Mediterraneo

Occorre “vedere gli altri come persone e non come cose”. Lo ha ribadito il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nell’omelia della messa celebrata nella cattedrale di Bari con i vescovi del Mediterraneo arrivati nel capoluogo pugliese per l’incontro di riflessione e spiritualità. Prendendo spunto dall’episodio evangelico della guarigione del cieco, il card. Bassetti ha ricordato che “si guarisce realmente quando si vede l’altro, quando si vede in ogni altro l’immagine di Dio”. “È difficile raggiungere questo traguardo, ma – ha chiarito – ogni altro sguardo non e’ sufficiente”. Spesso, ha ammesso, “gli altri rimangono un’immagine sfocata e allora Gesù impone le mani perché noi, almeno noi pastori, vediamo chiaramente”. Secondo il card. Bassetti “c’e’ bisogno di vedere con gli occhi di Cristo, di uno sguardo di misericordia e di compassione, quello con cui Gesù guardava le folle e si commuoveva fino alle lacrime”. “Aprici gli occhi – é stata l’invocazione finale – perché possiamo vederti e riconoscerti nostro fratello e prenderci cura di tutti i fratelli che ci poni accanto”.

“Valorizzare il ruolo della cultura per sviluppare un’identità mediterranea che sia rispettosa della multiformità delle nostre società, che promuova la diversità e che favorisca così le condizioni di sicurezza nel Mediterraneo”. È questo, come riferisce una nota del ministero, nelle parole del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano, l’obiettivo di “Italia, Culture, Mediterraneo” programma culturale che il MAECI, attraverso la sua rete all’estero, realizzerà nel 2018 nei Paesi dell’area del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA), e che sarà presentato lunedì 23 ottobre a Palazzo dei Normanni a Palermo, alla vigilia della Conferenza Mediterranea dell’OSCE, che l’Italia presidierà il 24 e 25 ottobre. “Quando abbiamo deciso di organizzare la Conferenza dell’Osce qui a Palermo, – ha detto il titolare della Farnesina – ci siamo resi conto che avevamo un’opportunita’ straordinaria per associare alla discussione sulla sicurezza una proposta di programma culturale nel Mediterraneo. Perche’ non ci possono essere stabilita’, sicurezza e pace, senza valori condivisi e il rispetto della cultura del vicino”. Per il ministro, “La Sicilia, per la sua storia, dove Arabi e Normanni hanno formato un fondamentale modello di integrazione sociale e di tolleranza religiosa tra popoli diversi puo’ essere il laboratorio dove si puo’ discutere di un nuovo futuro per le due sponde del Mediterraneo”.

“Abbiamo la necessità di una grande politica europea nel Mediterraneo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Angelino Alfano intervenendo alla conferenza ‘Transatlantic Forum on Russia’, tenutasi oggi presso il Centro Studi Americani a Roma. Secondo il titolare della Farnesina, “una regola da applicare in politica estera è che quando viene lasciato un vuoto, prima o poi qualcuno lo colmerà”. “Noi siamo l’Europa, il cui futuro dipende dalla capacità che avrà di prendersi alcuni profili di leadership che le storia e la geografia gli consegnano. Se l’Europa rinuncerà ad alcuni profili di leadership non può lamentarsi se qualcuno li assumerà”, ha spiegato Alfano riferendosi all’intervento russo nel Mediterraneo.

In occasione del G7 a Taormina, in Sicilia, l’Unicef chiede ai leader del G7 di adottare i sei punti della sua Agenda d’Azione per proteggere i bambini rifugiati e migranti 25 maggio 2017 – Secondo le ultime stime dell’Unicef, finora quest’anno almeno 200 bambini sono morti lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa all’Italia – una media di più di un bambino al giorno. I dati aggiornati sul numero di bambini deceduti vengono lanciati in occasione dell’incontro dei leader dei paesi del G7 in Sicilia, luogo simbolo per la crisi dei rifugiati e migranti in Europa. I dati del 2017 mostrano che il numero di rifugiati e migranti, compresi bambini, che sta intraprendendo il viaggio per raggiungere l’Europa lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale, nonostante i grandi rischi connessi al viaggio, è in aumento. Tra il 1 gennaio e il 23 maggio, oltre 45.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia via mare – un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Questo dato comprende anche circa 5.500 minorenni non accompagnati e separati – un aumento del 22% dal 2016 – che rappresentano circa il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale.

Il 2017 sarà per l’Italia un “anno straordinario dal punto di vista della politica estera”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali. Il 2017, ha dichiarato Alfano “ci vedra’ a marzo ospitare l’evento di anniversario dell’ideale europeo, dei trattati di Roma. Inoltre, ci vedra’ presiedere il G7 e avremo, nel secondo semestre, la presidenza del gruppo di contatto del Mediterraneo dell’Osce”. Ha continuato il titolare della Farnesina: “La politica estera ha cambiato velocita’ e abbiamo un anno da giocare come protagonisti. Il nostro lavoro sara’ proficuo e il quanto piu’ possibile svolto insieme al Parlamento”. Ed ha aggiunto che l’impegno dell’Italia nelle aree di crisi va “dall’Africa occidentale all’Afghanistan attraverso l’intero Medio Oriente. Il nostro compito e’ costruire ponti e non alzare muri”.

