo, spieghi perché a maggio quando ci sarà il G7 l’Italia sarà in piena campagna elettorale”.

“Se non passa il referendum la mia carriera politica finisce qui. Renzi 25/1/2017: ‘Il futuro, prima o poi, torna’. Fate voi?”. Lo ha scritto su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Continua, stavolta per bocca di Brunetta, la polemica sulla promessa che l’ex premier fece in caso di sconfitta al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Per alcuni, Renzi promise che si sarebbe dimesso da premier, in questa eventualità poi verificatasi, altri invece capirono che avrebbe smesso di fare politica.

“Domani, alla riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali della Camera, vedremo se il Partito democratico vorra’ accelerare sulla legge elettorale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Noi diciamo di attendere responsabilmente e istituzionalmente la sentenza della Corte costituzionale del 24 gennaio e la relativa motivazione – ha dichiarato – Dopo la sentenza della Consulta il Parlamento, autonomamente, dovra’ legiferare per quanto riguarda la nuova legge elettorale – come ha detto il presidente della Repubblica con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, in maniera paritetica, aggiungo io, dopo gli esiti, infausti per Renzi, del referendum costituzionale. E dopo si vada al voto: o in maniera anticipata rispetto a febbraio 2018 o a scadenza naturale della legislatura”. Forza Italia, ha detto Brunetta, “e’ per un sistema a base fortemente proporzionale con un premio di governabilita’, perche’ non solo dobbiamo rappresentare i cittadini che votano ma dobbiamo anche avere un sistema capace, poi, di governare. Un sistema a forte base proporzionale che ci restituisca il prossimo Parlamento come un Parlamento costituente, e cioe’ che abbia la forza e la capacita’ di rappresentanza di modificare, nel senso di una migliore efficienza, la Costituzione”. E ha concluso: “Ci saranno delle riunioni nei prossimi giorni dentro il partito e all’interno del centrodestra per preparare il nostro posizionamento in vista del lavoro della Commissione Affari costituzionali, dopo il 24 gennaio”.

‘Il presidente del Consiglio pro tempore, Matteo Renzi, non solo ha superato di gran lunga ogni limite di decenza istituzionale e politica, adesso si permette anche di irridere gli esponenti dell’opposizione e del fronte del No, pubblicando i loro volti nell’ultimo opuscolo preparato dal suo Comitato per inondare le case dei cittadini italiani: roba da ventennio fascista”. Lo dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Un premier mai eletto che scrive ai cittadini italiani e ai cittadini residenti all’estero per propagandare solo ed esclusivamente il Si’ al referendum. Non abbiamo mica paura delle tue minacce, caro Renzi. Chi paga tutte queste letterine? Chi le spedisce? Chi le consegna? Altro che querele, qui e’ il popolo italiano, e’ la nostra democrazia che querela Renzi. In merito a queste vicende, di assoluta gravita’ – prosegue Brunetta – pensiamo sia giunta l’ora di una presa di posizione da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Qui siamo di fronte a una violenza mai vista nei confronti delle nostre istituzioni e della nostra democrazia. Il Quirinale non puo’ piu’ tacere”.

“È giusto che il voto sul referendum sia pro o contro Renzi, perche’ Renzi ha voluto queste schiforme non con un’ampia maggioranza del Parlamento, ma le ha imposte a colpi di maggioranza del suo partito e della sua maggioranza di governo. È chiaro che se le ha imposte in questa maniera, con la violenza, con i voti notturni e i voti di fiducia, e’ chiaro che ha messo dentro se stesso in queste riforme”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a TgCom24. “Se gli italiani bocciano le riforme, bocciano lui, bocciano Renzi. È sbagliato dire non si deve personalizzare, innanzitutto perche’ a personalizzare e’ stato lui e poi perche’ queste riforme non sono state fatte da un ampio arco costituzionale, ma dal suo partito e dalla sua sedicente maggioranza. Perche’ al Senato Renzi non aveva la maggioranza, ha dovuto imbarcare Verdini e Alfano che erano stati eletti nel fronte opposto nel 2013. Quindi, ha voluto lui fare di queste riforme delle riforme di maggioranza ed e’ chiaro che se queste riforme vengono bocciate viene bocciata la maggioranza, viene bocciato lui, questo e’ matematico”.

