Rio 2016

Nelle Paralimpiadi che si stanno svolgendo a Rio, l’Italia sale a quota quattro medaglie con tre argenti e un bronzo. Dopo l’argento nel nuoto di Francesco Bettella sui 100 dorso S1, è arrivato il secondo con Federico Morlacchi sui 400 stile S9. La terza medaglia l’ha conquistata Michele Ferrarin nel paratriathlon, categoria Pt2, e poi è arrivato il bronzo con Giovanni Achenza nella stessa disciplina, categoria PT1.

Federico Morlacchi, dopo i tre bronzi di Londra 2012 si porta a casa il primo argento ad una Paralimpiade della sua carriera: i suoi 400 stile libero S9 di Rio 2016 valgono tanto, la conferma di essere un atleta che in quattro anni da outsider si e’ trasformato in un uomo di esperienza capace di puntare ad alti traguardi. La gara dell’azzurro si chiude con il tempo di 4:17:91, cinque secondi dietro l’australiano Brenden Hall, primatista mondiale, grande favorito e nettamente l’atleta piu’ bravo al mondo sulla distanza. Hall parte subito bene al via iniziando una progressione sicura verso l’oro: Morlacchi dietro impiega due vasche prima di farsi vedere nettamente alle sue spalle come il contendente piu’ accreditato. Morlacchi scava un divario dietro di se’ e di fatto mette in cassaforte l’argento: subito dopo i 200 metri prova ad allungare per tentare di riprendere l’australiano, ma il tentativo e’ rintuzzato da Hall che poi chiude in scioltezza, cosi’ come l’azzurro. Alla fine il bronzo va al britannico Lewis White che chiude in 4:21.38. “Gara difficile – dice l’azzurro – con sensazioni non buonissime nel riscaldamento ma poi portata a casa con un po’ di esperienza. Ad un certo punto mi sono detto “ci provo” e ho tentato di riprendere Hall: dopo quattro bracciate ho capito che non era storia, mi sono detto “sto qua”. E’ lo sport, e’ andata davvero benissimo, rispetto a Londra e’ un passetto in avanti e ora ci sono le altre quattro gare. Vediamo come va, intanto oggi mi sono divertito tantissimo”.

In una cornice tipica da carnevale brasiliano si sono conclusi ufficialmente i Giochi Olimpici di Rio di Janeiro. La cerimonia si è svolta allo stadio Maracanà sotto una pioggia battente che non ha scalfito lo spirito della manifestazione. Musica popolare, ma anche canti tradizionali indiani, arte e musica elettronica hanno accompagnato la sfilata degli atleti e i portabandiera delle 207 delegazioni dei Paesi che hanno partecipato a Rio 2016. Assente il presidente ad interim Michel Temer, alla cerimonia ha partecipato Rodrigo Maia, presidente dell’assemblea nazionale. A fianco il primo ministro del Giappone Shinzo Abe, il cui Paese ospiterà i prossimi Giochi nel 2020. L’Italia torna dal Brasile al nono posto nel medagliere con 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi. La regione che ottiene più medaglie è il Lazio, seguito da Toscana, Sicilia e Liguria. “Abbiamo fatto una bella figura, sono contento. Sono orgoglioso di essere italiano”., ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malago’, tracciando un bilancio a Casa Italia

Una promozione ex post, ma a pieni voti, dopo “le perplessita’ iniziali”. E’ il giudizio del presidente del Coni, Giovanni Malago’, sui Giochi brasiliani quando manca un giorno alla linea del traguardo. “All’inizio avevo forti perplessita’ – confida il n.1 dello sport italiano in un’intervista alla Rai – Vedevo che molte cose non erano ancora pronte, e che l’organizzazione era un po’ indietro. Ma e’ stato impressionante vedere come hanno recuperato e il giudizio e’ molto positivo”. Insomma, dopo l’iniziale scetticismo “piano piano l’ambiente si e’ scaldato e ed e’ venuto fuori quello che e’ lo spirito olimpico. Basti pensare che i primi giorni c’erano molti vuoti sugli spalti, adesso invece c’e’ il tutto esaurito ovunque e il Brasile fa risultato l’atmosfera si scalda ancora di piu'”. Come hanno potuto constatare e vivere in prima persona il beach volley azzurro nella finale contro il duo verdeoro: “Non e’ stato facile giocare la finale di beach a Copacabana davanti a 25mila persone”, riconosce Malago’ anche in ottica pallavolo dove domani gli azzurri di Blengini sono attesi proprio dai brasiliani. Insomma, il progetto olimpico di Rio 2016 e’ stato “vincente. Ha puntato su tre aggregati, l’area di Copacabana, quella di Deodoro e il Parco Olimpico. E’ vero che hanno fatto molte opere solo temporanee, ma ricordiamo che Rio e’ l’ultima edizione dei Giochi pre-agenda 2020 voluta dal Cio, che riduce notevolmente il peso degli investimenti. Molti impianti qui a Rio sono stati riadattati per questo grande evento, ma altri saranno utili anche in futuro. Nella nostra candidatura bbiamo invece preferito evitare le speculazioni private”, aggiunge Malago’ parlando di Roma 2024: “Siamo venuti qua con un accordo, rispettare le Olimpiadi e dare priorita’ agli atleti e alle loro competizioni. Nel frattempo qui a Rio abbiamo continuato a fare attivita’ di supporto ai membri del Cio per far vedere in modo elegante, riservato e discreto quali sono le progettualita’ di Casa Italia. In questo momento non ho altro da aggiungere. Gli impegni da parte della citta’, della sindaca e del vicesindaco finora sono stati mantenuti”.