 

Sono “oltre cinquemila il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo nel 2016, il peggior bilancio di sempre in termini di perdite di vite umane”. Lo rende noto sul sito web l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr).
Per l’Agenzia: “Le cause dell’allarmante aumento riscontrato quest’anno sono molteplici e sembrano essere legate alla qualità sempre più scarsa delle imbarcazioni utilizzate, dalle imprevedibili condizioni meteorologiche e dalle tattiche utilizzate dai trafficanti per evitare di essere intercettati”. Tra queste, scrive l’organizzazione che aiuta rifugiati, sfollati e apolidi, “si può citare la partenza, in contemporanea, di un elevato numero di imbarcazioni, così da rendere più difficile il lavoro dei soccorritori”.
Continua l’Agenzia: “Nel 2016 ogni giorno in media 14 persone sono morte nel Mar Mediterraneo, si tratta del numero più alto mai registrato. L’anno scorso, a fronte di oltre un milione di persone che hanno attraversato il Mediterraneo, sono state registrate 3.771 vittime”.

Un altro naufragio nel canale di Sicilia. Un gommone carico di migranti partito dalla Libia e’ finito in fondo al Mediterraneo e delle 130 persone che erano a bordo, solo 27 si sono salvati. Sei i cadaveri recuperati ieri, mentre oltre 90 sono i dispersi. La tragedia si è consumata proprio nel giorno in cui si teneva una cena informale dei ministri europei sulle politiche migratorie, voluta dalla presidenza di turno slovacca. “L’Europa mantenga gli impegni assunti di ricollocare 50mila migranti dall’Italia, e dopo si ragioni sul futuro –  ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano presente all’incontro informale di Bruxelles – Fin quando non adempie a questo impegno l’Europa non e’ credibile in nulla”. Rispetto alla proposta slovacca sulla revisione del regolamento di Dublino, Alfano ha dichiarato: “Non condividiamo nulla di questa proposta”.

Allarme dell’Onu sui migranti: il 2016 è l’anno più letale per coloro che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo. Il portavoce dell’Unhcr, William Spindler, precisa che per ora si può solo confermare che sono almeno 3.800 i migranti morti o dispersi dall’inizio dell’anno. I nuovi dati si riferiscono a diversi incidenti ed in particolare alle testimonianze raccolte dall’Unhcr presso le persone soccorse durante il week-end e fatte sbarcare in Italia, ha spiegato Spindler. “Abbiamo ricevuto resoconti in base ai quali numerose persone sono morte o risultano disperse. Si tratta chiaramente di stime”, ha aggiunto. L’anno scorso l’Unhcr aveva registrato per tutto l’anno un totale di 3.771 decessi nel Mediterraneo. Ma mentre nel 2015 1.015.078 persone avevano attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Europa, quest’anno sono finora circa 327.800. Ad essere aumentato è il tasso dei decessi: nel 2016 una persona ogni 88 che hanno tentato la traversata ha perso la vita, un dato in netta crescita rispetto a 1 ogni 269 dello scorso anno. Nel Mediterraneo Centrale questo dato è addirittura più alto, con una morte ogni 47 arrivi.

Papa Francesco incoraggia ancora una volta l’azione delle donne, augurandosi che aumenti la loro presenza nella società. L’occasione è il telegramma inviato a mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari, per la seconda Conferenza Donne Medio Oriente e Mediterraneo “Donne operatrici di pace per una cultura dell’incontro e del dialogo” organizzata dall’Umofc-Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche e dal Fiac-Forum internazionale di Azione cattolica, in collaborazione con l’Azione cattolica della diocesi di Bari e la Delegazione regionale della Puglia. In occasione della Conferenza promossa “nel contesto del Giubileo Straordinario della Misericordia che tutti invita al generoso esercizio delle opere di misericordia corporali e spirituali”, si legge nel messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Papa “rivolge il suo beneaugurante pensiero e saluta cordialmente tutte le donne presenti, particolarmente quelle provenienti dal Medio Oriente e dai paesi segnati da conflitti sociali, dalla poverta’ e dalle discriminazioni”. Francesco auspica “che si allarghino gli spazi della presenza delle donne e si intensifichi la loro opera nel ricercare occasioni di incontro, di conoscenza e di dialogo e il comune impegno per la edificazione di un futuro di prosperita’ e di pace produca abbondanti frutti di crescita umana e sociale e contribuisca alla riconciliazione tra gli uomini e alla rinnovata concordia tra le nazioni”.

Cerimonia di avvicendamento al comando dell’operazione Mare Sicuro alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale ammiraglio di squadra Filippo Maria Foffi. Il contrammiraglio Alberto Maffeis ha ceduto il comando dell’operazione al Contrammiraglio Placido Torresi. La cerimonia si è svolta ad Augusta, a bordo della fregata Fasan. L’ammiraglio Maffeis ha passato le consegne dopo tre mesi, periodo che ha visto 18 navi della Marina alternarsi, con una presenza media giornaliera in mare di circa 950 militari e la messa in salvo di 21.300 persone. Mare Sicuro è una operazione varata dal governo nazionale dopo l’aggravarsi della crisi libica. Dal 12 marzo 2015, è stato schierato in mare un dispositivo aeronavale con la missione di svolgere, in applicazione delle leggi degli accordi vigenti, attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale. Il compito dell`operazione Mare Sicuro, con l`aggravarsi della minaccia terroristica, è quello di rafforzare le operazioni già in atto delle navi della Marina Militare che operano nel Mediterraneo centrale, al fine di “assicurare la tutela degli interessi nazionali mediante la protezione delle linee di comunicazione, dei navi commerciali, della flotta peschereccia italiana e delle fonti energetiche strategiche d’interesse nazionale e la sorveglianza delle formazioni jihadiste”, si legge nel comunicato della Marina Militare. La presenza delle navi della Marina in alto mare, inoltre, garantisce “la sicurezza ai mezzi navali impegnati nelle attività di ricerca e soccorso (Sar) in particolare a quelli delle Capitanerie di Porto”. (immagine: Ufficio Stampa Marina Militare)