“L’Agcom, rispondendo al mio esposto, ha ufficialmente richiamato la tv pubblica, con particolare riferimento al programma ‘Politics’, ricondotto alla testata del Tg3, perché assicuri la parità di trattamento tra i soggetti favorevoli e contrari al quesito referendario”. Ad affermarlo in una nota, è il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. “La Rai – sostiene – è quindi formalmente ‘diffidata’ dall’Agcom e caldamente invitata, per così dire, a rispettare l’equa rappresentazione di tutte le opinioni politiche, le pari opportunità e il contraddittorio, così da garantire la completezza e l’imparzialità dell’informazione, su tutti i temi dell’attualità e dell’agenda politica, oltreché, ovviamente del referendum del prossimo 4 dicembre”.

jacopo Fo, figlio di Dario, interviene a gamba tesa per fare chiarezza sulla figura del padre dopo gli elogi e il ricordo della sua carriera e dei suoi meriti. “Si, adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli e’ mai piaciuto”. E’ lo sfogo del figlio di Dario Fo, Jacopo, apparso ieri, giorno della scomparsa del premio Nobel, in serata sul suo profilo Facebook. Il post ha gia’ ricevuto 14mila like e quasi 3mila condivisioni.

Quello sottoscritto ieri ad Arcore da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è un accordo per il futuro del Paese, per il rilancio del centrodestra unito di governo, per una prospettiva che rappresenti un’alternativa reale e credibile al Partito democratico e a Matteo Renzi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Ecco i sette punti dell’Accordo di Arcore: I tre leader hanno concordato sulla necessita’ di un forte impegno del centro destra, unito nella battaglia contro la falsa riforma costituzionale. 2. La vittoria del NO non sara’ un salto nel buio, ne’ la fine di un processo riformatore. Al contrario, creera’ le condizioni perche’ si possa parlare di riforme vere: i tre partiti si impegnano fin d’ora a farsi promotori di una nuova riforma costituzionale che: introdurra’ il presidenzialismo con l’elezione diretta del Capo dello Stato; imporra’ il vincolo di mandato ai parlamentari (chi cambia idea deve dimettersi); tagliera’ davvero, “dimezzandoli”, costi e numero dei parlamentari; differenziera’ seriamente il ruolo fra Camera e Senato; riorganizzera’ lo Stato sulla base di un federalismo capace di valorizzare le comunita’ territoriali; riconoscera’ al popolo il diritto di esprimersi ogni qualvolta i trattati internazionali prevedano cessione di sovranita’. 3. Non per nostra scelta, ma per decisione del Presidente del Consiglio, il referendum sara’ anche un giudizio sul governo Renzi. Tale giudizio non puo’ che essere gravemente negativo; “4. Per queste ragioni, dopo la vittoria del NO riteniamo che il Governo dovra’ trarne le conseguenze, e in ogni caso escludiamo qualsiasi sostegno parlamentare ad un esecutivo che non abbia la fiducia dei cittadini – sottolinea Brunetta -; 5. Le forze politiche del centro-destra daranno quindi il massimo impulso alla campagna referendaria, con iniziative congiunte e specifiche di ogni partito, per sensibilizzare la maggioranza degli italiani evidenziando il disegno di potere, inefficiente ma pervasivo, del Presidente Renzi e del Partito Democratico. 6. I tre partiti metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per allargare il perimetro del centro-destra, facendo appello alla societa’ civile, ai milioni di italiani che non credono piu’ in questa politica, e che di fronte al fallimento del renzismo vogliono contribuire con una risposta credibile a un progetto di governo serio dell’Italia. 7. Le tre forze politiche del centro-destra infine intensificheranno nei prossimi mesi il lavoro di elaborazione del programma, sulla base di quanto gia’ concordato, mettendo al centro: la diminuzione delle imposte sulla famiglia e altre politiche di sostegno al nucleo fondante della nostra societa’; una grande riforma fiscale basata sulla flat-tax, con un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al Pil; un impegno rigoroso per la sicurezza che risponda alle legittime paure dei cittadini; una piu’ forte e piu’ organica politica di contrasto all’immigrazione clandestina e ai rischi di infiltrazioni terroristiche”, conclude il capogruppo.