Usain Bolt è medaglia d’oro nella staffetta 4×100, la terza dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro, il nono titolo complessivo conquistato ai Giochi a cinque cerchi, stesso traguardo della leggenda Carl Lewis. Bolt ha guidato alla vittoria la staffetta giamaicana 4×100 in 37”27 davanti al Giappone (37”60) e agli Usa (37”62).

Rai2, la rete Olimpica, conferma anche ieri, mercoledi’ 17 agosto, gli ottimi ascolti per le Olimpiadi avendo stravinto in prima serata con 2 milioni 947 mila spettatori e uno share del 16.54. Rai Sport1 ha raggiunto 535 mila e il 3.00 e Rai Sport2 ha segnato 343 mila e l’1.92. Complessivamente hanno seguito le Olimpiadi 3 milioni 825 mila spettatori e uno share del 21.46. Grande successo di Rai2 anche in seconda serata con 2 milioni 103 mila e il 22.39. L’ascolto piu’ alto della giornata e’ stato per la vittoria degli Azzurri della pallavolo maschile contro l’Iran, che li ha qualificati per le semifinali del torneo, alle 23.00 con 3 milioni 293 mila spettatori e uno share del 27.40 e un picco di 3 milioni 889 mila e share del 36.80 alle 23.24. Grande risultato in prima serata per i tuffi femminili che alle 21.00 hanno realizzato 3 milioni 80 mila spettatori e uno share del 17.20. Molto bene alle 17.55 la vittoria del Setterosa contro la Russia seguita da 2 milioni 197 mila spettatori e uno share del 25.60.

‘Volevo solo l’oro. Quando sono sceso in pista era solo per l’oro, i sacrifici che ho fatto valevano questa medaglia: era la mia ultima occasione”. Dopo le lacrime al traguardo Elia Viviani racconta la sua gioia per il titolo olimpico nell’Omnium del ciclismo su pista ai Giochi di Rio. “Il merito e’ averci sempre creduto – ha detto alla Rai -. La caduta mi ha scosso, la fortuna doveva tornare a girare, si chiude un capitolo della mia carriera, ma faro’ sempre parte della pista. A chi la dedico? Alla mia fidanzata Elena Cecchini”.

Niccolo’ Campriani vince ai giochi olimpici di Rio de Janeiro due medaglie d’oro a livello individuale ed entra nella leggenda dello sport italiano. E’ infatti il quarto atleta azzurro che si distingue negli anni per essere salito due volte da solo sul podio più alto nella stessa edizione dei giochi. Campriani è medaglia d’oro della carabina 50 metri tre posizioni dopo quello nella carabina 10 metri. “E’ pazzesco arrivare a due ori, non me l’aspettavo. Ero sicuro che sarebbe stata ultima olimpiade e quindi vediamo cosa succederà”, ha detto l’atleta fiorentino ai microfoni Rai.

Rai2, la “rete Olimpica”, ottiene ancora un ottimo risultato di ascolti. Ieri ha dominato prima, seconda serata e l’intera giornata, rispettivamente con il 14.87, il 15.90 e il 13.84 di share. In particolare, nel prime time Rai2 ha ottenuto 2 milioni e 650 mila telespettatori, nella seconda serata 1 milione 455mila telespettatori, e nelle ventiquattrore 1 milione 110mila telespettatori. In prima serata le gare sono state seguite su Rai Sport 1 da 610 mila telespettatori e uno share del 3.42 e su Rai Sport 2 da 770mila telespettatori, pari al 4.32 di share. Complessivamente nel prime time le Olimpiadi sono state seguite da 4 milioni e 30mila spettatori, pari a uno share del 22.61. La serata televisiva prevedeva su Rai1 la trasmissione “SuperQuark”, che ha ottenuto 1 milione 812mila spettatori e uno share del 10.95, mentre su Rai3 “Vertigo” ha registrato 690 mila telespettatori e uno share del 3.96. Le reti Rai stravincono la prima serata con 8 milioni 16mila telespettatori e uno share del 44.98; la seconda serata con 3 milioni 672 mila e il 40.10 di share. Vittoria per le reti Rai anche nell’intera giornata, con 3 milioni 507mila telespettatori, pari a uno share del 43.72.

“Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”, questo il titolo de Il Resto del Carlino, che si riferiva alle tre ragazze della nazionale italiana del tiro con l’arco – Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia – sconfitte alle Olimpiadi. Si é molto parlato di questa caduta di stile e della opportunità della rimozione del direttore della testata. Il giornalismo é fatto di parole e le parole, per gli addetti ai lavori quali noi siamo, presuppongono responsabilità, attenzione e coscienza professionale. Definire ‘cicciottelle’ tre ragazze, sottolineandone solo in apparenza l’aspetto pacioso e rotondo, con la scusa dell’affettuosità, é inopportuno e offensivo. Giuseppe Tassi, direttore di «Qs», rimosso giustamente dall’incarico per il titolo sulle tre arciere azzurre, si é giustificato così «Non c’era intenzione discriminatoria o sessista. Il termine aveva una connotazione affettiva. Ripulire il nostro linguaggio è un traguardo, ma senza ipocrisie». Ma di quale ipocrisia parla il giornalista? Ipocrita, a mio parere, sarebbe stato sorvolare, far finta di nulla. Offendere una donna per il suo aspetto é oltremodo grave, e nessuna attinenza ha con l’evento sportivo e con il tema trattato. Siamo responsabili, tutti, delle azioni che compiamo e delle parole che pronunciamo. Noi giornalisti ancora di più. E non abbiamo alcuna attenuante. Solidarietà alle tre atlete da un cicciottello cronico quale io sono sempre stato. Alfonso Lo Sardo